EMPLOYER BRANDING

I ragazzi italiani sognano un posto in Lamborghini

di Cristina Casadei

Vice-presidente Luiss ai giovani: seguite passioni e impegnatevi


5' di lettura

Dimenticate il concetto di performance delle supercar a cui siamo abituati, dicono alla Lamborghini. Quando si sale su una Aventador si sale su un’auto che anticipa il futuro. La Huracan? Divertente. Urus? Ricordatevi, siete sul primo super Suv. Se è vero che le auto della casa automobilistica di Sant’Agata Bolognese non hanno bisogno di molte presentazioni, è ancor più vero che, a meno di esserci entrati, è difficile immaginare lo stabilimento produttivo da cui escono le Lamborghini dove oggi lavorano circa 1.600 persone e dove ci sono state quasi 500 assunzioni per Urus. E dove molti vorrebbero andare a lavorare, senza distinzioni di genere. Il sito delle Automobili Lamborghini è uno dei maggiori laboratori di Industria 4.0 ed è diventato un polo di grande attrattività per candidati e candidate che vogliono entrare nell’automotive, al punto che l’ultima ricerca globale dell’Employer branding di Randstad ha messo in luce che gli italiani sognano di lavorare proprio qui. Oltre che alla Coca-Cola, all’Ikea e alla Florim azienda emiliana che produce gres porcellanato: è a queste quattro aziende che va il Randstad award per il 2018.

L’extravalore del brand
L’amministratore delegato di Randstad Italia, Marco Ceresa, spiega che «le persone sempre di più scelgono un datore di lavoro con una cultura aziendale allineata ai propri valori. In questo contesto per attirare e trattenere i migliori talenti diventa sempre più cruciale il ruolo dell’employer branding». Questo che cosa vuol dire? «Le aziende con un’immagine positiva attirano il doppio delle candidature». Tra i fattori che fanno la differenza ci sono l’equilibrio tra vita professionale e lavoro che è un valore soprattutto per le generazioni più giovani ma anche l’atmosfera piacevole del luogo di lavoro. E poi stipendi e benefit di valore che sono considerati importanti ma non elementi così determinanti come lo erano in passato.

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L’EXTRAVALORE DELL’EMPLOYER BRANDING

Fonte: Randstad

L’EXTRAVALORE DELL’EMPLOYER BRANDING

La aziende premiate
I vincitori del Randstad Award sono, ognuno per un motivo diverso, casi che rappresentano l’extravalore dell’employer branding. Automobili Lamborghini lo è per l’atmosfera di lavoro piacevole, la retribuzione e i benefits, la sicurezza del posto di lavoro, la visibilità del percorso di carriera e la reputazione che è considerata ottima. Florim attira per il work life balance, mentre Coca Cola viene considerata la prima società per solidità finanziaria e Ikea per la responsabilità sociale d’impresa. Il presidente di Florim, Claudio Lucchese, dice: «Siamo un’azienda grande e strutturata, ma cerchiamo di rendere semplici i rapporti interni e la comunicazione a tutti i livelli. Negli ultimi anni abbiamo impostato una politica di recruiting fortemente orientata ai giovani e avviato diverse edizioni di un master di formazione interno dedicato a neolaureati e neodiplomati. Inoltre grazie a un progetto di collaborazione con l’ospedale locale i nostri dipendenti possono beneficiare di tariffe agevolate e tempi di attesa ridotti». Emiliano Maria Capuccitti, direttore hr di Coca Cola, parla di «percorsi di crescita strutturati, meritocratici e internazionali. Siamo orgogliosi di aver introdotto già da diversi anni lo smart working, uno strumento di supporto concreto per perseguire l’equilibrio tra impegni professionali e vita privata e leva sicuramente vincente per essere competitivi e attrarre talenti». Stefano Brown, sustainability manager di Ikea Italia Retail, si focalizza sulla sostenibilità che è «parte integrante della nostra cultura d’impresa. La nostra ambizione, infatti, è quella di essere leader nel settore dell’arredamento generando al contempo un impatto positivo sul pianeta e sulle persone. Siamo orgogliosi di essere riconosciuti come un esempio positivo per le altre aziende».

Che cosa cercano i lavoratori italiani
Randstad ha costruito una ricerca sentendo 175mila persone in 30 paesi. In Italia 5.800 di età compresa tra i 18 e i 65 anni. È emerso che il 55% degli intervistati ricerca l’equilibrio vita lavorativa e privata, il 51% l’atmosfera di lavoro piacevole, il 48% la retribuzione e i benefit, il 46% la sicurezza del posto di lavoro e il 38% la visibilità del percorso di carriera. Ci sono differenze di genere. Gli uomini, in un caso su due, attribuiscono più peso al salario, le donne, invece, nel 57% al work life balance. Gli under 25 nel 56% dei casi si concentrano sull’atmosfera di lavoro, i 25-44enni sono più sensibili all’equilibrio vita lavoro che mettono al primo posto nel 55% dei casi, mentre i più anziani, nel 42% dei casi, si orientano su aziende di comprovata solidità finanziaria . A fare la differenza nelle risposte è anche il titolo di studio. Chi ha una bassa scolarità in un caso su due privilegia la sicurezza del posto di lavoro, chi ha un livello di istruzione medio il work life balance, mentre chi ha un titolo di studio elevato la possibilità di impiegare le tecnologie più innovative.

I canali per cercare lavoro
Nell’ultimo anno quasi un italiano su cinque ha cambiato lavoro e uno su tre vorrebbe cambiarlo nel 2018. I canali più usati sono i motori di ricerca e gli aggregatori di annunci di lavoro, seguiti dai siti di annunci di lavoro, dalle sezioni lavora con noi delle aziende, da contatti personali e raccomandazioni e da Google. Le preferenze cambiano in base a età, genere e titolo di studio, Linkedin è invece particolarmente apprezzato dai lavoratori con il livello di istruzione più alto.

Motivi per restare o lasciare un’azienda

Chi ha cambiato lavoro nell’ultimo anno o viceversa ha deciso di non volerlo cambiare ha dato più peso al buon equilibrio fra vita professionale e privata (scelto dal 45% del campione), seguito da sicurezza del posto di lavoro (41%), atmosfera di lavoro piacevole (38%), solidità finanziaria (37%) e contenuto di lavoro interessante (36%).

I PRIMI CINQUE MOTIVI PER RIMANERE

Fonte: Randstad

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Il corretto bilanciamento fra lavoro e tempo libero è il fattore che più contribuisce a trattenere anche i lavoratori fra i 25 e i 44 anni di età (45%) e il segmento che possiede un livello medio di scolarizzazione (46%), mentre i lavoratori più giovani sono maggiormente attratti dalla visibilità del percorso di carriera (34%) e i più anziani dalla possibilità di raggiungere facilmente il posto di lavoro (42%). I lavoratori meno istruiti indicano salario e benefit come fattore più attraente (35%), mentre i lavoratori col più alto livello di istruzione sono più attenti al contenuto di lavoro interessante (45%). Infine, le impiegate donne rimangono più fedeli all’azienda in cui lavorano se l’atmosfera di lavoro è piacevole (40%), mentre gli uomini danno un’importanza maggiore alla solidità finanziaria (41%).

I CINQUE MOTIVI PER ANDARSENE

Fonte: Randstad

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Chi cambia lavoro lo fa alla ricerca di uno stipendio più alto, di un miglior work life balance e di un percorso di carriera visibile o di un lavoro stimolante.

A proposito di occupabilità

Visto che mantenere un posto di lavoro, quanto cercarne un altro chiede di essere competitivi sul mercato del lavoro come si comportano gli italiani? Il primo fattore importante, a questo proposito, è l’apertura ai cambiamenti che viene indicata dal 51% degli intervistati. Poi vi è la propensione a socializzare con colleghi, superiori e la propria rete professionale (48%), la disponibilità ad accettare un orario di lavoro flessibile (40%), la frequentazione di corsi di formazione per aggiornare le competenze (36%) e l’impegno a mantenersi aggiornato sulle novità del proprio settore professionale (36%). Se le politiche attive sono ancora molto indietro nel nostro paese, gli italiani compensano con un approccio molto autoimprenditoriale al proprio posto di lavoro.

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