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I parchi a tema battono la crisi e ritornano ai livelli del 2019

Secondo le prime stime le presenze sono tornate a quota 20 milioni con un giro d’affari, incluso l’indotto e i servizi di prossimità, di 2 miliardi di euro

di Enrico Netti

Mirabilandia (Imagoeconomica)

2' di lettura

Bene la stagione 2022 per i parchi a tema. A dirlo Maurizio Crisanti, segretario generale dell’Associazione parchi permanenti italiani aderente a Confindustria, che spiega: «È ancora presto per un bilancio definitivo ma, considerato l’ottimo andamento dei parchi acquatici e i dati ad oggi disponibili per le altre categorie di parchi, possiamo ritenere che il 2022 sarà comunque in linea con livelli del 2019, quando il comparto ha ospitato 20 milioni di visitatori, fatturava 450 milioni di euro di sola biglietteria, generando un indotto di un miliardo con i servizi interni, come la ristorazione e il merchandising, e di due miliardi considerando centri commerciali, hotel e altri servizi di prossimità». Un giudizio nel complesso positivo ma le aziende del comparto stanno cercando di lasciarsi alle spalle le conseguenze di due anni di pandemia che ha messo in difficoltà i conti e la stabilità finanziaria. «Naturalmente - avverte se i valori assoluti sono quasi tornati ai livelli pre-Covid, le imprese del settore, in particolare quelle più piccole che non hanno alle spalle i capitali dei fondi di investimento stranieri, sono ancora profondamente indebolite dalle perdite subite durante il biennio pandemico, comprese tra il 50% e il 75% del fatturato, a cui si sono sommati gli effetti derivanti dall'inflazione e dai rincari dei costi energetici e di tutti gli altri fattori di produzione» continua Crisanti. Un anno di ripartenza in cui sono stati confermati i livelli occupazionali: i parchi permanenti danno lavoro a 25mila persone che diventano 60mila e più con l’indotto. Molto spesso si tratti di lavori stagionali e durante la fase d’avvio parecchi parchi hanno avuto difficoltà nel recruiting del personale, difficoltà che, spesso, hanno comportato una contrazione o una riorganizzazione dell'offerta di servizi.

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