il graffio del lunedì

I pallidi sorrisi di Giampaolo e Pirlo e il testa a testa tra Milan e Inter

Il Torino torna alla vittoria, in vetta continua il testa a testa tra le squadre milanesi mentre la Juventus inizia bene il 2021

di Dario Ceccarelli

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(ANSA)

3' di lettura

Gli ultimi saranno i primi, diceva un Signore che pur facendo miracoli non sempre è stato compreso. E così, in questi tempi di festività, con Papa Francesco che dalla Gazzetta dello Sport ormai ogni giorno lancia messaggi di speranza e lealtà sportiva, non possiamo che partire dal Torino incredibilmente tornato al successo (tre a zero al Parma) dopo oltre due mesi di patimenti che l'avevano relegato all'ultimo posto riducendo la faccia del suo allenatore, Marco Giampaolo, a una smorfia di grigia tristezza che non prevedeva consolazione.

Sempre incompreso come tutti i profeti, il tecnico granata, forse per scacciare i fantasmi del 2020, sabato scorso aveva accennato a una reazione vagamente ottimistica («percepisco uno spirito diverso nello spogliatoio») ma nessuno, dopo tante tribolazioni, l'aveva giustamente preso sul serio. E invece, a smentire gli scettici e i duri di cuore, ecco il primo miracolo del 2021: la squadra di Giampaolo non solo abbandona l'ultimo posto, ma addirittura vince in modo perentorio. L'altro miracolo, questo davvero non ipotizzabile, è che Giampaolo si sia disteso in un lieve sorriso. Pallido, certo, ma sempre un sorriso. Forse per arrivare a tanto ci voleva davvero l'Intervento di Papa Francesco.

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Ma veniamo al piatto forte di questa prima giornata di campionato del 2021, incredibilmente giocata tutta di domenica come quando si sapevano i risultati ascoltando le radioline. Una ebrezza da vecchi tempi, sconosciuta ai più giovani, quasi surreale come le Feste di Natale e Capodanno ai tempi della pandemia. Non succedeva dal 2012, anno che in effetti, cambiando l'ordine dei numeri, assomiglia al 2021. Un esperimento, quello di giocare tutti assieme, che verrà riproposto anche il prossimo mercoledì 6 gennaio. Ma non facciamoci l'abitudine: le tv tanto amanti dello “spezzatino” non permetterebbero mai un ritorno al passato. Questo ennesimo “miracolo”è solo dovuto a un complicato incastro del calendario per chiudere il campionato il 23 maggio.

Ma torniamo al piatto forte della domenica. Il piatto forte è che continua, appassionatamente, il derby di Milano. Un testa a testa permanente con il Milan sempre un punto davanti all'Inter, nonostante la squadra di Conte, asfaltando il Crotone (6-2), abbia incasellato l'ottava vittoria consecutiva con Lautaro autore di una tripletta memorabile. Ormai il sorpasso era nell'aria, con Conte pronto a ghermir la preda come un leone affamato dopo un lungo appostamento nella savana. Ma gli è andata male anche questa volta. La Gazzella rossonera, fiutata l'aria, ha ripreso il largo battendo (2-0) il Benevento con un rigore di Kessie e un virtuosismo balistico di Leao che ha chiuso la partita nonostante la pressione degli uomini di Pippo Inzaghi, in superiorità numerica per una dubbia espulsione di Tonali avvenuta nel primo tempo. Per il Milan, alla settima vittoria su otto in trasferta, e sempre senza Ibra (tutto preso dalla sua annunciata presenza al Festival di Sanremo), un ottimo viatico per il match clou di mercoledì a San Siro con la Juventus. Alla quale, va detto, il 2021 ha fatto molto bene.

Lasciato alle spalle lo scivolone con la Fiorentina, la squadra di Pirlo travolge (4-1) l'Udinese restituendo un (mezzo) sorriso ai suoi tifosi, ormai disillusi come i lombardi per i ritardi sulle vaccinazioni. Pur senza Morata, con la solita doppietta di Ronaldo, un gol di Chiesa e di Dybala, la Juve chiude in agilità la prima pratica dell'anno. Vera gloria? Difficile dirlo: una volta battere i friulani a Torino era il minimo sindacale. Adesso, dopo un avvio stentato, questo largo successo è una benedizione. Si respira aria di rivincita. Perfino Pirlo, come Giampaolo, ha accennato un lieve sorriso. Occhio però: se la vita ti sorride, avvertiva Soriano, attento che non ti stia preparando qualche brutto scherzo

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