Interventi

I nuovi formatori e la didattica della coesistenza

di Franco Amicucci

3' di lettura

Le figure tradizionali che abbiamo conosciuto nella formazione aziendale si stanno arricchendo di nuove competenze e di nuovi saperi, si specializzano in nuove attività didattiche che un tempo neanche si potevano immaginare. Al contempo si affermano nuove figure professionali, necessarie per gestire le attività che emergono nella dimensione digitale dell'apprendimento.
Un fenomeno al momento limitato alle Academy delle medie e grandi organizzazioni, alle società di consulenza e digital learning ed alle scuole ed università al passo con le evoluzioni dell'apprendimento.
Quando parliamo di addetti alla formazione aziendale, è bene distinguere tra staff professionali impegnati a tempo pieno nelle attività di formazione e le persone interne all'azienda che dedicano solo una parte del loro tempo a tali attività. Nelle grandi strutture formative aziendali, Academy o Corporate University, normalmente troviamo a tempo pieno le figure addette alla progettazione, i learning architect, e al coordinamento di alcune aree di specializzazione formative, come formazione obbligatoria, formazione tecnica, formazione reti vendita e in alcuni casi formazione linguistica. A questi si affianca, sempre a tempo pieno, lo staff di gestione amministrativa della formazione, in particolare per condurre quella finanziata, e lo staff di gestione degli ambienti tecnologici. Cresce poi la presenza, nelle grandi organizzazioni, di nuove figure, come l'instructional designer, che si dedica alla produzione di corsi eLearning per i temi specialistici della propria azienda, in particolare prodotti e procedure. Alcune di tali figure dedicano parte del proprio tempo anche ad attività di docenza in aula tradizionale o in modalità webinar, gestite da digital trainer. Tutta una serie di altre attività di formazione è invece affidata a persone dell'azienda che ricoprono altri ruoli, ma che contribuiscono, con una parte del loro tempo, all'arricchimento dei contenuti, dei diversi format e delle iniziative formative che i loro colleghi si trovano quotidianamente ad utilizzare. In questo caso parliamo di figure come i knowledge holder, detentori e garanti dei vari rami di conoscenza del patrimonio di knowledge aziendale, i docenti occasionali, che dedicano mediamente dalle 20 alle 100 ore all'anno nella gestione di corsi interni per colleghi, gli animatori delle community di apprendimento o comunità di pratica (social learning expert) oltre a tutta la capillare rete che troviamo sul posto di lavoro, come tutor, mentor, coach (Workplace Learning Supporter), che accompagnano i colleghi nell'apprendimento on the job. Figura ricercatissima è l'amministratore/gestore di piattaforme online – Learning Management System - definito LMS eLearning Specialist.
Ma quali sono le nuove competenze richieste all'insieme di tali figure?
La prima famiglia di competenze è necessariamente quella digitale, competenze che sono in parte comuni a quelle oggi richieste a tutte le persone dell'azienda, almeno a livello base, alle quali vanno aggiunte quelle specifiche oggi necessarie per tutto il mondo che si dedica all'apprendimento. Competenze digitali e nuova cultura, lo specifico mindset digitale del formatore, che vanno dalla conoscenza dei molteplici format, tecnologie, strumentazioni presenti nel vasto mondo del digital learning, fino al possesso di metodologie evolute di progettazione blended, che richiede al progettista e al docente la capacità di affacciarsi su nuove discipline, come ad esempio le neuroscienze, per comprendere meglio le dinamiche dell'apprendimento negli ambienti digitali. Sono sempre più le aziende che coinvolgono i collaboratori più giovani in attività di reverse mentoring, per affiancare i colleghi più adulti, spesso i loro stessi capi, per far apprendere le competenze digitali.
Ma il grande processo di reskilling, che coinvolge tutto il mondo del lavoro, tocca in profondità anche il mondo della formazione, al quale è richiesto un veloce riposizionamento di alcune attività tradizionali perché il riconoscimento del docente si baserà sempre meno sul potere della conoscenza e sempre più sul potere del metodo, sulla capacità di formare i learner all'autoapprendimento e al sapersi muovere in autonomia tra le mille opportunità di sapere presenti in quelli che vengono definiti ecosistemi di apprendimento fisici e digitali, interni ed esterni all'organizzazione, alla scuola, al centro di formazione professionale. Un docente quindi sempre meno erogatore di nozioni e sempre più learning coach, sempre più socratico.
I prossimi anni saranno gli anni della “didattica della coesistenza”, dove conviveranno attività tradizionali e attività fortemente innovative, con la consapevolezza che l'evoluzione sarà molto rapida.

Fondatore di Skilla

Loading...
Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti