Attività marittima

I porti italiani perdono il 10% del traffico merci nell’anno del Covid

Nel 2020 gli scali tricolori hanno movimentato 441,88 milioni di tonnellate, rispetto ai 495,08 milioni del 2019. I container calano dell’1%

di Raoul de Forcade

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(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

I porti italiani fanno i conti dei danni subiti, in termini di volumi, in seguito all’emergenza Covid. Nel 2020 gli scali tricolori hanno movimentato 441,88 milioni di tonnellate di merci, con un calo del 10,7% rispetto ai 495,08 milioni del 2019. per quanto riguarda il trafico contenitori, si sono mossi 10,67 milioni di teu (misura standard pari a un container da 20 piedi), pari a un punto percentuale in meno dei 10,78 milioni di teu dell’anno prima. È quanto emerge dalle tabelle pubblicate da Assoporti, aggiornate al 17 febbraio.

Contando che Genova, il principale porto italiano (tra merci e container), nel 2020 ha movimentato 44,14 milioni di tonnellate di merci (contro i 52,75 del 2019) si comprende bene che i 53 milioni di tonnellate in meno spostati sulle banchine a livello nazionale pesano notevolmente sul bilancio complessivo dell’attività portuale italiana.

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È inoltre crollato il traffico passeggeri, ovviamente anche questo in seguito alle restrizioni per il Covid imposte agli spostamenti: nel corso dell’anno sono stati 32,39 milioni i passeggeri trasitati sulle banchine (tra traghetti e crociere), in calo del 56% rispetto ai 73,57 milioni di passeggeri del 2019.

Ma, mentre i traghetti hanno comunque mantenuto un certo volume di ospiti trasportati, passando dai 17,9 milioni del 2019 ai 9,5 milioni del 2020, le crociere hanno subito una caduta spaventosa: nel 2019 i passeggeri movimentati erano 11,9 milioni mentre nel 2020 sono stati solo 641mila.

Anche l’area che conta il maggior numero di passeggeri, e che è quella compresa nell’Adsp dello Stretto di Messina, vede un calo del 52,7% della movimentazione, a 13,7 milioni di passeggeri.

Tra i porti con maggiore traffico di merci, ci sono quelli sotto l’Autorità del Mar ligure occidentale (Genova, Savona e Vado Ligure), che hanno visto un calo del 14,5% delle merci movimentate a 57,42 milioni di tonnellate. Mentre gli scali del Mar Adriatico Orientale, con Trieste e Monfalcone, segnano un calo del 13,6% a 57,09 milioni di tonnellate.

In controtendenza il porto di transhipment di Gioia Tauro che vede salire i teu movimentati da 2,5 milioni nel 2019 a 3,19 nel 2020 e le merci crescere, in tonnellate, da 29,76 milioni a 40,28 milioni.

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