manovra 2021

I tempi stretti per la sessione di bilancio e il rischio dell'esercizio provvisorio

Si prospetta un esame super-veloce da parte del Parlamento, con conseguente compressione dei tempi di discussione e per l'approvazione di emendamenti e proposte correttive, che di fatto quest'anno si concentreranno unicamente alla Camera

di Dino Pesole

Manovra da 38 miliardi e Decreto ristori ter per le aree rosse

Si prospetta un esame super-veloce da parte del Parlamento, con conseguente compressione dei tempi di discussione e per l'approvazione di emendamenti e proposte correttive, che di fatto quest'anno si concentreranno unicamente alla Camera


4' di lettura

Per la manovra del 2021 si prospetta un esame super-veloce da parte del Parlamento, con conseguente compressione dei tempi di discussione e per l'approvazione di emendamenti e proposte correttive, che di fatto quest'anno si concentreranno unicamente alla Camera, chiamata ad esaminare la legge di Bilancio in prima lettura. Al Senato verrà riservata una sorta di esame “a scatola chiusa” del ddl Bilancio, data l'esiguità dei tempi a disposizione. Scelta obbligata per evitare il rischio che non si riesca ad approvare la manovra entro il 31 dicembre, con conseguente ricorso all'esercizio provvisorio.

Dal ddl “salvo intese” al nuovo testo

Il 18 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di Bilancio con la rituale formula del “salvo intese”. Da allora sono trascorsi diversi giorni e a causa dei nuovi interventi di urgenza disposti dal Governo per far fronte alla nuova impennata dei contagi (i due decreti “ristori” ora accorpati in un unico provvedimento) di fatto il testo originario è stato posto in stand by. Su esplicita sollecitazione del Quirinale, si è resa così necessaria una nuova deliberazione da parte del Consiglio dei ministri che il 16 novembre (dunque a poco meno di un mese dal primo via libera) ha aggiornato il testo del ddl Bilancio, che ora risulta composto da 229 articoli, divisi in 20 capitoli a loro volta raggruppati in due parti. La manovra vale in totale attorno ai 38 miliardi. L'iter di approvazione vedrà come di consueto impegnata la Commissione Bilancio nella fase di esame preliminare del testo, con discussione e approvazione dei relativi emendamenti. Tutto fa ritenere che questo passaggio rivestirà un'importanza ancor più rilevante rispetto alla normale prassi, con un confronto serrato tra maggioranza e opposizione alla ricerca di possibili proposte correttive per quanto possibile condivise. Il testo che verrà licenziato dalla commissione approderà all'esame dell'aula e stando a quel che va prospettandosi si arriverà sostanzialmente al via libera a ridosso delle festività natalizie.

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Al Senato una manciata di giorni

Al Senato, a quel punto, resterebbe a disposizione solo una manciata di giorni per varare il testo in via definitiva. Eventuali, ulteriori modifiche apportate al testo trasmesso dalla Camera imporrebbero una terza lettura (se pur limitata alle sole correzioni introdotte da Palazzo Madama), con il rischio concreto che la legge di Bilancio non venga approvata entro il termine ultimo del 31 dicembre, e che quindi si renda necessario il ricorso all'esercizio provvisorio. L'ultimo caso in ordine di tempo di ricorso all'esercizio provvisorio risale alla fine degli anni Ottanta. Un'eventualità da scongiurare, dunque. Per questo, pare molto probabile che quest'anno, complice l'emergenza innescata dalla pandemia, la sessione di bilancio si concentri di fatto solo in prima lettura, con il Senato che sarà chiamato a un rapido esame e approvazione senza modifiche del testo che verrà trasmesso dalla Camera.

Il “doppio binario”

Quello che va prospettandosi è dunque una sorta di doppio binario: i due “decreti ristori” (con l'aggiunta del terzo in arrivo) al Senato, la legge di Bilancio alla Camera. Vi sono pochi precedenti per una soluzione di questo tipo, che tecnicamente pare fattibile ma che richiede per essere pienamente realizzata di poter contare su una convergenza il più possibile ampia tra maggioranza e opposizione, sia sugli obiettivi dell'intera manovra che sui contenuti dei diversi provvedimenti all'esame del Parlamento. La richiesta di un nuovo scostamento di bilancio pari a circa 20 miliardi che il Governo di accinge a chiedere al Parlamento dovrà essere votata a maggioranza assoluta, e i saldi di finanza pubblica contenuti nella legge di Bilancio dovranno essere aggiornati non solo alla luce delle modifiche che verranno introdotte dalla Camera, ma anche per effetto del nuovo scostamento di bilancio e degli emendamenti in arrivo ai decreti ristori. Uno slalom a dir poco impegnativo, dunque, tra stringenti vincoli temporali, nuove misure d'urgenza in arrivo e saldi di finanza pubblica da aggiornare.

Le possibili “convergenze”

Dall'opposizione, i segnali in direzione di possibili convergenze sul complesso della manovra all'esame delle Camere sono giunti soprattutto da Forza Italia. Silvio Berlusconi ha subito precisato che si tratta di una disponibilità che non prelude a coinvolgimenti diretti della sua formazione politica nella maggioranza di governo, quanto un atteggiamento di “responsabilità” ampiamente motivato dall'intensità della crisi innescata dalla pandemia. Peraltro, già in occasione delle precedenti richieste di scostamento di bilancio avanzate dal Governo, l'opposizione ha scelto la via dell'astensione, offrendo dunque in tal modo un sostegno, sia pure indiretto, all'azione messa in campo dall'esecutivo, pur contestata apertamente soprattutto da Fratelli d'Italia e Lega per quel che riguarda la gestione della pandemia. Di certo, perché questa forma di “condivisione” possa manifestarsi, occorrerà che si individui quanto meno un pacchetto di emendamenti da esaminare e votare con un ampio consenso parlamentare. Strada per la verità impervia, stante l'attuale, persistente tasso di conflittualità tra maggioranza e opposizione. I segnali che da giorni giungono dal Quirinale perché in questa fase di emergenza prevalga un senso di responsabilità condiviso potrebbero infrangersi, se alle aperture che giungono almeno da una parte dell'opposizione non seguiranno i fatti, ferma restando la distinzione dei rispettivi ruoli, fondamentale per il pieno esercizio della rappresentanza e delle prerogative assegnate ai diversi gruppi parlamentari.

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