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I parchi tematici boom di ricavi: «Presenze in crescita sul 2019»

Il caldo record spinge del 20-30% gli ingressi nei parchi acquatici. Per l’Acquario di Genova il miglior luglio di sempre

di Sara Deganello

I punti chiave

3' di lettura

«A causa dell’alto numero di visitatori, nella giornata odierna gli accessi sono soggetti a limitazioni», così si leggeva ieri sul sito del Caribe Bay, parco acquatico a tema Caraibi di Jesolo (Venezia). La calda estate 2022 premia l’offerta dei 230 parchi italiani: «Si può parlare di una lieve crescita rispetto al 2019 per i tematici, che è con percentuali a due cifre per gli acquatici», commenta Maurizio Crisanti, segretario generale dell’associazione Parchi permanenti italiani (Ppi): alcuni superano le presenze del 2019 del 20-30 per cento. Un trend positivo per un comparto che nel 2019 ha registrato 20 milioni di visitatori, 450 milioni di euro di fatturato in biglietteria, 1 miliardo con l’indotto interno e 2 con quello esterno, 25mila occupati diretti (di cui 15mila stagionali), 60mila con l’indotto.

Le stime

«I parchi stanno andando bene», conferma Luciano Pareschi, presidente dell’associazione nonché titolare del Caribe Bay, ex Aqualandia: «Il meteo ci sta aiutando. Mi auguro quest’anno di superare i 10 milioni di euro di fatturato, oltre i livelli 2019, quando avevamo 200mila presenze: conto di arrivare a 250mila se la stagione va bene. Certo, abbiamo dovuto mettere in conto il raddoppio dell’energia elettrica e di tutte le spese. Oltre alla carenza di personale: abbiamo 220 dipendenti, ora ci mancano 40 persone. Investiamo mediamente 1,3 milioni di euro ogni anno. Strutture come la nostra hanno perso dal 100 al 75% nel 2020, il 50% nel 2021».

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Sono stati previsti aiuti per il settore: una prima somma distribuita nel 2021 e una seconda prevista dal decreto Sostegni Ter che non è mai arrivata: «Superato il limite del 30 giugno 2022, la misura tecnicamente sarà gestita con il regime “de minimis”, che impone un tetto massimo di 200mila euro per non violare le regole comunitarie degli aiuti di Stato: un importo esiguo se commisurato alle perdite subite a causa delle chiusure. In mancanza di un correttivo, il provvedimento da 20 milioni dedicato al comparto sarà, di fatto, vanificato. Chiediamo al governo un intervento immediato», è l’appello di Pareschi.

«Il nostro settore, che dà tanta occupazione e sviluppo ed è saldamente inserito nella filiera turistica, è sottovalutato», gli fa eco Giuseppe Ira di Leolandia, parco dei divertimenti a Capriate San Gervasio (Bergamo). Per quanto riguarda le presenze, continua Ire, «siamo a +218% rispetto all’anno scorso, quando la stagione iniziò il 15 giugno, mentre quest’anno abbiamo avuto tutta la primavera, pur senza le gite scolastiche e dei centri estivi. Leolandia prima del Covid registrava 35 milioni di fatturato e 1 milione di ospiti. Prevediamo di chiudere il 2022 intorno a 30 milioni con 750mila presenze. Abbiamo dovuto sostenere rincari dell’energia del 200% rispetto del 2019, le derrate alimentare costano il 40% in più, mentre i prezzi dei biglietti sono stabili o con aumenti entro il 4%. Eppure abbiamo fatto investimenti per 4-5 milioni in questi 3 anni e ne abbiamo in programma uno da 20 per i prossimi 4».

Gli aiuti

«Non abbiamo ricevuto aiuti, stiamo procedendo con una campagna di investimenti affidandoci a fondi che in realtà non ci sono», racconta Umberto Maccario, ceo di Zoom, bioparco di Cumiana, Torino. Qui dopo la pandemia c’è stato un cambio di strategia, con l’introduzione di un’offerta di hospitality: «Stimiamo che 40mila persone dormiranno qui o in strutture limitrofe nella stagione». Al momento è tutto esaurito. «Puntiamo a 500mila visitatori: il 66% in più rispetto al 2019. Con ricavi raddoppiati rispetto a prima del Covid : stimiamo di chiudere il 2022 a 13-14 milioni. Pesano i rincari energetici e la difficoltà a trovare personale, ma il nostro è un settore sano su cui andrebbero riposte le aspettative turistiche di regione e Stato», conclude Maccario.

Giuseppe Costa, ad di Costa Edutainment che gestisce tra le altre cose l’Acquario di Genova e l’Aquafan di Riccione, conferma la crescita impetuosa del 2022: «A luglio l’Acquario ha registrato 132mila presenze contro le 100mila dello stesso periodo 2019. È stato il miglior luglio di sempre. La previsione di fatturato non è distante dai 30 milioni del 2019. L’Acquafan a luglio ha avuto 105 mila visitatori: erano 77mila nel 2019 e 79mila nel 2021. Come Costa Edutainment avevamo chiuso il 2019 con 63-64 milioni di fatturato e le previsioni sono di tornare a quei livelli, forse con qualcosa in più dato dalle maggiori presenze. Dopo i 7 milioni spesi nel 2020, per il 2022-23 abbiamo in programma di investire 2 milioni e mezzo nella nuova Città dei bambini e dei ragazzi che verrà riaperta in autunno a Genova».

Anche Gardaland, storico parco veronese oggi a proprietà inglese, testimonia il buon momento : «Contiamo di tornare a fine 2022 ai livelli pre pandemia», ha dichiarato l’ad Sabrina De Carvalho.

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