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I Talebani in Afghanistan sostengono i traffici di oppio ed eroina

I fondamentalisti islamici hanno tessuto nel tempo una rete di contrabbando che vende oppio ed eroina afgana in tutto il Medio Oriente, Asia ed Europa e usa i proventi del narcotraffico per acquistare armi ed esplosivi. La nona puntata del podcast “NarcCovid” porta alla luce la forza di questa rete criminale

di Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi

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2' di lettura

L'85% dell'oppio prodotto nel mondo proviene dall'Afghanistan che – di fatto – è un Narco-Stato. Molti analisti si spingono a dire che – dopo il pieno potere assunto dai Talebani – è un Narco-Stato anche di diritto.

Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga, nel 2021 il raccolto di oppio in Afghanistan è stato di 6.800 tonnellate: l'8% in più rispetto al 2020. Tradotto in altri termini, vuol dire che gli oppiacei afgani forniscono otto consumatori su dieci in tutto il mondo, inondato da circa 320 tonnellate di eroina pura trafficata dal Paese che – circa un anno fa – ha visto il ritiro dei militari statunitensi e dei loro alleati occidentali.

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Questo è quanto racconta la nona puntata di “NarCovid – Fiumi di denaro per i re della droga ai tempi della pandemia”, da oggi disponibile solo su Apple Podcast. Anche questa puntata è ricca di fatti, storie, ricostruzioni e voci originali che, in questo articolo, si accennano solo.

Il rapporto dell'Onu stima che nel 2021 il fatturato derivante dagli oppiacei afgani oscillasse tra 1,8 e 2,7 miliardi – appena 43 milioni di dollari derivanti dal mercato domestico afgano – ma profitti molto più elevati sono stati realizzati nelle catene di approvvigionamento della droga fuori dal Paese. Alla fine della catena, il pallottoliere segna una cifra certamente non inferiore a 40 miliardi di dollari.

L’aumento dell’incertezza politica in Afghanistan sta facendo salire i prezzi dell’oppio, che sono quasi raddoppiati in appena tre mesi, da maggio ad agosto 2021, quando i Talebani sono tornati al potere. Il media Der Spiegel, a gennaio 2022, ha rivelato che dal 1° settembre 2021 al 31 dicembre 2021, il traffico di eroina è aumentato del 70%, a testimonianza dell'impatto negativo che ha avuto il ritorno al potere del gruppo fondamentalista in Afghanistan.

I prezzi più alti possono incentivare i contadini che seminano il papavero da oppio a coltivare di più, aumentando il raccolto dell'anno in corso. Le cattive notizie non vengono mai da sole. Accanto all’aumento della produzione di oppio ed eroina, in Afghanistan cresce anche quello delle metanfetamine. L’alta domanda, unita a un mercato globale saturo di oppiacei, potrebbe spingere ancor di più la produzione di metanfetamina e altre droghe sintetiche.

Un rapporto delle Nazioni Unite del giugno 2021 mette nero su bianco che la produzione e il traffico di droga «restano la più grande fonte di reddito dei Talebani». Una vera manna – come ascolteremo – per i signori della droga afghani coperti dal manto del potere talebano. Ma questo è solo un assaggio di quel che potrete approfondire nella nuova puntata di Narcovid. Buon ascolto su Apple Podcast.

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