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I tappi di Guala tornano in Borsa: pronta un’acquisizione entro l’anno

di Carlo Festa


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2' di lettura

Guala Closures Group, multinazionale piemontese leader a livello internazionale nella produzione di chiusure per superalcolici e vino, torna a Piazza Affari e mette subito in cantiere un’acquisizione: «Anche da quotati - spiega il presidente e azionista di Guala, Marco Giovannini - continueremo a seguire una strategia di acquisizioni mirate che accelerino la nostra crescita. Ne stiamo valutando già alcune». La società ha fatto il suo debutto ieri sul segmento Star di Piazza Affari in seguito alla business combination con la Spac Space4, il veicolo lanciato da Roberto Italia, Edoardo Subert e Carlo Pagliani. Il titolo ha chiuso con un rialzo del 1,34 per cento.

Guala era già stata quotata tra il 2005 e il 2008, prima di essere delistata dai fondi di private equity aPriori Capital Partners e dai fondi di Intesa Sanpaolo (poi trasferiti all’investitore americano Nb Renaissance).

La nuova acquisizione potrebbe essere annunciata entro fine anno: «Potremmo guardare sia operazioni su società attive in settori di nicchia sia ad acquisizioni più importanti» continua Giovannini. Con il contributo delle acquisizioni, l’obiettivo dovrebbe essere di accelerare la prospettiva di raddoppiare le dimensioni.

Già oggi Guala Closures Group opera in 5 continenti con 27 insediamenti produttivi e una struttura commerciale presente in oltre 100 Paesi.

«Guala - dice Giovannini - è un simbolo del Made in Italy. Fa più di 14,5 miliardi di chiusure per tutti i maggiori gruppi del beverage. Abbiamo divisioni nel settore degli spirit, del vino e dell’acqua minerale, ma anche la divisione “decorative” dedicata ai tappi super-lusso. Siamo già leader in quasi tutte queste aree di mercato e i nostri concorrenti sono circa 4-5 volte più piccoli rispetto a noi. La società ha fatturato nel 2017 circa 535 milioni di euro con un Mol sui 120 milioni (attorno al 20 per cento) e un indebitamento atteso a fine 2018 pari a circa 400 milioni. Dopo la business combination con Space la leva finanziaria del gruppo è circa 3 volte il margine operativo lordo». La società ha dunque ancora una buona capacità di indebitamento: al termine di un’eventuale acquisizione la leva potrebbe arrivare a un multiplo di circa 4 volte.

Guala, dopo la quotazione e la business combination con Space 4, ha una compagine abbastanza frammentata: circa il 18-19% fa capo ai manager (fra cui lo stesso Giovannini), il 9% è del fondo Peninsula, mentre i vecchi azionisti, aPriori Capital Partners e NB Renaissance, hanno circa il 4-5%. Tra i soci ci sono anche Quaestio e Space 4. Il 65% circa è invece sul mercato. È stata l’operazione più grande mai fatta da una Spac in Europa continentale con un enterprise value di circa 1,1 miliardi.

«La società - dice Giovannini - è dunque potenzialmente scalabile». Gli attuali soci, dai vecchi azionisti ai nuovi soci finanziari, hanno lock-up compresi tra 6 e 18 mesi a seconda dei casi. Intermonte ha agito come sponsor e Equita è stato lo specialista.

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