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I Rolling Stones a Lucca «valgono» 6 milioni (e altri 20 di indotto)

di Francesco Prisco

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(Reuters)


3' di lettura

«This could be the last time/ maybe the last time/ I don't know», cantava ai tempi belli un Mick Jagger poco più che 20enne. C'è di bello che questa volta potrebbe davvero essere l'ultima: i Rolling Stones in autunno gireranno il Vecchio Continente in 13 date con lo «Stones No Filter» tour, forse l'ultimo della loro ultracinquantennale carriera. Unica tappa italiana, sabato 23 settembre, alle mura storiche di Lucca, evento speciale di un Lucca Summer Festival che taglia il traguardo delle 20 edizioni.

«Ehi ragazzi, arriviamo. Ci vediamo lì», annuncia Keith Richards diretto ed essenziale come nei suoi riff. «Sono così emozionato di essere in tour in Europa questo autunno e tornare in luoghi familiari e vederne alcuni in cui non siamo mai stati prima», gli fa eco il glimmer twin Mick. E Lucca rientra sicuramente nel novero dei posti in cui la premiata ditta di Richmond non è mai stata prima, almeno chitarra in braccio: quello di settembre è il loro 15esimo concerto sullo Stivale per un totale di sette città toccate. Mai prima d'ora, tuttavia, si erano esibiti in una città che non è capoluogo di regione. Mai prima d'ora in Toscana.
«Tumbling Dice»
Una scommessa degna del giocatore incallito di «Tumbling Dice»? In casa D'Alessandro & Galli, l'agenzia di promoting che organizza l'evento, preferiscono parlare di «sfida» e «sogno che si realizza», anche considerando il rapporto speciale che la società ha con il territorio toscano e, in particolare, la città di Lucca. Il potenziale espresso dalla location è notevole: dall'11 maggio in pre-sale e dal 13 in general sale verranno messi in vendita 55mila biglietti per i diversi sei settori da cui sarà possibile assistere all'evento. La forbice spazia da una base di 100 ai 300 euro più prevendita per un'esperienza vip. In caso di sold out – risultato che D'Alessandro & Galli realizzarono con gli Stones nel 2014 al Circo Massimo – il Sole 24 Ore stima incassi per 6 milioni. Ma quando si parla di soldi, per un concerto del genere, il discorso va esteso all'indotto. Due anni fa uno studio di Ipsos valutava in 12 milioni le ricadute economiche del Lucca Summer Festival. «E all'epoca – sottolinea Mimmo D'Alessandro – non c'erano eventi di questa portata. Come dire: quest'anno ci sono tutte le condizioni per superare un importo di 20 milioni». Nel discorso si inserisce anche il sindaco Alessandro Tabellini: «Dell'impatto turistico beneficeranno anche i territori di Pisa e Versilia, fino ad arrivare alle Cinque Terre». Si scommette sul grande appeal turistico della Toscana, dove sono di casa inglesi e tedeschi, da sempre fanbase importanti per gli Stones. Ma dove dormiranno Mick, Keith, Charlie Watts e Ronnie Wood? «Purtroppo non a Lucca – risponde D'Alessandro – perché la città è priva di hotel cinque stelle». Qualcuno scommette su Bolgheri, considerando che Jagger in passato è stato spesso avvistato da quelle parti.

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«Let somebody do the dirty work»
L'indotto si misura anche in posti di lavoro creati e qui le stime di Mimmo D'Alessandro e Adolfo Galli fanno riferimento a 1.500 persone attive dall'1 al 30 settembre per montaggio e smontaggio del palco. Quest'ultimo sarà degno dei faraonici trascorsi della band di «Sticky Fingers» con una larghezza di 52 metri e una profondità di 24 metri. Prevista anche la tradizionale passerella per le corsette microfono in mano di Zio Mick, un rettangolo da 27 metri per 19 che a ridosso ospiterà il «No Filter Pit» da 700 posti per i fan più esigenti. Dieci skybox da 20 posti l'uno saranno poi posizionati sulla passeggiata delle mura che sovrasta l'area, offrendo una visuale d'eccezione. «Let somebody do the dirty work».
«Get off my cloud»
Questo concerto cade in ultimo in un momento storico molto particolare, con il dibattito sul secondary ticketing che imperversa ovunque, dai social network alle aule dei tribunali, passando per quelle della politica. Anche stavolta, come già accaduto per altri grandi concerti, Siae si fa garante attraverso il direttore generale Gaetano Blandini. TicketOne, unico canale autorizzato alla vendita, ha messo poi in piedi una serie di misure anti-bagarinaggio online che vanno dal tetto agli acquisti di otto biglietti a utente alla rendicontazione puntuale delle vendite al termine delle singole fasi. «Come è ormai prassi consolidata – spiega Andrea Grancini, responsabile commerciale della società controllata dalla multinazionale tedesca Cts Eventim – provvederemo alla cancellazione degli ordini sospetti». Insomma: cari broker del mercato secondario, «get off my cloud».

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