SALUTE

I pazienti con la valigia spostano 4,6 miliardi di euro da Sud a Nord

La mobilità sanitaria si traduce in un fiume di denaro pari nel 2017 a 4,6 miliardi di euro. <b/>L’88% del saldo in attivo (chi riceve pazienti) va ad alimentare le casse di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto

di Barbara Gobbi


default onloading pic

3' di lettura

Le Regioni del Nord come una calamita per il Sud Italia. La mobilità sanitaria, il fenomeno dei pazienti con la valigia in cerca di assistenza migliore che muove ogni anno circa un milione di malati più i familiari, si traduce in un fiume di denaro pari nel 2017 a 4,6 miliardi di euro, certificati dalla Conferenza delle Regioni nei mesi scorsi previa compensazione dei saldi.

E il flusso ha una direzione chiara: l’88% del saldo in attivo (chi riceve pazienti) va ad alimentare le casse di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto – che sono anche le tre Regioni più avanti nel processo di autonomia differenziata - mentre il 77% di quello passivo (chi “esporta” pazienti) pesa su Puglia, Sicilia, Lazio, Calabria e Campania.
Un quadro che racchiude sfaccettature fisiologiche ma anche patologiche, imputabili alle liste d’attesa o alla scarsa qualità dell'assistenza nelle Regioni di partenza, da cui riesce a “fuggire” per curarsi solo chi può permetterselo.

PER APPROFONDIRE / Medici, nuovo contratto dopo 10 anni. Aumento medio di 200 euro al mese

A fare il punto è la Fondazione Gimbe: «Abbiamo analizzato – spiega il presidente Nino Cartabellotta – esclusivamente i dati economici della mobilità sanitaria aggregati in crediti, debiti e relativi saldi, in attesa di ottenere il prospetto dei flussi integrali trasmessi dalle Regioni al ministero della Salute, che permetterebbero di analizzare la distribuzione delle tipologie di prestazioni erogate in mobilità, la differente capacità di attrazione del pubblico e del privato e la Regione di residenza dei cittadini si curano fuori casa». Elementi fondamentali per scovare il «lato oscuro» della mobilità sanitaria e su cui non a caso indagherà il Patto per la salute in via di definizione tra governo e Regioni.

Perché il fenomeno è la cartina di tornasole di un'Italia delle cure spaccata in due, dove troppo spesso si emigra in assenza di alternative valide nella propria realtà. E «in tempi di regionalismo differenziato – avvisa Cartabellotta – il report Gimbe non solo dimostra che il flusso di denaro scorre prevalentemente da Sud a Nord, ma che anche se la bozza di Patto per la Salute prevede misure per migliorare la governance, difficilmente la fuga in avanti delle tre Regioni che cumulano l'88% del saldo attivo potrà ridurre l'impatto di un fenomeno dalle enormi implicazioni sanitarie, sociali, etiche ed economiche».

LEGGI ANCHE/ Quota 100 svuota gli ospedali: corsa alla pensione per medici e infermieri

Sei Regioni vantano crediti superiori a 200 milioni di euro (mobilità attiva): in testa Lombardia (25,5%) ed Emilia Romagna (12,6%) che insieme contribuiscono ad oltre 1/3 della mobilità attiva. Un ulteriore 29,2% viene attratto da Veneto (8,6%), Lazio (7,8%), Toscana (7,5%) e Piemonte (5,2%). Il rimanente 32,7% della mobilità attiva si distribuisce nelle altre 15 Regioni, oltre che all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (217,4 milioni di euro) e all'Associazione dei Cavalieri di Malta (39,7 milioni).

Le 6 Regioni con maggiore indice di fuga (mobilità passiva) generano debiti per oltre 300 milioni: in testa Lazio (13,2%) e Campania (10,3%) che insieme contribuiscono a circa 1/4 della mobilità passiva; un ulteriore 28,5% riguarda Lombardia (7,9%), Puglia (7,4%), Calabria (6,7%), Sicilia (6,5%). Il restante 48% si distribuisce nelle altre 15 Regioni. Le differenze Nord-Sud risultano più sfumate quando si guarda al passivo: gli indici di fuga, alti in quasi tutte le Regioni del Sud, sono rilevanti anche al Nord grazie alla facilità di spostamento dei cittadini. In Lombardia si arriva a -362,3 milioni di euro, in Piemonte a -284,9 milioni, in Emilia Romagna a -276 milioni, in Veneto a -256,6 milioni e in Toscana a -205,3 milioni.

Le Regioni con saldo positivo superiore a 100 milioni di euro sono tutte del Nord, quelle con saldo negativo maggiore di 100 milioni tutte del Centro-Sud. In particolare: in Lombardia il saldo è pari a 784,1 milioni, in Emilia Romagna a 307,5 milioni, in Veneto a 143,1 milioni e in Toscana a 139,3 milioni. Saldo negativo rilevante per Puglia (-201,3 milioni di euro), Sicilia (-236,9 milioni), Lazio (-239,4 milioni), Calabria (-281,1 milioni), Campania (-318 milioni)

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...