innovazione ai piedi

I segreti di Atmos, la prima e più originale boutique di sneakers a Tokyo

Atmos è stata inaugurata nel 2000 dall’imprenditore Hommyo Hidefumi, che ha creato un centro di eccellenza e innovazione che ha ispirato anche big come Nike e Adidas

di Giulia Crivelli


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2' di lettura

Chissà se Hommyo Hidefumi, proprietario della più famosa catena di negozi di sneakers e streetwear di Tokyo, nel 2000 scelse il nome della sua prima boutique, Atmos, pensando al significato greco della parola: “vapore”, ma anche aria o addirittura vento. Conoscendo la meticolosità dei giapponesi, quasi certamente la risposta è sì. Forse non sapeva invece che JaegerLeCoultre, una delle maison svizzere di alta orologeria più antiche e prestigiose, nel 1928 aveva chiamato Atmos la sua pendola dal moto perpetuo, poi rivisitata, in anni recenti, dal designer Mark Newson. Un nome evocativo, Atmos, che oggi sembra perfettamente attuale: il vento delle sneakers è una sorta di tendenza perpetua della moda che oggi, a Tokyo e non solo, soffia più forte che mai.

Come conferma Hommyo Hidefumi, recentemente celebrato dal programma di punta della Cnn dedicato ai viaggi nelle grandi città. L'imprenditore ha spiegato al giornalista Coy Wire alcuni dei suoi segreti e il più importante lo rende un pioniere assoluto e viene da chiedersi come siano potuti passare tanti anni prima che altri negozi in giro per il mondo copiassero la sua semplice idea: collaborare con grandi marchi dello sportswear e streetwear alla creazioni di modelli esclusivi, da vendere solo nei negozi Atmos, senza necessariamente pensare a un target unico, quello dei teenager che dagli anni 2000 hanno riscoperto la cultura dello skateboard oppure – visto che in Giappone esistono ottime località sciistiche – hanno abbracciato quella dello snowboard.

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Per gli adulti, le sneakers sono spesso la comodità ritrovata; per ragazze e ragazzi le sneakers, l'abbigliamento che si ispira al mondo della musica rap, degli street artist e, appunto, dello skate, dello snowboard e del surf (altro sport facilmente praticabile intorno a Tokyo) sono un modo di essere e di far parte di una grande e variegata tribù. Negli anni Hommyo Hidefumi ha portato un'enorme quantità di idee ad aziende come Nike e Adidas, mettendole in contatto con artisti di strada, autori di fumetti, celeb giapponesi, musicisti e – da quando usiamo questo termine – influencer.

I prezzi variano da alcune centinaia di euro a migliaia e nei negozi si trovano sia sneakers nuove, quasi sempre in edizione limitata, sia pezzi rari, di quelli che online possono raggiungere prezzi altissimi. Ogni sneakershead (termine americano per indicare chi è fissato con le sneakers) di Tokyo va regolarmente da Atmos, segue Hommyo Hidefumi su Instagram e cerca i contenuti che vengono aggiornati sul sito ufficiale. A caccia di prodotti esclusivi, certo, ma anche – forse soprattutto – per sentirsi parte di una comunità.

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