Diritto

I principali strumenti del «terzo pilastro»

1' di lettura

1. COLLABORAZIONE
L'AGENZIA - EUROJUST

L'Unità di cooperazione giudiziaria è un organismo Ue istituito nel 2002 per rafforzare la cooperazione nella lotta contro forme gravi di criminalità, soprattutto organizzata e che interessano più di uno Stato. L'obiettivo è rendere più efficaci indagini e azioni penali (compreso il mandato d'arresto europeo) attraverso il coordinamento delle autorità giudiziarie nazionali. L'intervento va dallo scambio di informazioni alla creazione di squadre investigative comuni. I membri sono 27, uno per Stato (Pm, giudici o funzionari di polizia).

2. RICERCA DELLE PROVE
L'ORDINE EUROPEO DI INDAGINE

Dal 2017, l'acquisizione di prove in materia penale avviene attraverso l'ordine europeo di indagine che ha preso il posto delle rogatorie tra i Paesi Ue (escluse Danimarca e Irlanda, che non hanno aderito alla direttiva 2014/41). L'ordine viene trasmesso dall'autorità giudiziaria di un Paese a quella di un altro, senza la mediazione dei governi. L'attuazione delle indagini non è automatica: l'autorità che riceve l'ordine può sottoporlo a verifica e rifiutarsi di eseguirlo. L'ordine è reclamabile in base alle regole del Paese che lo riceve.

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3. ESECUZIONE
IL MANDATO D'ARRESTO EUROPEO

È la richiesta di un'autorità giudiziaria di uno Stato Ue di arrestare una persona in un altro Stato membro per esercitare l'azione penale, eseguire una pena o una misura di sicurezza. Deve riguardare atti che costituiscono reato in entrambi i Paesi (fanno eccezione quelli più gravi). Previsto dalla decisione quadro 2002/584/Gai, in Italia è stato introdotto dalla legge 69/2005 (di cui ora la legge di delegazione europea prevede la modifica). Nella Ue ha sostituito l'estradizione che richiede tempi lunghi. In Italia serve il via libera della Corte d'appello.

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