il prossimo È Il palazzo di LLoyds

I simboli di Londra in mano ai cinesi. Dal «Walkie Talkie» al «Cheesegrater»

di Redazione Online

(Afp)

2' di lettura

Londra vede la finanza traslocare altrove, a Parigi e Francoforte soprattutto, per colpa della Brexit o meglio dell’incertezza che porta con sé, non ascolterà per quattro anni i rintocchi del Big Ben causa lavori, ma si può consolare pensando che tutto sommato ha ancora un ricco spasimante che la corteggia. Ironia della Storia, il crescente interesse e l’immenso flusso di denaro arrivano dall’ex colonia del Regno, le ricche società di Hong Kong sono per ora le vere protagoniste di questa caccia al grattacielo a due passi dalla Regina.

Anthony Duggan, capo del capital markets research alla Knight Frank, sostiene che per ora i compratori più attivi provengono da Hong Kong ma si aspetta grandi manovre pianificate direttamente dalla Cina. Il mercato immobiliare della City rimane così vivo nonostante i lugubri presagi di Brexit e la crescente sfiducia delle aziende britanniche nell’economia UK.

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Nei primi sei mesi di quest’anno da Cina e Hong Kong sono arrivati 4 miliardi di sterline nel real estate londinese, stima la società di consulenza immobiliare CBRE. Un aumento consisente che supera di gran lunga i 2,69 miliardi di sterline spesi in tutto il 2016.

Decisivi la sterlina debole e in prospettiva un futuro da Hong Kong - sempre che i negoziati con la Ue si concludano come previsto nel 2019 - i ricchi di Hong Kong sono in piena campagna acquisti. Sono anche cavallo di Troia di investitori cinesi che non possono esporsi direttamente causa le strette decise dal governo di Pechino contro «gli irrazionali investimenti all’estero».

Financial Times scrive che il prossimo prestigioso palazzo in vendita potrebbe essere quello di Lloyds Banking Group: la banca potrebbe vendere il suo quartier generale in 25 Gresham Street in cambio di un accordo che prevede un lungo affitto, quindi di fatto non sposterà i suoi uffici, cederà solo la proprietà.

La sede di Loyds Banking Group (Simon Dawson/Bloomberg)

Per ora i vertici della banca non confermano ma dalla vendita potrebbero incassare fra i 140 e i 150 milioni di sterline. L’affare è vantaggioso anche per i cinesi che trovano Londra più conveniente rispetto alla stessa Hong Kong o a Francoforte o Monaco.

La Cina è già in città. A luglio ha comprato il «Walkie Talkie», grattacielo di 34 piani nel cuore della City, venduto quest’anno per 1,28 miliardi di sterline alla gruppo Lee Kum Kee di Hong Kong, un record per un palazzo commerciale in Gran Bretagna.

Il grattacielo Walkie Talkie (Afp)

Allo stesso prezzo sempre quest’anno è stato venduto ai cinesi un altro simbolo di Londra, il Cheesegrater, la «grattugia», al 122 Leadenhall Building, inaugurato nel 2014.

Il grattacielo Cheese grater (Matthew Lloyd/Bloomberg)

A due passi da Bank od England c’è un altro palazzo rimesso completamente a nuovo perché parte di un progetto urbanistico che ha ridisegnato l’intera zona negli ultimi anni, è al numero 20 di Gresham Street.

Il 20 di Gresham Street

A maggio è stato venduto per più di 300 milioni di sterline alla China Resources Land, gruppo statale che in questo caso ha comprato assieme agli americani di Northstar Realty Europe.

(An. Man.)

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