new space economy

I satelliti ci aiuteranno a monitorare la ripresa nel mondo post-Covid

L’italiana e-Geos chiude un contratto con l’Agenzia spaziale europea per lo sviluppo di un sistema di analisi di dati da satelliti e sensori terrestri

di Leopoldo Benacchio

default onloading pic

L’italiana e-Geos chiude un contratto con l’Agenzia spaziale europea per lo sviluppo di un sistema di analisi di dati da satelliti e sensori terrestri


3' di lettura

I satelliti che continuamente osservano la Terra hanno avuto un ruolo molto importante nel monitorare la pandemia, che tuttora stiamo vivendo anche se, fortunatamente, con esiti ben diversi da quelli di marzo 2020. Continueranno ad averlo anche ora e nei prossimi mesi per un ruolo diverso, vorremmo dire felicemente opposto: osservare e quantificare la ripresa.

e-Geos, società fra Telespazio, 80% e Agenzia Spaziale Italiana, Asi (20%), ha firmato un contratto con l'Agenzia Spaziale Europea, Esa, per lo sviluppo di un sistema che permetta di analizzare grandi quantità di dati provenienti sia da satelliti che da sistemi terrestri, come il traffico telefonico, per poter capire se e quanto la ripresa economica stia riprendendo fiato, dopo la batosta globale dovuta al Covid-19.

Uno strumento quindi che usi Terra e cielo per capire se più navi trasportano merci e passeggeri, più camion circolano, più gente viaggia: tutto questo vuol dire ripresa. Che il sistema di satelliti sia un asset fondamentale per la vita quotidiana anche di noi comuni cittadini è oramai noto: dalle trasmissioni telefoniche a quelle televisive, dai sistemi di posizionamento che continuamente usiamo, nei miliardi di smartphone accesi giorno e notte sul pianeta, al tracciamento delle merci che compriamo nei negozi od on-line i sistemi di satelliti ci danno una mano costantemente.

Si stima che ne usiamo uno, i suoi servizi ovviamente, ogni 15 minuti almeno.In questa brutta avventura del Covid-19, le immagini dell'Ospedale di Wuhan, prese dallo spazio, con il parcheggio che si riempiva, giorno dopo giorno, all'inverosimile di automobili di pazienti, familiari e personale sono oramai un'icona della partenza della pandemia.

e-Geos, si era già attivata per fornire mappe e dati alla Protezione Civile nei momenti caldi di gestione dell'emergenza, aiutando per esempio a scegliere i posti migliori in cui mettere le strutture di assistenza. Il sistema europeo di satelliti Copernicus prevede anche una modalità di mappatura rapida, preziosa in questo come altri casi di emergenze.

Ora con il progetto finanziato dall'Agenzia spaziale europea, alla guida di una squadra che comprende la startup CherryData, spin-off del Politecnico di Milano, e l'azienda romana ExpertLAB, svilupperà questo nuovo approccio per la misura della ripresa delle attività post pandemia, mettendo insieme immagini da varie fonti, sia attuali che storiche, nel passato insomma.

Grazie ai satelliti europei nella banda ottica e alla costellazione di satelliti radar CosmoSkyMed, realizzati da Asi e Ministero della Difesa, abbiamo dati a sufficienza, da mettere assieme a informazioni sul traffico stradale, andamento dell'inquinamento e sulla presenza e mobilità nel territorio di telefoni cellulari per vedere come va, quale sia la tendenza dell'attività.

Il controllo del traffico nel canale di Panama da satellite

Un compito non da poco, che prevede di mettere insieme a lavorare tre importanti temi del momento: big data management, intelligenza artificiale, sistemi di calcolo per analisi dati.SI lavora per avere degli indicatori semplici che permettano di quantificare il tanto atteso ritorno alla normalità. Per fare un esempio: monitorando il numero di navi che arrivano o escono da un porto, si può avere una stima dell'andamento della ripresa.

Una volta sviluppato per il territorio nazionale è logico che la soluzione, potenzialmente, sarà scalabile a livello mondiale mentre si pensa che le informazioni che il nuovo sistema fornirà saranno senz'altro utili a istituzioni e aziende, come banche, compagnie assicurative e società di trasporto, oltre che agli enti governativi.

Un progetto impegnativo che si accompagna a una realizzazione che e-Geos annuncerà a giorni: il sistema Cleos. Questo vuole essere un vero e proprio marketplace, una specie di supermercato virtuale, in cui gli utenti possono scegliere quel che interessa dall'intero catalogo di servizi e piattaforme che e-Geos ha sviluppato, addirittura combinandole insieme per i propri scopi. Come ci dice Paolo Minciacchi, Ceo di e-Geos, «l'obiettivo di Cleos è portare la geoinformazione e tutta la mole di informazioni che arrivano dei satelliti a portata di click per aziende, PmiI e startup».

Insomma, come spiega, Cleos sarà uno strumento rapido e snello che, tramite l’intelligenza artificiale, consentirà di accedere a tutte le risorse dalle piattaforme applicative fino al grande archivio dati della costellazione italiana Cosmo-SkyMed e Cosmo Second Generation, questi ultimi una volta disponibili, e dai dati di Osservazione delle Terra e non di terze parti.

Strumenti, piattaforme, dati in abbondanza, una specie di Lego disponibile alle aziende, da piccolissime a grandi, per crearsi strumenti, servizi e applicazioni personalizzate. Un pezzo importante della New Space Economy che mancava.


Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti