Filiera enologica

I produttori sono in allarme per le giacenze nelle cantine

Vendite rallentate dallo stop a locali e ristoranti. Ricorso all'e-commerce

di Valeria Zanetti

Vendite rallentate dallo stop a locali e ristoranti. Ricorso all'e-commerce


3' di lettura

Le piccole e medie realtà a filiera corta fornitrici di ristoranti, hotel e vinerie o specializzate nell'enoturismo sono in difficoltà da oltre un mese, quando i locali sono stati chiusi per decreto. Ma oramai anche le grandi imprese esportatrici cominciano a patire le conseguenze della pandemia mondiale. Risultato: le cantine trivenete soffocano di giacenze e sono prive di liquidità. Intanto la vigna non si ferma: con la primavera si torna alla cura dei filari, in vista della vendemmia.

«Al momento nel solo Veneto le giacenze ammontano ad un quarto dei circa 59 milioni di ettolitri totali nazionali. Tra cinque mesi, a fine agosto, cominceremo a raccogliere le varietà precoci come Pinot Grigio e Chardonnay e poi a cascata il resto. Cosa faremo della nuova produzione?» si domanda Andrea Sartori, presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella, che associa i produttori di quattro tra Doc e Docg d'eccellenza per 60 milioni di bottiglie ed un giro d'affari di 600milioni di euro, oltre la metà generati dall'Amarone.

«La situazione è preoccupante» concorda Albino Armani, titolare dell'azienda di famiglia, che coltiva Pinot Grigio nelle tenute trentine, delle Grave friulane e in Valdadige, nel Veronese. «Fino a metà marzo le criticità hanno riguardato il mercato domestico, poi si sono estese ai Paesi target per il nostro export: in primis Usa e Inghilterra, in piena emergenza sanitaria. La Gdo è diventata quasi l'unico canale di sbocco» dice il produttore, che è anche alla guida del Consorzio tutela Doc delle Venezie.

Nel Trevigiano, in zona Prosecco, le bollicine traino delle esportazioni italiane, non dormono sonni tranquilli. «Dopo un gennaio e febbraio eccezionali, in marzo siamo andati male e aprile sarà anche peggio» prevede Giorgio Polegato, che con il fratello Paolo è a capo di Astoria. L'azienda distribuisce l'imbottigliato della tenuta di Refrontolo, nel cuore del Conegliano Valdobbiadene. «Lavoriamo molto con la ristorazione italiana, che ha perso Pasqua e i ponti di primavera. Ma anche con l'horeca estero. Ci aspettiamo cali in Germania, Usa, Regno Unito. Speriamo in un'inversione a maggio» auspica. Nel Veronese, l'associazione delle Famiglie Storiche che riunisce tredici blasonati produttori da Allegrini a Tedeschi e Zenato calcola cali a due cifre nell'horeca italiano ed estero.

Per affrontare la questione l'assessore all'agricoltura del Veneto, Giuseppe Pan ha attivato, per primo a Nord Est, un tavolo con i 23 consorzi di tutela regionali, alle prese con una caduta della domanda del 40% circa. «La tendenza si protrarrà e la ripresa sarà lenta e graduale - avverte -. Dobbiamo fronteggiare i contraccolpi nel medio e lungo periodo, oltre a contenere con un ventaglio di strategie la produzione da vendemmiare a fine estate». Gli strumenti ci sono, dalla riduzione della resa, all'aumento degli stoccaggi, fino a forme parziali di‘vendemmia verde o distillazioni di crisi.

Ma a questo punto arrivano le perplessità del Consorzio Prosecco Doc. «Secondo i nostri dati - commenta il presidente Stefano Zanette - l'andamento della denominazione si mantiene in linea con le previsioni e gli imbottigliamenti reggono». Prematuro quindi «adottare misure limitative dell'offerta per le produzioni 2019 e 2020» prosegue, esprimendo vicinanza chi, non opera nella Gdo e sta pagano il conto più salato. «Occorre implementare molto le vendite online, perché i clienti continueranno a richiedere buon vino, ma diserteranno i locali anche superati i momenti più critici», ammonisce Polegato.

Dal Consorzio Vini del Trentino, cui fanno capo oltre seimila produttori, ricordano che «la maggior parte delle cantine commercializza via web e consegna a domicilio». Una strada che stanno imboccando tutte le piccole realtà. «Nell'ultimo periodo abbiamo attivato un sito di e-commerce e per farci conoscere agli enoturisti, stiamo realizzando visite virtuali, condivise sui principali social, in attesa di tornare alla normalità», conclude Chiara Recchia responsabile marketing dell'omonima azienda nel cuore della Valpolicella classica.

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