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I parchi eolici marini pugliesi saranno assemblati a Taranto

Prima base di accordo tra le società Falck Renewables e BlueFloat Energy e il terminal container di Yilport

di Domenico Palmiotti

(Federico Rostagno - stock.adobe.com)

3' di lettura

Le aree del terminal container di Taranto come base di sbarco, stoccaggio e assemblaggio dei parchi eolici progettati dalle società Falck Renewables e BlueFloat Energy in Puglia. Sicuramente il terminal sarà riferimento per la costruzione del parco offshore galleggiante al largo della costa adriatica del Salento (Otranto) e molto probabilmente anche per quello previsto al largo di Brindisi. In prospettiva ci potrebbe essere anche il parco eolico della Calabria.

Falck Renewables (che all'inizio del 2023 cambierà nome in Renantis) e BlueFloat Enery hanno concordato una prima base d'intesa con Yilport, il gruppo turco che attraverso la società San Cataldo Container Terminal gestisce in concessione l'infrastruttura portuale. Passo successivo sarà la definizione di un accordo. Nel frattempo, le società promotrici dell'investimento tengono aperti i canali di comunicazione col Comune di Brindisi.

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Il nodo di Brindisi

Nella città adriatica la scelta di Taranto da parte di Falck Renewables e di Blue Float Energy ha sollevato perplessità e proteste. Con due interpretazioni al riguardo: una marcia indietro rispetto ad un confronto già avviato tra investitori e Comune ed un'ulteriore conferma di come i diversi no dell'amministrazione locale, uniti a posizioni non chiare sulle prospettive della città, alla fine scoraggiano chi intende investire. Una tesi, quest'ultima, espressa soprattutto da Confindustria Brindisi, col presidente Gabriele Menotti Lippolis, e dal presidente dell'Autorità portuale del Mar Adriatico meridionale, Ugo Patroni Griffi.

Il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, conferma invece l'interesse di Falck Renewables e BlueFloat Energy. C'è peró un problema: le aree. Quelle di Brindisi (si pensa a Capo Bianco) vanno infrastrutturate con i fondi Pnrr e presentano problemi da chiarire con Enav, vista la vicinanza dell'aeroporto (tra pala e piattaforma si tratta di movimentare un manufatto di altezza elevata).

La disponibilità di Taranto

Quelle del terminal di Taranto sono invece già disponibili. Pronte. Yilport è infatti concessionario di una banchina da 1.800 metri lineari (si tratta del molo polisettoriale, anni fa ristrutturato con i fondi del Contratto istituzionale di sviluppo) e dispone di aree retroportuali per un milione di metri quadrati. Nei mesi passati il terminalista ha già effettuato operazioni di special cargo e di project cargo, nonchè movimentato carichi break-bulk di generatori per parchi eolici on-shore.

Investimenti per 7 miliardi

I parchi eolici al largo del Salento (Odra Energia) e di Brindisi (Kailia Energia) esprimono investimenti complessivi per 7 miliardi. Le società stanno attualmente definendo lo studio di impatto ambientale dopo le osservazioni del ministero dell’Ambiente. Il parco del Salento sarà composto da 90 turbine e svilupperà una produzione annuale di energia pulita stimata in circa 4 terawattora (TWh), pari al consumo di oltre un milione di utenze domestiche. Si eviterà l'immissione in atmosfera di oltre 2 milioni di tonnellate di anidride carbonica l'anno. Caratteristiche simili per l'infrastruttura di Brindisi. La costruzione è prevista nel quadriennio 2026-2030 e la ricaduta occupazionale è così stimata: 1.500 addetti nella fase iniziale, 4.000 come punta e 250 a regime per gestione e manutenzione.

«Taranto piattaforma logistica nel Mediterraneo»

Kseniia Balanda, direttore eolico marino Italia della partnership Falck Renewables- BlueFloat Energy, afferma che Taranto «è il primo porto con cui prendiamo un impegno. L'area jonica, dal punto di vista logistico e strategico, può consentirci di avviare al meglio i cantieri connessi alla realizzazione dei progetti di eolico marino galleggiante in Italia». «Il progetto valorizza la funzione multipurpose del terminal e rappresenta un passo del percorso per riportare il porto di Taranto al ruolo di piattaforma logistica nel Mediterraneo» commenta infine Carlo Carbone, vice presidente cda Yilport. Consenso all'iniziativa anche da Autorità portuale e Confindustria Taranto.


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