EX ILVA

I sindacati rompono le relazioni con ArcelorMittal: «Unici interlocutori ministeri e commissari»

Fim, Fiom e Uilm hanno evidenziato che gli unici interlocutori sono adesso i ministeri competenti, la gestione commissariale e gli enti ispettivi, e la Procura

di Redazione Economia

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Fim, Fiom e Uilm hanno evidenziato che gli unici interlocutori sono adesso i ministeri competenti, la gestione commissariale e gli enti ispettivi, e la Procura


2' di lettura

Stop alle relazioni industriali con ArcelorMittal; richiesta di intervento al Comune di Taranto, alla Regione Puglia e ai parlamentari ionici; segnalazione all'Inps delle procedure di utilizzo della Cigo con causale Covid-19 da parte dell'azienda, da cui ritengono siano «emerse irregolarità». Sono i 3 punti del verbale del nuovo consiglio di fabbrica di Fim, Fiom e Uilm, che si è svolto il 10 giugno a Taranto. I sindacati hanno evidenziato che gli «unici interlocutori» sono adesso «i ministeri competenti, la gestione commissariale e gli enti ispettivi, e la Procura».

L’incontro del 10 giugno

Il consiglio di fabbrica dei rappresentanti sindacali di ArcelorMittal e appalti Fim, Fiom e Uilm si è riunito a 2 giorni dal precedente «per affrontare nel merito quanto emerso» il 9 giugno «dalla video conferenza con i ministri Patuanelli, Gualteri e Catalfo che, di fatto - per i sindacati - non ha prodotto nessuna novità importante per i lavoratori».
I sindacati lamentano poi i «continui rinvii da parte del Governo che non affronta - spiegano - i nodi cruciali della stessa vertenza che riguarda il futuro di migliaia di lavoratori e di un territorio stanco di attendere il rilancio dello stabilimento sia dal punto di vista ambientale che produttivo». In assenza «di risposte certe nei prossimi giorni - annunciano Fim, Fiom e Uilm - le scriventi organizzazioni si autoconvocheranno, insieme ai lavoratori, presso le sedi istituzionali».

Il sottosegretario al Mise

«In merito all’Ilva - ha spiegato Alessandra Todde, sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo Economico, M5S, intervistata a Radio anch'io su Radio Uno - la situazione è molto complessa. Tutto il siderurgico in Italia ha un grosso problema. Ci sono dei temi di competizione e temi ambientali che vanno risolti. Noi dobbiamo rifondare il siderurgico. Sono crisi stratificate da anni. Non ci sono bacchette magiche, io sono un ingegnere, le soluzioni vanno trovate passo dopo passo, mattone dopo mattone. Bisogna avere un piano strategico relativo al siderurgico in Italia. Lo Stato deve entrare perché è una filiera da salvaguardare e insieme alla filiera c'è un indotto. Dobbiamo trovare partner seri. Il piano di ArcelorMittal è inaccettabile».

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