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I pizzaioli napoletani tifano Johnson contro il caro-affitti a Londra

La catena italo-inglese Franco Manca ha lanciato l’allarme sui “business rate” che fruttano 31 miliardi alla Regina. I Tory hanno promesso di abbassare le tasse e i canoni

di Simone Filippetti

Brexit in arrivo: cosa cambia per chi viaggia

La catena italo-inglese Franco Manca ha lanciato l’allarme sui “business rate” che fruttano 31 miliardi alla Regina. I Tory hanno promesso di abbassare le tasse e i canoni


3' di lettura

LONDRA - A Earl's Court road, zona residenziale ma super trafficata di turisti che pullula di alberghi, la pizzeria Franco Manca ha una promozione: la lavagnetta in strada ingolosisce il passante con cena a base di pizza più bollicine a sole 15 sterline. Franco Manca è una delle tante catene esplose negli ultimi anni. Cuore italiano, capitali globali: Giuseppe Mascoli da Positano nel 2008 aprì il primo locale Franco Manca (in onore di Franco Pensa, il primo italiano a portare la pizza in Inghilterra) a Brixton, all’epoca quartiere popolare di Londra, oggi fulcro della movida alternativa. Otto anni dopo, e con all’attivo 10 locali, ha venduto, per 27 milioni di sterline, la maggioranza alla holding Fulham Shore, di David Page e dell’imprenditore egiziano Nagil Mankarious.

Più affitti per tutti
Oggi tutta l’Inghilterra è tappezzata di insegne Franco Manca: un boom. Ma la catena ha un grosso problema, come tutti i negozianti di Londra e del paese: i business rate, gli affitti commerciali. In Inghiltrrra sono esplosi a cifre folli, divenute insostenibili con la crisi delle vetrine. Il sistema degli affitti commerciali in Gran Bretagna è sui generis: le tariffe vengono stabilite dal Governo, a priori. Sono da tutti accusati di essere esagerati: un negozio di medie dimensioni in una zona centrale viaggia sulle 700mila sterline l’anno. Ovvio che a questi livelli, i business rate siano una grossa fonte di introito per l’erario di Sua Maestà: 31 miliardi di sterline stimati per il 2019. «I prezzi non vengono adeguati all’andamento del business e non tengono conto della volatilità degli affari», lamentano i pizzaioli di Franco Manca. Il sistema è totalmente ingessato: i canoni di locazione vengono fissati ab origine, in base al presunto valore commerciale dell’immobile (e non dell’attività svolta).

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La rivoluzione di Amazon ha reso gli incassi dei negozi molto meno stabili, e ha sottratto una grossa fetta di ricavi. Ma gli affitti sono rimasti stabili, riducendo i margini nel caso di Franco Manca (la holding, quotata alla Borsa di Londra, ha dimezzato gli utili pre-tasse a 700mila sterline nel primo semestre). Ironia della sorte, Amazon è due volte avvantaggiata: primo perché non ha negozi fisici, ma solo magazzini, e non in centro. Dunque non paga affitti in zone pregiate; secondo perché i suo magazizni sono in zone periferiche, dove i business rate sono molto più bassi.

Più che la Brexit, potè la pizza
Il mondo del business e dell’imprenditoria, a Londra, pur roccaforte Labour, non è per nulla spaventato dall’addio alla Ue, nonostante il nuovo allarme per una hard Brexit. I veri ostacoli a fare impresa sono norme troppo burocratiche o i costi operativi. Ecco che allora parte da Napoli la battaglia contro il caro-affitti a Londra. I pizzaioli di Londra sono i primi «tifosi» di Boris Johnson: Page medesimo ha preso carta e penna e ha scritto una la lettera a BoJo. L’uomo che ha farà la Brexit e che ha fatto scomparire il Labour, si trova a fronteggiare la prima “uscita” da parte di una lobby, trasversale ma importante. Quella del “retail” : i commercianti.

La crisi dei negozi
A Londra, nelle High Street, le vie principali dello shopping, le stesse dove Franco Manca ha aperto le sue pizzerie, i negozi stanno chiudendo: la gente compra o ordina sempre più da casa. Ma gli affitti sono rimasti ancora ai tempi pre-Amazon. Da qui l’allarme lanciato dallo stesso Page, che proveniva dalla concorrente Pizza Express, una “fake” italian pizzeria ora di proprietà cinese. La zavorra dei business rate è anche una delle cause del dissesto di Jamie’s Italian, la più famosa catena di ristoranti italiani a Londra, finita in bancarotta quest’anno. Napoli e Londra, Giuseppe Mascoli e lo spettinato Boris, si trovano sulla stessa lunghezza d’onda: la revisione dei business rate è un pilastro del Manifesto Tory, il programma elettorale che Johnson ha lanciato dalle Midlands lo scorso novembre all’inizio della volata elettorale che lo ha rimesso al 10 di Downing Street ancor più potente di prima. Il primo ministro ha sempre promesso di voler intervenire sui canoni di affitto. Mossa che spiega anche il perché del successo di Boris: i Tory hanno messo sul piatto problemi concreti quotidiani degli imprenditori, mentre il Labour ha portato avanti battaglie ideologiche sui massimi sistemi.

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