INDAGINE HUNTERS GROUP

I profili più richiesti (e pagati) per il 2018? Non ci sono solo quelli digital

di Gianni Rusconi

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(AFP)


3' di lettura

E-mail marketing manager, Chief digital officer, ma anche Data Protection Officer, Project Manager o Program Manager. Vecchie e nuove professioni, dunque, più o meno legate al verbo delle nuove tecnologie, dagli esperti nel trattamento dei dati alle figure deputate a gestire progetti complessi fino ai direttori di stabilimento. Sono, nella fattispecie, i profili che secondo la società di ricerca e selezione del personale Hunters Group avranno, nel corso del 2018, ottime opportunità professionali.

«I settori legati al mondo tech – ha osservato in proposito Matteo Columbo, Executive Director di Hunters Group - sono ovviamente quelli che offrono maggiori possibilità, sia ai candidati con maggiore esperienza sia per i neo-laureati. E in questi ambiti le retribuzioni sono molto interessanti, oltre che in costante crescita». Vediamone il dettaglio. Un e-mail marketing manager, e quindi una figura che attraverso campagne mirate e veicolate per posta elettronica ha il compito di fidelizzare i clienti attuali di una azienda o di trovarne altri, può guadagnare da 45mila a 70mila euro lordi all’anno, in funzione degli anni di esperienza e del numero di persone gestite. Più o meno sugli stessi livelli la retribuzione (sempre lorda) di chi si occupa della vendita di progetti di marketing per l’acquisizione di contatti profilati di potenziali clienti, il Sales lead generation, che può ambire a introiti variabili fra i 40mila e i 90mila euro l’anno in relazione a mercati, fatturati e clienti gestiti.

Più ricercate, e di conseguenza maggiormente valorizzate, sono le competenze dei Chief digital officer, e quindi capacità necessarie per coordinare il processo di trasformazione digitale in azienda attraverso mirate strategie per analizzare costi e benefici, profitti e perdite: i compensi per questo profilo vanno dai 90mila ai 150mila euro e sono i più alti in area digitale fra quelli evidenziati da Hunters Group nella propria indagine.

Interessanti, anche se non agli stessi livelli, sono le cifre a cui possono ambire altre tre categorie professionali di matrice tecnologica. Il Data protection officer, e cioè colui che valuta e organizza il trattamento dei dati e ne preserva l’integrità nel rispetto delle normative nazionali ed internazionali in materia di privacy viaggia sui 50mila/70mila euro lordi all’anno. Sui 50mila euro si attesta invece lo stipendio di un cyber security manager chiamato a proteggere a 360 gradi dati, sistemi e (nel caso delle imprese di produzione) e macchinari connessi. Sugli stessi livelli, dai 45mila ai 60mila euro a seconda dell'esperienza, si posiziona anche il cloud architect, e cioè l’esperto informatico che si occupa dell’ideazione e della realizzazione di architetture nella nuvola in cui “girano” parti estese del sistema informativo di un’azienda.

Figure non digitali, ma comunque molto richieste quest’anno, saranno i project manager, in settori principalmente legati all’ingegneria e all’impiantistica. Le richieste per queste figure provengono principalmente da medie e grandi aziende italiane che si occupano di sviluppare progetti (impianti o macchinari) per clienti internazionali: la retribuzione annua lorda va dai 60mila ai 120mila euro in funzione dell’età anagrafica e degli anni di esperienza. Poco sotto troviamo lo stipendio dei responsabili di produzione, figure a cui è demandata la pianificazione, il controllo e il coordinamento dell’attività produttiva in una logica di ottimizzazione delle risorse impegnate (umane, economiche e tecnologiche). In cerca delle sue competenze, funzionali a creare anche i collegamenti tra i vari reparti con l’obiettivo di aumentare i livelli di efficienza, sono realtà manifatturiere di qualsiasi dimensione che offrono in media un compenso lordo variabile fra i 50mila e 110mila euro.

Può ambire invece fino a 200mila euro, partendo da un minimo di 70mila, un Plant Manager incaricato di presidiare e dirigere uno stabilimento produttivo coordinando tutte le funzioni aziendali e relative risorse impegnate nella produzione (compresa area acquisti, logistica e qualità). Un ultimo profilo che andrà per la maggiore nel 2018 è quello del Program manager, e quindi una figura con la responsabilità della pianificazione e del controllo di tutte le fasi di uno o più progetti. Per questa professionalità di parla di uno stipendio annuo lordo che parte da 50mila per arrivare fino a 100mila euro in relazione all’esperienza del candidato.

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