TERRITORI

I produttori di Mamertino puntano al consorzio della Doc

di Nino Amadore


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3' di lettura

Un prodotto di nicchia (per il momento) che punta a crescere soprattutto in valore sui mercati nazionali e internazionali. Parliamo del vino Mamertino, una delle prime Doc siciliane (in termini cronologici) che risale al 2004, prodotto in gran parte in un’area della provincia di Messina che va da Patti a Torregrotta, a pochi chilometri dal capoluogo peloritano: vi sono i vini bianchi come l’inzolia e il grillo e il rosso come il nero d’avola. Insomma la Doc è stata attribuita a un’area e dunque Mamertino dai Mamertini, i mercenari sconfitti durante la prima guerra punica proprio in quest’area che è a ridosso di  Milazzo dai siracusani.

Un vitigno antichissimo
Un vino pregiato che oggi viene anche prodotto in blend con il Nocera, il vero vitigno autoctono di quest’area che ha origini misteriose e che sempre più spesso viene vinificato in purezza con risultati straordinari. È uno dei paradossi di quest’area: il Nocera è il vero Mamertino ma non è stato a suo tempo inserito nel disciplinare della Doc. E si tratta di un vino antico conosciuto sin dai tempi dei romani: Giulio Cesare, per dire, lo offrì ai suoi ospiti in occasione del banchetto per celebrare il suo terzo consolato.

Per sciogliere questo nodo e valorizzare il prodotto è nata l’associazione dei produttori di Mamertino di cui è presidente Flora Mondello, amministratore delegato della Gaglio Vignaioli, e di cui fanno parte 13 delle 18 imprese presenti nell’area (vinificatori e imbottigliatori storici come le Cantine Mimmo Paone, Vasari e Cambria senza contare altre due aziende che non imbottigliano): un primo passo per arrivare alla costituzione del Consorzio di tutela del marchio Mamertino Doc .

Giovani vignaioli per proteggre la varietà autocotona
Il consiglio direttivo dell’associazione è fatto da cinque giovani imprenditori che rappresentano la seconda o addirittura la terza generazione in vigna e da chi invece a deciso di mettersi in gioco senza avere una tradizione di famiglia «siamo tutti imprenditori under 40 che credono nelle potenzialità della nostra area e nella valorizzazione del nostro prodotto - dice Flora Mondello -. Condicio sine qua non per l'adesione è stata la presentazione al momento della sottoscrizione dello statuto della dichiarazione di produzione degli ultimi due anni indicante la produzione di uve rivendicate a Mamertino. Vignaioli prima di tutto: l’obiettivo fondamentale è la tutela delle nostre origini e dello stretto legame che lega il vignaiolo al suo territorio». Prossimo passo è la modifica dell’attuale disciplinare del Mamertino per poter inserire il Nocera Mamertino Doc, e proteggere questa la varietà autoctona, che attualmente se vinificata in purezza non può essere rivendicata come Mamertino. «Mi auguro - dice Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio vini Doc Sicilia - che presto si possano trovare vini doc Mamertino con la indicazione della varietà Nocera che qui ha origine e l’indicazione “Sicilia” in etichetta. Valorizzare le nostre varietà e le Doc territoriali è uno dei nostri principali obiettivi».

I numeri
Un prodotto, il Mamertino, che è cresciuto negli ultimi anni: secondo i dati raccolti dall’Irvo (l’Istituto regionale vini o oli) si è passati da 348,06 ettolitri del 2012 (con 11 aziende certificate)  a 714,40 ettoliti dell’anno scorso (con 19 aziende certificate); per quanto riguarda l’imbottigliato si è passati dai 293,46 ettolitri del 2012 a 697,70 ettolitri dell’anno scorso. «Un percorso in crescita - spiega il direttore dell’Irvo Vincenzo Cusumano - che noi cerchiamo in tutti i modi di sostenere. A breve apriremo una nuova e più organizzata sede a Rodì Milici dove la vicinanza al territorio del Mamertino può essere da spunto per progetti e programmi che siano più corrispondenti alle aziende del territorio. Già nel Messinese abbiamo una esperienza di spumantizzazione di varietà autoctone che vorremmo estendere in altre microaree del Mamertino». Insomma cantiere aperto per far crescere il comparto vitivinicolo messinese come spiegano gli imprenditori che fanno parte dell’associazione: «Il Mamertino è uno dei vini più antichi della Sicilia e dell'Italia. Era il prediletto dall'imperatore Giulio Cesare e oggi ha portato a una forte coesione tra i suoi produttori - dice Ylenia Martino, dell’azienda Antica Tindari -. Intorno al Mamertino e al Nocera si sono uniti i progetti di giovani ma anche storici produttori. Insieme puntiamo a valorizzare il nostro territorio che ha molto da offrire per la sua tipicità e per i suoi prodotti d'eccellenza. Sono felice di condividere questo progetto con questo gruppo di amici e imprenditori di grande spessore. Sapremo dare lustro alla Sicilia di qualità su tutti i mercati, nazionali ed internazionali. Una importante novità nel mondo del vino made in Italy e siciliano che va nel segno della qualità e del cambiamento».

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