ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùTendenze d’autunno

I tempi spingono il ritorno all’essenziale, adattabile a ogni complessità

I più interessanti designer emergenti propongono abiti a cui affezionarsi, da portare a lungo, da non gettare dopo pochi mesi perché subito obsoleti

di Angelo Flaccavento

4' di lettura

I buoni propositi espressi con fervore ed entusiasmo nei momenti più bui sono stati prontamente disattesi: lo zelo ecologista s’è per lo più fermato al greenwashing; la politicizzazione del vestire ha creato solo una politica di vendita e di base siamo punto e a capo, dove avevamo lasciato, con l’ansia di compensare ammanchi e scarsi introiti.

La moda torna reale

Eppure un effetto positivo gli ultimi due anni di crisi permanente lo hanno avuto. Hanno portato alla ribalta una urgenza di verità e tangibilità forti e condivise. Non è un caso che i nuovi social abbiamo nomi come Be Real e Vero, e che puntino su una espressione senza filtri facendo a meno del terribile algoritmo che tutto mistifica. Nella moda l’uscita dal furore bidimensionale delle immagini come sola forma di consumo significa essenzialmente il ritorno della centralità del corpo, della fisicità, intesa non ultimo come emozione del vestire plasmandosi gli abiti addosso.

Loading...

La notazione potrebbe apparire banale, oppure ovvia: senza il corpo il vestito è uno straccio, ed è dal corpo che tutto parte. Eppure, di recente, molta moda, immaginata come esercizio di pura visibilità assai teatrale per poi vendere sneaker e tute - in questo senso il metaverso non è che logica conseguenza di una galoppante virtualizzazione - ha avuto la stessa plasticità e corporeità di un layer applicato su Photoshop o Autocad, gli strumenti della progettazione cibernetica che hanno sostituito, nell’industrializzazione e serializzazione estreme, il disegno e il lavoro a manichino.

Oggi invece si torna a drappeggiare, panneggiare, plasmare in 3D. Nello stesso tempo, si torna a semplificare, perché l’altra urgenza emersa a seguito dello shock collettivo, misto di responsabilità vera e ricerca di rassicurazione, è quella di avere abiti cui affezionarsi, da portare a lungo, da non gettare dopo pochi mesi perché subito obsoleti. In questo senso, nulla è più perdurante della semplificazione, perché ciò che è puro ed essenziale supera agilmente il test del tempo.

Un nuovo minimalismo

La moda, allora si fa rattile, gestuale, corporea nel senso più spiccatamente materico del termine; si fa elementare, cruda, sensuale. Nel moltiplicarsi sempre più particellare delle tendenze, avanza quindi una idea di minimalismo primordiale, promosso in Italia come all’estero in primis dallo stuolo dei nuovi autori, affascinati da tutto ciò che prevede l’uso delle mani. Un minimalismo per nulla punitivo o monastico, al contrario pieno di sfumature, espresse tutte nelle riduzione cruda della lingua.

Andrea Adamo glorifica il corpo tenendo bene a mente la lezione di Azzedine Alaïa: i suoi abiti a tubo, molto stretch e molto succinti, sono cosí elastici e plastici da prevedere ogni tipo di fisicità, perché nel post Me too non esiste un solo modello di seduzione e il bodyconscious è nozione che include.

Antonio Tarantini unisce la sapienza del drappeggio, esperita in una carriera notevole al fianco di maestri quali John Galliano e Donatella Versace, ad una sensibilità metropolitana e scabra: il risultato di questo incontro/scontro è ATXV, misto di seduzione languida e asciuttezza nouveau réalisme rivolto ad un pubblico fluido dalle vedute aperte. L’immediatezza senza fronzoli è il carattere che rende vincente il progetto.

Minimalismo, seduzione e androginia compiaciuta si incontrano nell’immaginario di Ludovic de Saint Sernin, star in ascesa della me generation parigina: designer che hanno fatto della promozione di sé il viatico del proprio successo. Non a caso Ludovic si dichiara musa di se stesso, sfila nei propri show ed è l’incarnazione perfetta di un purismo godereccio, ambiguo, intrigante.

Linee scultoree e vitalità

Non di solo sexy vive il neo minimal però, ma anche di linee scultoree e gusto architettonico. Si aprono in plissé, nodi e movimenti tridimensionali le creazioni essenziali ed elegantissime di Gabriele Colangelo, giovane ma già veterano e ingiustamente poco considerato sulla scena milanese. Daniele Calcaterra lavora di volumi aumentati e tessuti corposi, lasciando vibrare lo spazio che si crea tra corpo e vestito e tra il vestito e l’ambiente, con le frange che sottolineano il movimento. Veronica Leoni è un’altra autrice dal piglio sicuro, ma defilata. Quira, il suo progetto, nasce da una idea di militanza estetica che coniuga il puro e l’inaspettato. Tagli decisi, superfici che si animano di scampoli, lunghezze sfalsate e una certa giocosità volumetrica definisco una lingua fortemente personale.

The Row, il marchio fondato a New York dalle gemelle Ashley e Mary-Kate Olsen, ultima espressione in ordine di tempo di quel lussuoso pauperismo wasp che negli anni d’oro ha avuto in Zoran un paladino ineguagliabile, non è certo una sorpresa. Il trasferimento del design studio a Parigi infonde però nuova energia. Si gioca sulle estremizzazione di volumi e lunghezze - troppo largo o troppo stretto, troppo corto ma sempre con i colletti enormi e le maniche che toccano terra - e su una idea di ben vestire vagamente punitivo da suora della moda. Oppure, è primitivismo bello e buono.

Da Acne Studios i look sono abrasi, sbrindellati, rammendati, ma il risultato, invece che post-atomico, è sensualmente vitale, mentre Christa Bösch e Cosima Gadient, in arte Ottolinger, sperimentano con forme bulbose e stratificazioni multiple, suggerendo che il ritorno nelle caverne è prospetto più che plausibile, nella presente temperie. Insomma, siamo di nuovo a clave e graffiti. La pelle d’orso, però, lascia spazio al cashmere double.

Riproduzione riservata ©

Consigli24: idee per lo shopping

Scopri tutte le offerte

Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso uno dei link, Il Sole 24 Ore riceve una commissione ma per l’utente non c’è alcuna variazione del prezzo finale e tutti i link all’acquisto sono accuratamente vagliati e rimandano a piattaforme sicure di acquisto online

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti