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I salumi del Gruppo Martelli crescono del 10% nel 2021: fatturato a quota 300 milioni

Traino da salsiccia e prosciutti Dop di Parma e San Daniele. L’export sale al 15% del giro d’affari

di Emiliano Sgambato

(HQUALITY - stock.adobe.com)

3' di lettura

Dopo il 5% di crescita registrata nel 2020, i salumi e le carni del Gruppo Martelli fanno segnare un ulteriore +10% del giro d’affari quest’anno, raggiungendo un fatturato di circa 300 milioni, anche grazie al buon risultato dell’export. Lo comunica l’azienda, che sottolinea come continuino ad aumentare anche i quantitativi di carne lavorata, a una media che si attesta, ormai da un biennio, sul 3% annuo: tra 2019 e 2020, gli impianti Martelli sono passati a gestire da 680mila a 700mila capi di suini macellati, a fine 2021 si attesteranno a circa 720mila unità.

A trainare questa tendenza sono soprattutto alcune referenze, sempre più richieste in Italia e all'estero, come la salsiccia e i prosciutti Dop di Parma e San Daniele, ma anche salumi avicoli. E la domanda dei consumatori che si orienta sempre più sui salumi ottenuti da carne italiana:  «Tutte le produzioni Dop, Antibiotic free e le carni suine e avicole hanno provenienza 100% italiana – specificano dalla società –. Unica eccezione sono i prosciutti cotti dove invece ci sono delle provenienze europee».

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«Sia il 2020 sia il 2021 – dice Marco Martelli, quarta generazione alla guida del gruppo – sono stati anni decisamente segnati dall’emergenza pandemica, in cui sono cambiati tanti equilibri anche nel nostro settore. Nel 2020, in particolare, abbiamo dovuto affrontare una grande crisi a livello di comparto, causa le dinamiche di mercato che sono mutate in modo molto repentino. C'è stato infatti un andamento positivo della carne grazie alla commercializzazione nella grande distribuzione. Per i salumi, al contrario, il 2020 è stato un anno difficile, soprattutto per il Prosciutto di Parma, che con il canale horeca (bar e ristoranti, ndr) praticamente bloccato e la difficoltà di esportare in paesi terzi il prodotto, ha registrato una grande frenata nelle vendite. Nel 2021, invece, abbiamo assistito a una forte ripresa nei salumi e con le riaperture, è stato registrato un incremento delle vendite. Nuovi mercati».

«Il Prosciutto di Parma – continua Martelli – dopo un inizio anno in cui mancavano le condizioni per un andamento positivo del mercato, è poi tornato su livelli del tutto normali. Ottime performance le abbiamo registrate anche sulla salsiccia fresca sia in Italia sia all'estero, tanto che siamo arrivati a una produzione di 40 tonnellate settimanali. Una grande e piacevole sorpresa, inoltre, è stata quella dei salumi avicoli (fesa di tacchino e pollo), che hanno avuto decisamente un andamento positivo. Tutto questo è segno che il consumatore di oggi è sempre più attento all'italianità dei prodotti, un valore che noi come Gruppo Martelli abbiamo sempre promosso».

L'export è salito del 60% rispetto al 2020: se da un lato si tratta di un rimbalzo dopo l’andamento negativo riscontrato durante la pandemia, dall’altro ora le vendite all’estero coprono una quota del 15% del fatturato contro il 10% del 2019.

«Nel corso dell'ultimo anno, in particolare, Martelli registra una forte esportazione di tagli anatomici di suino in Cina – si legge in una nota – dato il costante incremento della domanda. Inoltre, è ripresa la vendita di Prosciutto di Parma Dop nei Paesi extra Ue». Tra i nuovi mercati in cui Martelli è presente, viene segnalata la Germania: «grazie alla filiale commerciale Martelli Deutschland, il Gruppo sta inserendo importanti volumi di salsiccia fresca e a lunga conservazione in primarie catene della Gdo tedesca».


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