Cataloghi naturalistici

I rapaci e le altre specie rare della Conca d’Oro

La valle di Potentino è un luogo magico sotto il Monte Amiata, in Toscana, in cui prospera una straordinaria biodiversità

di Nicol Degli Innocenti

Il granchio d'acqua dolce del fiume Vivo è quasi in via d'estinzione 

3' di lettura

Il bello dell’Italia è che, a ben cercare, si trovano ancora luoghi magici dove sembra quasi che il tempo si sia fermato e dove gli esseri umani possono tentare di vivere in armonia con la natura che li circonda. Uno di questi è la valle di Potentino, sotto il Monte Amiata in Toscana, chiamata La Conca d’Oro per la sua fertilità e abbondanza d’acqua.

La valle, dominata dal castello che risale al 1042, è stata coltivata fin dall’epoca etrusca. L’Amiata è un vulcano spento e la terra ha un’alta concentrazione di ricchi suoli vulcanici. La forma a conca protegge la valle dalle peggiori intemperie, ma consente all’aria calda e secca della costa di ventilare la zona, che di notte è poi rinfrescata dal venticello fresco che scende dalla montagna.

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Il paesaggio della Conca d’Oro

Il paesaggio è rimasto quasi invariato nei secoli. Ci sono ulivi che hanno più di mille anni, vitigni antichi e una vasta gamma di varietà autoctone di alberi da frutto, mentre all’inizio dell’estate i campi si riempiono di fiori selvatici, erbe aromatiche e delicate orchidee.

La valle, oltre ad avere un microclima particolare e una geografia unica, ha anche una straordinaria biodiversità. Qui si possono trovare piante e animali che in altre zone sono spariti a causa dell’agricoltura intensiva, dell’inquinamento da pesticidi o della presenza troppo invadente dell’uomo.

«Fortunatamente non c’è stata monocultura o agricoltura su scala industriale e questo si traduce in un’abbondanza di flora e fauna, comprese alcune specie rare di uccelli, insetti e piante -, spiega Charlotte Horton, castellana di Potentino - .Tutti questi elementi concorrono a un ecosistema sano e vigoroso senza degrado del suolo, una situazione estremamente rara ai giorni nostri».

Le ricchezze della valle

Per questo ha commissionato un nuovo libro, Iconographia Antiqua, che descrive, cataloga e celebra le ricchezze della natura della valle. L’autore dei testi e dei disegni è Mario Morellini, naturalista, artista, storico, antesignano tra gli ecologisti e soprattutto persona dotata di un grande amore per la sua terra e di una profonda conoscenza dei suoi regali. Armato di pazienza, passione e un grande senso di osservazione Morellini ha passato mille giornate e notti nella valle di Potentino per scoprire, catalogare e disegnare ogni suo abitante, dal più maestoso degli uccelli rapaci al più minuscolo degli insetti, dalla più splendida delle orchidee alla più modesta delle erbe.

Il libro elenca azioni, proprietà e virtù delle tante piante medicinali della zona, descrive i numerosi tipi di felce, le diverse orchidee, le galle delle rose selvatiche, delle querce e dell’olmo e naturalmente i funghi.

Il fungo dell’olivo

Tra tutti nella valle spicca il fungo dell’olivo, «uno dei più belli e maestosi d’Europa, che sfoggia un maestoso cromatismo che va da fulvo arancione al giallo zafferano brillante» e ha la dote rara della luminescenza, emettendo una luce particolarmente visibile al tramonto. Tra gli animali l’autore ama particolarmente gli insetti «per la loro straordinaria capacità di resistere a qualsiasi forma di aggressione», spiega. L’enfusa pennata, icona di Potentino, è un animale estremamente raro e tra i più insoliti della fauna europea. Morellini la descrive come «mimetica e predatrice, frequentatrice degli stessi ambienti della mantide religiosa ma più rara e senza l’abitudine di divorare il compagno dopo l’atto amoroso».

Animali in via d’estinzione

Nel torrente della valle, Vivo di nome e di fatto, Morellini con sua grande gioia ha scoperto il granchio d’acqua dolce, animale quasi in via d’estinzione. «È un animale di un certo mondo passato, che un tempo era comune ma ora si trova circoscritto in piccole zone -, spiega -. La fortuna del fiume Vivo è che non ha scarichi a monte, quindi non è inquinato e ha acque fredde e molto ossigenate».

Alzando gli occhi al cielo Morellini ha ammirato il Biancone, uno degli uccelli rapaci diurni più imponenti che esistano, che può restare in volo per ore alla ricerca di prede grazie a un’apertura alare di quasi dieci metri, inferiore solo all’aquila reale.

Le illustrazioni del libro sono disegni a matita incisi a fuoco su tavole di pioppo e betulla. Una scelta ispirata alla natura.

Iconographia Antiqua: flora, fauna e ambiente naturale del Castello di Potentino, Mario Morellini, Potentino Press, Seggiano (Grosseto), pagg. 72, € 20

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