Interventi

I piani di Biden sulla fiscalità e le conseguenze per gli italiani

di Marco Rossi

3' di lettura

L'amministrazione Biden aspira ad essere ricordata come una di quelle che più di tutte si è mossa massicciamente con interventi nell'ambito fiscale.
A soli otto mesi dal suo insediamento, e dopo aver svolto un ruolo determinante nell'appoggiare il processo internazionale diretto all'approvazione di una minimum global tax sugli utili societari (unito ad una riforma radicale del metodo di tassazione delle imprese multinazionali), il Presidente è pronto a varare - una volta approvata dal Congresso - una manovra finanziaria da ben 3,5 trilioni di dollari destinati a programmi sociale (la c.d. “human infrastracture” bill) finanziata attraverso importanti aggravi fiscali a carico tanto alle persone fisiche quanto alle imprese operanti sul territorio.
Il Congresso USA ha recentemente adottato una delibera che segna un passo avanti decisivo verso l’approvazione della legge, attraverso la procedura c.d. di “reconciliation” (per cui basta la maggioranza semplice al Senato), che rispecchia in massima parte quanto proposto tempo fa dalla Casa Bianca.
Nello specifico degli aggravi fiscali, i punti su cui si discute sono l'aumento dell’aliquota marginale massima dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dal 37% al 39.5%, l'aumento delle imposte sulle plusvalenze finanziarie di lungo termine dal un massimo del 23.8% ad un massimo del 43.3%, l'eliminazione del beneficio della rivalutazione fiscale dei beni alla morte in franchigia d’imposta (c.d. step up in basis) con tassazione automatica delle plusvalenze maturate e non realizzate sui patrimoni caduti in successione al momento della morte. Sul fronte della tassazione degli utili societari, i temi restano l'incremento della corporate tax rate al 28%, e l'incremento dell'imposta minima sugli utili steri (c.d. GILTI) dal 10/5% al 21%.
Le plusvalenze finanziarie soggette ad imposta, per cui come scritto si prospetta un incremento del carico fiscale fino a un massimo del 43.3%, e che dovrebbe avere un effetto addirittura potenzialmente retroattivo, vale a dire a partire già dal 2021, comprendono anche quelle derivanti dalla vendita di immobili situati negli USA, di quote di partecipazione in società che svolgono attività d’impresa negli USA e imputabili ad una stabile organizzazione esistente sul territorio degli Stati Uniti, e di quote di partecipazione in holding immobiliari, vale a dire, società il cui patrimonio è costituito in prevalenza da beni o diritti di natura immobiliare, che, nei confronti di contribuenti esteri, non godono in genere di esenzione in base alle convenzioni contro le doppie imposizioni.
Si tratta di una misura che andrà dunque a colpire pesantemente anche le imprese o investitori privati italiani operanti oltreoceano, che hanno nel tempo maturato investimenti sul territorio americano soggetti ad imposta negli USA, oltre ai cittadini americani e ai cittadini stranieri fiscalmente residenti negli USA.
A fronte di quanto sopra, stanno prendendo vigore strategie di pianificazione dirette a proteggere patrimonio e investimenti USA potenzialmente soggetti ad aggravi fiscali ormai imminenti.
Per investitori privati, alcune delle strategie più popolari sono rappresentate dall'uso di Trusts a fini di pianificazione famigliare e successoria. Proprio sul tema della tassazione dei trusts, l'Agenzia delle Entrate in Italia ha pubblicato qualche settimana fa una bozza di circolare che contiene chiarimenti e nuove linee interpretative concernenti il loro trattamento a fini fiscali italiani.
In sostanza l'Agenzia sta per adottare una nuova circolare interpretativa in cui aggiorna la propria posizione su una serie di temi molti importi relativi alla tassazione dei trust e dei loro beneficiari dal punto di vista italiano, che certamente rileverà anche con riferimento a trusts costituiti negli Stati Uniti o ai fini di gestione di investimenti ivi localizzati.
Un tema certamente delicato, ma che interessa fortemente la comunità che opera nel settore del personal and wealth tax planning, passaggi generazionali di patrimoni familiari, etc. E che marca la volontà di maggiore chiarezza e di potenzialmente attrarre i beneficiari ed i relativi investimenti sul suolo italiano, per quello che sembra essere diventato uno scacchiere fiscale geopoliticamente molto teso.

Avv. Marco Rossi – Fondatore Studio Marco Q. Rossi & Associati

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