DIARIO DI BORDO DELL’ECONOMIA - CENTRO STUDI TAGLIACARNE

I prodotti siderurgici trainano l’export

2' di lettura

Rispetto alla media nazionale le esportazioni delle regioni del Nord-Est (province autonome di Bolzano e Trento, Veneto e Friuli-Venezia Giulia) sembrano avere una decisa tendenza a localizzarsi verso l’Europa Orientale. Se si prendono in considerazione sia i paesi che sono entrati in un secondo momento nella moneta unica (che oltre a Malta e Cipro sono le repubbliche baltiche, Slovacchia e Slovenia) sia i paesi dell'Unione che non adottano l’euro (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Bulgaria, Croazia a cui si aggiungono anche Danimarca e Svezia) si evidenzia come la capacità di esportare verso queste due aree appaia superiore rispettivamente del 45,5% e del 24% rispetto alla media nazionale. E questo avviene con una certa omogeneità all’interno dell’area, anche se appare evidente come tale capacità esportativa sia maggiore nel Veneto e nel Friuli-Venezia Giulia e più contenuta nelle due province autonome. Province autonome che, invece, mostrano una decisa tendenza a vendere i propri prodotti verso i primi Paesi aderenti all’euro (stante anche la vicinanza con l’Austria che fa parte di questa schiera di paesi). Non è da trascurare anche la capacità di vendere in Nord-America che però sembra essere una peculiarità attribuibile al solo Friuli-Venezia Giulia, mentre più difficili sono le relazioni con i paesi che presentano i più elevati livelli di Pil pro-capite (Irlanda, Islanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Macao, Norvegia, Qatar, Singapore, Stati Uniti, Svizzera), dove anche in questo caso si evidenzia il ruolo dell’area con capoluogo Trieste. Gli ultimi dati sull'export evidenziano come la pandemia sia oramai un ricordo. Il bilancio dei primi sei mesi del 2021 evidenzia una crescita del 6,3% rispetto all’analogo periodo del 2019 a fronte di un tasso di sviluppo a livello nazionale del 4,1%. La ripresa delle vendite oltre confine ha riguardato sia pure con diverse intensità tutta l’area, ma ha avuto enfasi particolare nelle due province autonome di Bolzano e Trento (cresciute nel complesso del 10,4%) e nel Friuli-Venezia Giulia (+9,4%). Mentre il Veneto (che in termini assoluti è comunque la locomotiva dell'area rappresentando quasi i tre quarti delle vendite totali nel semestre) è cresciuto del 5%. Entrando maggiormente nel dettaglio delle destinazioni e delle merci, quasi tutte le principali destinazioni hanno evidenziato progressi particolarmente accentuati in Svizzera, Polonia e Stati Uniti, i cui tassi di sviluppo più che compensano i cali delle vendite verso Spagna e soprattutto Regno Unito.

LA FOTOGRAFIA
Loading...

Da un punto di vista delle produzioni, le principali specializzazioni dell’area sono rimaste stabili (gli strumenti medicali e dentistici) o si sono contratte (è il caso della meccanica). Spazio quindi ad altre produzioni come i mobili, le bevande (essenzialmente il vino) ma soprattutto agli articoli in materie plastiche e ai prodotti siderurgici cresciuti rispettivamente
del 12,1 e del 18,3%.

Loading...
Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti