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Pagamenti digitali, il cashless è ormai un trend consolidato nei ristoranti

Nel primo trimestre 2022 secondo SumUp i caffè e i ristoranti italiani hanno registrato un raddoppio del valore medio transato dai pagamenti senza contanti

di Giorgio dell'Orefice

(cherryandbees - stock.adobe.com)

2' di lettura

Tra le novità che hanno caratterizzato il canale horeca, ovvero bar e ristoranti, alla ripresa dopo la serrata post Covid c’è quella di un uso sempre più raro del contante. I pagamenti cashless e digitali stanno infatti crescendo a un ritmo vertiginoso. È quanto emerge dall’Osservatorio Caffè e Ristoranti promosso da SumUp, azienda fintech specializzata in soluzioni cashless e digitali (quindi con carte di credito e bancomat ma anche con smartphone e smartwatch) dirette alle piccole imprese.

Secondo i dati dell’Osservatorio nel primo trimestre 2022 i caffè e i ristoranti italiani hanno registrato un incremento del valore medio transato dai pagamenti cashless che è stato del 101% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mostrando una crescita significativa anche nei confronti del periodo pre pandemia. Secondo i dati le regioni nelle quali la ristorazione vede con maggiore frequenza pagamenti “coinless”, senza moneta, sono Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Lazio, Lombardia e Toscana. Sono infatti queste le regioni che nel primo trimestre 2022 hanno registrato il maggior fatturato digitale tra bancone del bar e tavoli del ristorante.

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Ma al di là dei valori assoluti le regioni che su base annua hanno messo a segno i maggiori progressi sono ancora una volta la Valle d'Aosta (+420%), Trentino Alto Adige (+365%) e Molise (+294%). Subito fuori dal podio Liguria (+157%) e Abruzzo (+138%).

A livello nazionale lo scontrino medio (che necessariamente sintetizza i dati anche dei semplici avventori dei bar con quelli più consistenti dei frequentatori di ristoranti) vede un dato nazionale di 26,3 euro. Anche qui ci sono regioni che si collocano al di sopra di questo livello come Molise (35 euro), la Valle d'Aosta (33,6), e il Friuli Venezia Giulia (30,5). A far registrare invece uno scontrino più basso della media Sardegna (19,1 euro), Piemonte (22,4), Puglia e Lombardia (23,6).

Altro dato interessante è che al bar e al ristorante è preferita la modalità contactless, scelta da 8 consumatori su 10 (dato in crescita del 25% sul 2019). «Sarà difficile tornare indietro verso il contante ora che tanto i commercianti, quanto i consumatori hanno compreso e preferito la comodità del ‘senza contanti' – sottolinea il growth marketing lead di SumUp, Umberto Zola –. La rivoluzione cashless continua dunque ad essere evidente soprattutto in questo settore, che negli ultimi due anni ha dovuto adeguarsi sempre più rapidamente alle nuove necessità, dai menù online ai pagamenti a distanza per i servizi di delivery». Un dato quindi da accogliere favorevolmente e che si spera lasci presto traccia, in positivo, anche nei conti dell’Agenzia delle Entrate.

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