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I musei rafforzano il rapporto con i territori

di Lello Naso

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Il rafforzamento del rapporto con il territorio è il filo conduttore che lega i piani di sviluppo dei musei paradossalmente usciti dalla pandemia rafforzati proprio nel legame con il pubblico. «Nel periodo Covid», dice Giovanna Melandri, presidente della Fondazione Maxxi di Roma, «abbiamo raggiunto sedici milioni di utenti. Abbiamo imparato a costruire un rapporto di comunità che è la base del piano di sviluppo del museo come polo della conoscenza e della ricerca. Sostenibilità, innovazione e inclusione saranno i principi che ispireranno la nostra attività».

Un crowdfunding di idee sarà invece alla base del Museo Egizio di Torino che nel 2024 festeggerà i duecento anni di storia. «Stiamo ricevendo proposte da tutto il mondo», dice il presidente della Fondazione, Evelina Christillin. «Digitalizzazione, restituzione e inclusione sono le linee guida di cinque progetti finalizzati a dare alla città nuovi spazi e all’allargamento della fruizione grazie al digitale e al metaverso. Un progetto che vale venti milioni di euro e che sarà un ulteriore salto nel futuro del museo».

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Carolyn Christov-Bakargiev direttore del Castello di Rivoli, il più antico museo d’arte contemporanea d’Italia, enfatizza il ruolo glocal del polo: «Abbiamo un decimo del budget del Centre Pompidou di Parigi. Siamo costretti a essere trendsetter dell’arte ed esploratori di nuovi terreni per conquistare la fiducia degli artisti di tutto il mondo. Nello stesso tempo dobbiamo avere un radicamento nel territorio. Dobbiamo pensare all’arte tra cinquecento anni e lasciare in eredità opere come i mecenati toscani del Rinascimento. Abbiamo commissionato quattro opere in provincia di Cuneo e lavoreremo ancora in questa direzione».

Enzo Ghigo, presidente del Museo del cinema, lancia l’allarme sulle sale e sulla produzione italiana. «Il calo degli spettatori post-pandemia, nell’ordine del 70%», dice, «è un segnale molto preoccupante. Nessun film italiano è tra i primi dieci in classifica in Italia. Dobbiamo ripensare alle leggi sulla produzione e agli incentivi e dobbiamo rafforzare la cultura stessa del cinema. Presenteremo un progetto di legge parlamentare per un finanziamento di 25 milioni in cinque anni».

Domenico Piraina, direttore dei musei scientifici milanesi sottolinea la necessità di aprirsi alla città. «Abbiamo 600mila visitatori l’anno, rapporti consolidati con le scuole e piani per portare i nostri musei nelle periferie della città. Aprire le porte dei musei vuol dire allargare gli orizzonti della città».

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