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I sindacati: per l’alimentare serve un contratto unico

La trattativa che riguarda 400mila addetti, al momento, prosegue su tanti tavoli diversificati, quasi uno con ogni associazione del settore

di Cristina Casadei

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(industrieblick - stock.adobe.com)

La trattativa che riguarda 400mila addetti, al momento, prosegue su tanti tavoli diversificati, quasi uno con ogni associazione del settore


1' di lettura


Il negoziato per il rinnovo del contratto dei 400mila addetti dell’alimentare, per il momento prosegue su tanti tavoli diversificati, quasi uno con ogni associazione di settore. I sindacati però ribadiscono che serve un contratto unico per tutto il settore, come è sempre stato.

La scorsa settimana Fai Cis, Flai Cgil e Uila hanno proseguito i lavori con UnionFood, Ancit e Assobirra , le tre associazioni con cui avevano siglato l’accordo ponte per il rinnovo di un anno della parte economica, oltre ad alcune questioni normative. Accordo poi accolto da tutte e nove le associazioni che fanno parte di Federalimentare. Gli incontri sono proseguiti anche con Assocarni e con UnaItalia che è tornata al tavolo sindacale dopo essere uscita dalla federazione.

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L’agenda prevede già una serie di incontri per il 16, il 17, il 18 e il 23 giugno . mentre i sindacati hanno proposto a tutte le associazioni del settore alimentare che lo avevano richiesto di riprendere il negoziato domani e dopo. L’obiettivo dei sindacati è di arrivare alla definizione di un contratto unico nazionale che tenga però conto delle specificità dei singoli settori, come è emerso anche negli accordi ponte via via siglati nelle scorse settimane dove ogni comparto ha aggiunto qualcosa relativo alle proprie specificità.

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