MECCANICA

I robot avanguardia della svolta

Negli ultimi anni, sulla scia di Industria 4.0 e della rivoluzione digitale, i beni strumentali hanno trainato la manifattura: potrebbero essere i primi a ripartire dopo la frenata imposta dalla pandemia

di Filomena Greco

L’industria metalmeccanica rappresenta il settore portante della manifattura italiana: il comparto occupa circa 1,6 milioni di addetti, risultando così il secondo in Europa dopo la sola Germania

2' di lettura

Guarda al 2021 il mondo dei produttori di macchine utensili e robot e al rimbalzo sul mercato atteso nella fase post-Covid. Negli ultimi anni, merito delle misure di Industria 4.0 e dell’accelerazione della digitalizzazione dell’industria, proprio questo comparto ha funzionato come driver per la manifattura Made in Italy, quarto paese produttore al mondo come rileva Ucimu, nonostante la frenata registrata nel corso del 2019 (-2,9% l’anno scorso a fronte di un -1,3% registrato dalla produzione industriale nel suo complesso) e le incognite che gravano sull’anno in corso.

Nel settore legato alla produzione di tecnologie per infrastrutture, logistica, alimentare, ambiente, energia e industria, rappresentato dall’associazione Anima, ci sono “nicchie” altamente specializzate che hanno registrato risultati importanti nel 2019: la crescita dell’1,6% del settore pompe, sulla spinta delle esportazioni verso Medio Oriente e Est Europa, con un fatturato che supera i 2 miliardi; il +3,1% registrato dal mondo degli apparecchi e degli impianti aeraulici; la buona performance del comparto impianti e apparecchi per il sollevamento e il trasporto (+2,1%) infine il settore Valvole e Rubinetti, con due importanti distretti produttivi tra Piemonte e Lombardia, cresciuto dell’1,7% a 7 miliardi e mezzo di giro d’affari.

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Il mondo automotive ha giocato un ruolo pesante sull’andamento complessivo della meccanica. In un settore in profonda trasformazione, una parte della componentistica ha retto meglio del comparto nel suo insieme. L’indice della produzione industriale così come elaborato dall’Anfia ha registrato un calo tendenziale del 9,5% nel 2019, dopo che il 2018 aveva interrotto la fase di recupero dei volumi produttivi iniziata nel 2014. Nel dettaglio la fabbricazione di autoveicoli è calata del 13,8%, del 7,9% si è contratto il comparto componenti e motori mentre cresce del 6,7% l’indice di produzione di carrozzerie. E se storicamente sul mercato italiano i produttori stranieri di auto occupano una quota superiore al 70%, con un pesante saldo negativo della bilancia commerciale, nel la componentistica le esportazioni superano di 6,5 miliardi le importazioni (2019).

Additive manufacturing e trasformazione meccatronica sono i due driver tecnologici nel settore della meccanica, come sottolinea Stefano Serra, neo presidente dell’Amma, l’Associazione delle aziende della meccatronica in Piemonte. Nel primo caso, aggiunge, «si tratta di qualcosa che rivoluziona il modo in cui si progetta un prodotto meccanico, riduce il numero di componenti da assemblare e rende possibile produrre oggetti che con il metodo tradizionale era impossibile fare, per dimensioni e prestazioni tecniche». Un processo industriale che sta generando una filiera dell’additive guidata in Piemonte da Prima Industrie, azienda che ha creato una nuova generazione di macchine laser per additive, e dal Politecnico di Torino. Il secondo trend è la progressiva integrazione di componenti meccaniche con sensori ed elementi elettronici. «Il prossimo passo – aggiunge Serra – sarà lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale grazie a big data e algoritmi. Avere, in Italia, a Torino, l’Istituto italiano di Intelligenza artificiale rappresenterà un valore aggiunto per le aziende».

INDUSTRIA MECCANICA

Fonte: Indagine Federmeccanica su dati Istat

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