PARIGI

I Parcours des Mondes non si fermano

La manifestazione in programma dall’8 al 13 settembre vedrà passeggiare i collezionisti nelle strade di Saint Germain des Prés: 43 le gallerie, per lo più francesi

di Antonio Aimi

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La maschera Dan venduta prima ancora dell'apertura

La manifestazione in programma dall’8 al 13 settembre vedrà passeggiare i collezionisti nelle strade di Saint Germain des Prés: 43 le gallerie, per lo più francesi


3' di lettura

Presentando l'edizione 2020 dei Parcours des Mondes , la fiera non fiera di arte etnica più importante al mondo, che si tiene a Parigi nelle strade del Quartiere Latino da martedì 8 a domenica 13 settembre Pierre Moos, direttore generale della manifestazione, qualche giorno fa ha dichiarato in esclusiva al Sole 24 Ore: «Spinto dalle richieste pressanti dei mercanti e ricordando la canzone dei Queen: “The show must go on”, mi sono deciso a confermare l'edizione dei Parcours di quest'anno.

Pierre Moos (sulla sinistra) e Alex Arthur, rispettivamente direttore generale e direttore artistico dei Parcours (Foto Antonio Aimi)

Come sappiamo la situazione economica mondiale è catastrofica e il settore dell'arte e delle mostre, in particolare, è colpito in modo durissimo. Per fortuna, i Parcours sfuggono un po' alla logica delle misure contro il Covid, perché sono una camminata nelle strade di Saint Germain des Prés, che consente alle persone di fare il giro del mondo in poche ore. In ogni caso, per rispondere alle richieste sanitarie dello Stato, noi abbiamo fatto in modo che tutte le gallerie abbiano sempre a disposizione dei visitatori delle mascherine e del gel per disinfettare le mani. Inoltre, per la l'inaugurazione abbiamo previsto un percorso che eviterà alle persone di incrociarsi, parallelamente abbiamo chiesto a ogni galleria di dotarsi di un'agenda elettronica per gli appuntamenti in modo che il numero delle presenze sia in funzione della superficie degli spazi espositivi».

Le opere che vedremo ai Parcours des Mondes di Parigi

Le opere che vedremo ai Parcours des Mondes di Parigi

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Cosa vedremo
Come l'anno scorso la manifestazione parigina accosta l'arte “altra” di tutti i continenti all'archeologia. Salvo sorprese dell'ultima ora, al momento in cui andiamo online, gli espositori sono 43. Le gallerie specializzate nell'arte “tribale” tradizionale (Africa, Oceania, Sud-Est asiatico, American Indian) sono 35, mentre tre presentano l'arte dell'Asia statuale (Cina, Giappone e India) e quattro l'archeologia in genere con pezzi dell'area del Mediterraneo. A queste poi si deve aggiungere una libreria di Abidjan specializzata in libri sull'arte africana.
Anche se le gallerie presenti sono praticamente le stesse dell'edizione precedente, è significativo registrare alcune new entries. Infatti, per la prima volta partecipano ai Parcours le gallerie Cybèle e Larock-Granoff di Parigi e la galleria Tischenko di Helsinki. La prima è specializzata in archeologia, la seconda nell'arte “tribale” e contemporanea, la terza nell'arte dell'Artico. Quest'anno, purtroppo, per le ragioni che è facile immaginare, mancano gli espositori italiani che erano presenti alla manifestazione “da sempre”: la Galleria Dalton-Somarè e Dandrieu Giovagnoni.
Chi scrive, tuttavia, può anticipare ai lettori che esse stanno già lavorando a preparare delle mostre che si terranno in autunno nelle loro sedi di Roma e Milano.
Tra le iniziative che si affiancano ai Parcours, spicca la mostra: “Akan, les valeurs de l'échange” (8 settembre 2020 - 28 febbraio 2021), che si tiene al Musée de la Monnaie , che, come è noto, si trova proprio a ridosso dell'area dei Parcours. Nell'esposizione sono 12presentati un centinaio di pesi, alcuni figurativi altri astratti, usati da queste popolazioni dell'Africa occidentale per pesare la polvere d'oro. Come sempre, molte delle gallerie che partecipano alla manifestazione non si limitano solo a offrire opere di alto livello, ma organizzano mostre vere a proprie mostre. Le più significative sono quelle delle gallerie Didier-Claes, Dodier, Dulon, Flak, Mingei e Serra che presentiamo in dettaglio nelle prossime pagine. Sembra, tuttavia, importante segnalare anche le mostre: “Un monde à part” dedicata all'artista contemporaneo del Benin Dominique Zinkpè ( Galerie Vallois ), “Saints et sorcières” ( Galleria Arte Primitivo ), “Fétiches” ( Ga lerie Abla & Alain Lecomte ) e “Visages et correspondances” ( Galerie Larock-Granoff ), dove opere africane e oceaniche sono affiancate a quelle di Chagall, Miro e altri. ArtEconomy24 è in grado di anticipare la visione di alcune opere e il loro valore nella gallery.

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