SVILUPPO

I porti tornano competitivi grazie a logistica e infrastrutture

A Genova la prima Zona logistica semplificata d’Italia: previsti incentivi pari a 3,2 milioni. Per la Spezia nove nuovi binari e un centro di servizi alle merci nel retroporto di S. Stefano Magra

di Raoul de Forcade


default onloading pic
Container. Operazioni di sbarco e imbarco al terminal Sech di Genova Sampierdarena

5' di lettura

I sistemi portuali della Liguria si concentrano sulla logistica per infrangere il gap che, per lunghi anni, li ha penalizzati, in termini di efficienza, rispetto ai competitor europei ed extraeuropei. E se La Spezia sta accelerando sulla realizzazione del Centro unico di servizi alle merci, nel retroporto di Santo Stefano Magra, che dovrebbe aprire a dicembre, e di nove nuovi binari (due dei quali per treni da 750 metri) di servizio alle banchine, lo scalo della Lanterna, supportato dalle norme della cosiddetta Legge Genova (la 130/2018), messa a punto per arginare i danni alla città causati dal crollo del viadotto Morandi, ha avviato la creazione della prima Zona logistica semplificata d’Italia.

I tempi li scandisce Paolo Signorini, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale: «Nei giorni scorsi (l’8 ottobre, ndr) c’è stata la prima riunione dei soggetti che formeranno il Comitato di indirizzo della Zls, che sarà formalizzato entro ottobre (presieduto dalla Adsp, conterà un rappresentante della presidenza del consiglio, uno del ministero delle Infrastrutture e quelli delle Regioni Liguria, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, ndr). Poi entro l’anno sarà steso il documento strategico».

La Zls genovese, peraltro, non limita la sua incidenza a semplificazioni amministrative, ma porta con sé misure, già in larga parte finanziate, per far compiere un balzo in avanti alla logistica di Genova. «Questa Zls - dice Signorini - nasce con una forza particolare perché è stata codificata dalla Legge Genova e si è subito tradotta con gli incentivi compresi nell’articolo 7 di quella norma». Articolo che istituisce appunto la Zls Porto e retroporto di Genova, ai fini del superamento dell’emergenza del crollo del ponte Morandi, e statuisce che questa zona comprende, oltre ai territori genovesi, i retroporti di Rivalta Scrivia, Arquata Scrivia, Novi San Bovo, Alessandria, Piacenza, Castellazzo Bormida, Ovada Belforte, Dinazzano, Milano Smistamento, Melzo e Vado Ligure.

«Nell’ottica della crescita del trasporto su ferro, che è uno degli obiettivi del porto – prosegue Signorini – l’articolo 7 mette in campo il raddoppio del Ferrobonus nazionale sulle relazioni ferroviarie che fanno capo al nodo logistico e portuale genovese. Complessivamente, sulle annualità 2018-2019 sono disponibili incentivi per 3,2 milioni con un contributo, a carico dell’Adsp, fino a 4 euro a treno/chilometro per il sostegno dell’intermodalità sui collegamenti tra il porto di Genova e i siti retroportuali della Zls. L’avviso e la documentazione sono già stati pubblicati dall’Adsp». La quale ha anche messo a disposizione del concessionario delle manovre ferroviarie un contributo, per maggiori oneri relativi alla gestione del bacino di Sampierdarena, di 800mila euro sulle annualità 2018-2019.

L’articolo 6 della Legge Genova, poi, aggiunge Signorini, «ha stanziato 30 milioni sul triennio 2018-2020, per individuare i retroporti ferroviari, le aree buffer (tampone) per i veicoli pesanti e le soluzioni tecnologiche e digitali per l’ottimizzazione dei flussi logistici. La misura è integrata con il progetto Ue E-Bridge (Emergency and broad information development for the ports of Genoa)», finalizzato proprio alla condivisione, attraverso l’Ict, dei dati tra sistemi portuali, varchi dei terminal, aree buffer e connessioni di ultimo miglio ferroviario.

Questi interventi, chiarisce Signorini, si incardinano «sulle misure infrastrutturali del Programma straordinario di interventi per la ripresa e lo sviluppo del porto, inseriti nell’articolo 9-bis della Legge Genova». Interventi che prevedono, in primis, l’impegno di 130 milioni entro il 2019 per l’ultimo miglio stradale del porto, in particolare per quanto riguarda la rete dell’area di Genova Sampierdarena: è previsto che il complesso delle opere venga aggiudicato entro l’anno. Altri 10 milioni sono assegnati alla riqualificazione delle infrastrutture ferroviarie di collegamento al parco Campasso e la realizzazione della trazione elettrica nelle tratte in galleria Molo Nuovo - Parco Rugna - Calata Bettolo. Successivamente (fine 2020 - inizio 2021) partirà la progettazione per il rinnovamento del parco ferroviario di Fuorimuro. Sempre in tema di ferrovia, è prevista, ai primi di gennaio 2020, l’inaugurazione del secondo (e atteso da anni) binario del terminal Psa di Genova Pra’.

«Stando con i piedi per terra – dice Signorini – a valle dei prossimi 2-3 anni, quando parte delle cose che ho elencato saranno realizzate, comprese il nuovo gate di Ponente del porto, la logistica del sistema Ports of Genoa (che comprende anche Savona, ndr) sarà decisamente migliorata. E mi pare che già oggi i grandi operatori marittimi abbiamo fiducia nel raggiungimento di questi obiettivi. Lo dimostrano gli investimenti sempre crescenti che stanno mettendo in campo Msc su Genova, Psa (Port of Singapore Authority) sul terminal di Pra’ e Apm terminals sulla nuova piattaforma container di Vado Ligure (Savona)».

Sul fronte della Spezia, spiega Carla Roncallo presidente dell’Adsp del Mar Ligure orientale (scali di La Spezia e Marina di Carrara), l’Authority sta concentrandosi, sotto il profilo della logistica intermodale, sullo sviluppo della modalità ferroviaria, campo in cui lo scalo è già un esempio virtuoso, visto che il 33% circa delle merci si muove dal porto via treno. Ma l’Adsp punta anche all’abbattimento dei tempi di sosta dei container (La Spezia ne movimenta 1,48 milioni l’anno), grazie alla realizzazione, nel retroporto di Santo Stefano Magra, del Centro unico di servizi alle merci: un’opera fondamentale per accelerare i tempi dei controlli (doganali, sanitari, veterinari, fitosanitari e così via), accorpandoli in un’unica struttura.

Per quanto attiene poi alle banchine, l’Adsp è impegnata nel piano di riassetto del porto, che comprende, tra l’altro, l’ampliamento del molo Garibaldi lato Est, ad opera del gruppo Contship Italia, che lo ha in concessione, e la realizzazione di un nuovo molo crociere a Calata Paita.

«Avviare il nuovo centro servizi nelle aree del retroporto, dotato di una palazzina uffici per gli enti deputati ai controlli e un enorme capannone, ci consentirà di efficentare i controlli, perché abbiamo creato una struttura moderna con celle frigo in linea con la nuova normativa, con spazi per aprire i container e uno scanner di nuova generazione dell'Agenzia delle dogane. Proprio con le dogane abbiamo fatto anche un grande lavoro per portare la merce in maniera controllata dal porto a quest’area, dove verrà sdoganata. Per contro, aver scelto Santo Stefano per il centro ci permette di recuperare spazio all’interno del porto. Confidiamo di aprire la struttura a dicembre e sarà un punto di arrivo importante». Anche perché, aggiunge, «le aree su cui sorge il centro, che l’Adsp ha in affitto da Rfi, sono dotate di binari; e se per ora il trasferimento della merce dalle banchine al retroporto si farà su camion dotati di Gps, in futuro confidiamo di poterlo fare anche via treno».

In tema di ferrovia, la Roncallo sottolinea che l’obiettivo dell’Adsp è di aumentare la percentuale di merce che entra ed esce dal porto su rotaia. «Finalmente - afferma- siamo in dirittura di arrivo col progetto di realizzare nove binari di servizio allo scalo (oggi ne esistono quattro, ndr) e, fra questi, inserirne due adatti a treni da 750 metri, come prescritto dagli standard Ue. Il progetto originale non li prevedeva. Questa nuova configurazione è stata approvata di recente in Conferenza dei servizi e stiamo aspettando l’ok definitivo dalle Ferrovie; ma si tratta di dettagli, perché è un progetto che abbiamo definito con loro. Nelle prossime settimane contiamo di far partire i lavori, poi sono previsti due anni per completare l’opera, per la quale il Cipe ha, a suo tempo, approvato un finanziamento da 39 milioni».

Nel complesso, quindi, il nodo ferroviario della Spezia si attesterà su tre poli: quello della stazione marittima, in porto, quello di Santo Stefano Magra e quello della stazione di Migliarina, che è dotata di un grande parco per treni merci.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...