Food

I pasticcini chic di Cova puntano su Usa ed Europa. Poi la Borsa?

di Monica Lodi


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2' di lettura

Pasticceria Cova, lo storico locale di via Montenapoleone a Milano, che ha ospitato da Mazzini ad Hemingway, da Verdi a Puccini, si connota sempre di più per una tratto internazionale. Complice anche il fatto che dal 2013 il controllo (80%) è passato al colosso francese del lusso Lvmh. «Quando abbiamo venduto a Lvmh - spiega a Radiocor Paola Faccioli, ceo di Pasticceria Cova, e detentrice, con la sorella Daniela, del restante 20% del capitale - lo abbiamo fatto sia per affrontare al meglio il passaggio generazionale con papà (Mario Faccioli, che nel 1989 rilevò Cova dai precedenti proprietari, ndr) che non poteva più occuparsi di tutto, sia per avere opportunità di sviluppo del nostro brand. Siamo tante cose: pasticceria, cioccolato, breakfast, lunch, aperitivi, il panettone». E le occasioni di crescita ci sono state, tanto che ora il 50% del fatturato di Pasticceria Cova è legato all'estero. «Grazie a Lvmh - dice Faccioli - siamo più forti nel mondo, più connessi e con opportunità facilitate» proprio perchè parte di un gruppo internazionale.

Occhi su New York, California e Florida, poi Europa

«Abbiamo aperto da un mese a mezzo a Dubai - spiega ancora Faccioli - mentre siamo già presenti in Cina, a Hong Kong e in Giappone. Oltre che a Montecarlo. Ora mi piacerebbe esplorare gli Stati Uniti, penso a New York, alla California e alla Florida». Faccioli non si sbilancia sui tempi, ma sottolinea che sarà "presto" e dopo gli Usa, ma sempre "presto", sarà la volta dell'Europa, Londra e Parigi in primis. Una volta conclusa l'espansione in Usa ed Europa potrebbe essere la volta di Piazza Affari. «Con il partner Lvmh non abbiamo ancora parlato di Borsa - conclude Faccioli - ma perchè no? Prima però dobbiamo ancora pedalare».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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