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I Sassi continuano ad attrarre i divi di Hollywood

di Luigia Ierace

Matera. Nel 2019 la 25° edizione di James Bond

2' di lettura

Ciak si gira a Matera che, da 70 anni e oltre 80 produzioni, è uno straordinario set cinematografico. Dal cinema neorealista a quello di Hollywood e Bollywood. Dal filone biblico di Pasolini e Gibson, che decreta Matera la “Gerusalemme del grande schermo”, a “No Time to Die”, che tra inseguimenti e testa coda dello 007, conferma la versatilità della città dei Sassi, brand di richiamo per le star del cinema che la vogliono anche per poche scene. Angiolina Jolie e il suo “Without Blood” è l’ultima dei divi di Hollywood che, arrivati in incognito a Matera, scelgono le location confondendosi tra i turisti nei Sassi, come Oliver Stone. E Francis Ford Coppola è tornato nella sua Bernalda.

Un’inedita sfida tra territori che ha in Matera un modello virtuoso che attrae registi, grandi e piccole produzioni cinematografiche e televisive, piattaforme digitali da Netflix, a Amazon Prime, Sky, a video clip. Da Stanley Tucci con la fortunata serie della CNN, alle fiction di Rai Uno, “Sorelle” e “Imma Tataranni”. «A Matera – spiega il sindaco Domenico Bennardi – l’industria dell’audiovisivo e del cinema è un nuovo modello di “orange economy” su cui puntare che porta fatturato e occupazione». Dalla Casa del cinema al Centro sperimentale di cinematografia, all'Ufficio cinema con una nuova brand identity per collaborare in modo proficuo con la Lucania film commission ». Nel 2019, a Matera, l'inglese Eon Production ha investito nel 25° episodio di James Bond 12 milioni per 5 settimane di girato del film visto in tutto il mondo. Due troupe inglesi, 600 persone, un centinaio di strutture ricettive locali coinvolte, 800 professionisti impegnati nella costruzione dei 32 set: un impatto economico dell'1% di PIL della Basilicata. Poi la seconda stagione di “Imma Tataranni”: in 3 mesi la Ibc Movie e Rai Com hanno investito 1 milione e 200 mila euro.

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Da qui il forte rilancio che il presidente della Regione Vito Bardi intende dare al soggetto attuatore regionale. «La Lucana Film Commission deve operare come catalizzatore di produzioni, con esperti del settore, ma avere una solida struttura amministrativa manageriale che si occupi della programmazione dei contributi, Fondi Europei e Tax Credit, e dei supporti da offrire a chi sceglie le location lucane. Una sfida da integrare con l'intero sviluppo dell'immagine del territorio».

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