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Ricchezza, la Cina sorpassa gli Usa nella classifica dei Paperoni (100 milioni contro 99

Uno studio di Credit Suisse ha dato conto del sorpasso, stimando che cento milioni di cinesi fanno parte dell’elite gobale del 10% in vetta alle classifiche dei patrimoni

di Marco Valsania


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(Adobe Stock)

2' di lettura

NEW YORK - La Cina può vantare un altro successo nella sua nuova “guerra fredda” economica con gli Stati Uniti: per la prima volta il numero dei ricchi cinesi ha superato quello degli americani. Uno studio di Credit Suisse ha dato conto del sorpasso, stimando che cento milioni di cinesi fanno parte dell’elite gobale del 10% in vetta alle classifiche dei patrimoni, un milione in più dei 99 milioni di statunitensi che entrano oggi nello stesso elenco.

Gli Stati Uniti, sia chiaro, vantano ancora il primato tra i milionari, con 18,6 milioni - vale a dire ben il 40% dei ranghi internazionali - rispetto ai 4,4 milioni di milionari tra i cinesi. La selezionata di super-ricchi si è in tutto gonfiata di 1,1 milioni di persone raggiungendo i 46,8 milioni, forti di un patrimonio complessivo da 158.300 miliardi pari al 44% del totale globale delle ricchezza. E gli Stati Uniti da soli hanno creato oltre metà di questo nuovo jet set, 675.000. Gli americani, fuori da simili elite, rivendicano inoltre una ricchezza media pari a 432.365 dollari che batte sempre nettamente i 58.544 dollari del cittadino-tipo che risiede in Cina.

Quando però si guarda alla fascia del 10% più ricco al mondo, dove il biglietto d’ingresso si stacca con 109.400 dollari in asset netti, sono i cinesi ad aver conquistato la leadership. Ad essere cioè diventati un motore di creazione di ricchezza con pochi rivali, lasciando indietro l’Europa nel loro duello con l’America.

«Nonostante le tensioni commerciali tra Usa e Cina, entrambi i paesi hanno messo a segno robuste performance nella creazione di ricchezza», ha dichiarato Annette Hechler-Fayd’herbe, global head of economics and research a Credit Suisse CSGN.S. E ha continuato stimando che le due potenze dei patrimoni abbiano contribuito rispettivamente 3.800 e 1.900 miliardi di dollari al conto della ricchezza mondiale.

Il rapporto di Credit Suisse mostra anche la drammatica diseguaglianza globale, divenuta radice di tensioni sempre più gravi all’interno dei singoli Paesi. Il 50% meno abbiente possiede meno dell’1% della ricchezza totale, mentre la citata fascia del 10% in cima alla piramide detiene l’82 per cento. L’1% al top, che ha in tasca almeno 936.400 dollari in asset netti, si fregia di quasi la metà di tutti gli asset sul pianeta. Credit Suisse trova tuttavia ragioni di sperare in un futuro maggior equilibrio, notando una diminuzione della disparità almeno sotto le sfere più rarefatte della ricchezza: il 90% vanta ora il 18% dei patrimoni globali rispetto all’11% nel Duemila.

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