America oggi

Assalto al Congresso, Facebook blocca Trump fino a fine mandato. Biden: è stato lui a incitare l’attacco

Il Congresso effettua la proclamazione con 306 voti. Dopo l’assedio di Capitol Hill 52 persone arrestate. Lascia il viceconsigliere per la sicurezza

a cura di Alberto Magnani e Marco Valsania

Usa, fan di Trump fanno irruzione dentro Capitol Hill

7' di lettura

L’ultimo, grande ripudio politico dell’era Trump è arrivato dalle elezioni per i due seggi al Senato della Georgia, dove si è profilata una vittoria democratica. Ma l’escalation della tensione istigata dal presidente uscente è degenerata, con scene senza precedenti nella storia contemporanea della capitale americana: manifestanti pro-Trump hanno fatto scattare il 6 gennaio un vero e proprio assalto al Congresso, a Washington, occupando le scalinate alle porte del Parlamento e riuscendo poi a fare irruzione all’interno, nell’aula del Senato e della Camera.

La Speaker della Camera, Nancy Pelosi, si unisce al leader dei democratici in Senato Chuck Schumer nel chiedere la rimozione di Trump invocando il 25/o emendamento. Nel caso non avvenisse Pelosi non esclude che i democratici possano portare avanti un nuovo impeachment. Ore prima Schumer aveva invocato il 25esimo emendamento e rimuovere «immediatamente» Donald Trump. La condanna più dura arriva, comunque, dal presidente eletto degli Usa, Joe Biden: Trump ha «incitato l’assalto» al Congresso, dimostrandosi «non al di sopra della legge». Quanto accaduto al Campidoglio, ha aggiunto, è «il risultato dell'attacco di Trump alla democrazia». Biden ha criticato anche «l’inaccettabile» disparità nel trattamento ricevuto dai manifestanti di Black Lives Matter e i fan di Trump, definendo «terroristi domestici» i manifestanti all’attacco del Congresso. Facebook ha deciso di sospendere l’account di Trump fino al termine del mandato, confermando il blocco deciso il 6 gennaio.

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La proclamazione di Biden al Congresso (Reuters)

Il Congresso proclama Biden presidente con 306 voti

Il Congresso intanto ha proclamato Joe Biden e Kamala Harris presidente e vicepresidente degli Stati Uniti al termine della seduta a camere riunite per certificare i voti del collegio elettorale, vinto dal ticket dem con 306 voti contro i 232 di quello repubblicano. Il parlamento ha respinto alcune contestazione avanzate da esponenti repubblicani dopo che la seduta era stata interrotta per l’assalto dei manifestanti pro Trump a Capitol Hill. Biden e Harris giureranno il 20 gennaio.

Trump nell’ultimo video postato su Twitter

Trump: «È la fine del più grande mandato presidenziale della storia»

Arriva la reazione del presidente uscente: «È la fine del più grande mandato presidenziale della storia, ma è solo l'inizio della nostra lotta per fare l’America di nuovo grande», afferma Trump in una dichiarazione diffusa dalla Casa Bianca. «Ho sempre detto che continueremo la nostra lotta per assicurare che solo i voti legali contino», aggiunge The Donald. «Anche se sono totalmente in disaccordo con il risultato delle elezioni ci sarà una transizione ordinata verso il 20 gennaio», giorno del giuramento e dell’insediamento di Biden, prosegue la nota.

La rivolta di Washington (Reuters)

Quattro morti e 52 arresti

Pesanti i numeri che si registrano a fine giornata: quattro morti, tra cui una veterana dell’aeronautica, e 52 persone arrestate di cui 26 al Congresso. Dovranno rispondere di violazione del coprifuoco. La vittima militare si chiama Ashli Babbit ed è stata colpita da un agente in uniforme della polizia del Campidoglio con la sua arma di servizio. Capitol Hill era in sessione a camere congiunte per certificare l’elezione alla Casa Bianca del democratico Joe Biden che ha battuto Trump ed è stata costretta a sospendere i lavori. Nel clima di enorme caos, è scattata l’evacuazione del Parlamento a Washington. La polizia ha inoltre confermato che sono stati rinvenuti ordigni esplosivi davanti al quartier generale sia del Dnc (Democratic National Convention) e sia dell’Rnc (Republican National Convention). Recuperate almeno cinque armi da fuoco. Dopo l’assalto al Congresso da parte dei supporter di Donald Trump secondo cui le elezioni erano truccate, Camera e Senato Usa sono tornati a riunirsi insieme per la proclamazione di Joe Biden. Bocciati tutti i ricorsi.

Il viceconsigliere alla Sicurezza Matt Pottinger (Epa)

Si dimette il consigliere per la Sicurezza di Trump

Intanto si dimette il vice consigliere per la sicurezza nazionale Matt Pottinger. Anche l’ex direttrice delle comunicazioni della Casa Bianca, Stephanie Grisham, attuale portavoce e chief of staff della first lady Melania, si era dimessa in seguito all’assalto.

L’assedio al Campidoglio dei sostenitori di Trump (Epa)

La ripresa dei lavori in Campidoglio

Il ripristino dell’ordine ha richiesto l’intervento della Guardia nazionale, dopo che in un primo momento il Pentagono non ne aveva autorizzato il dispiegamento. Il New York Times ha poi rivelato che l’ordine è partito dal vicepresidente Mike Pence e non da Donald Trump. Il Congresso ha ripreso i lavori intorno alle 2 di notte (ora italiana), come già annunciato dalla speaker della Camera Nancy Pelosi. Quello che si è consumato il 6 gennaio, ha detto Pelosi, è stato un «assalto vergognoso alla nostra democrazia. Ma non ci può fermare dalla nostra responsabilità di certificare l’elezione di Joe Biden». In apertura di seduta, Pence ha condannato l’assalto dei sostenitori trumpiani: «Non avete vinto, - ha detto - la violenza non vince mai». Hanno cercato di «distruggere la nostra democrazia, ma hanno fallito» gli ha fatto eco il leader dei repubblicani in Senato, Mitch McConnell, parlando di «falsa insurrezione», di una «ribellione armata» che non impedirà al Senato di fare il suo lavoro.

L’ultimo video di Trump visto dal Campidoglio (Afp)

Trump bloccato da Twitter e Facebook

Lo stesso Biden aveva parlato di una «minaccia alla democrazia senza precedenti» e di una «insurrezione», chiedendo a Trump di porre fine «all’assedio» che sta tenendo in ostaggio il Congresso. Trump, qualche minuti più tardi, si sarebbe rivolto ai sostenitori con un messaggio diffuso via Twitter: «L’elezione ci è stata rubata, ma dovete andare a casa. Non vogliamo che nessuno resti ferito». Ol contenuto è stato poi segnalato dal social network per il «rischio di incitamento alle violenze». Twitter ha rimosso il contenuto, bloccando il profilo per 12 ore e minacciando una sospensione permanente dell’account in caso di nuove violazioni delle sue regole. Anche Facebook ha successivamente bloccato il profilo dell’ex presidente Usa «per almeno le prossime due settimane fino a quando una pacifica transizione di potere non sarà completata».

Da Pompeo a Bush, la condanna del Gop

Il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha condannato l’assalto: quanto accaduto al Congresso «è inaccettabile - ha scritto - Ho viaggiato molto e ho sempre sostenuto il diritto di manifestare pacificamente». Anche l’ex presidente Usa, G. W. Bush, ha parlato di un una insurrezione «degna di una Repubblica delle banane». La deputata repubblicana Cathy McMorris Rodgers ha rinunciato a contestare la vittoria di Joe Biden nel collegio elettorale dopo l’assalto al Congresso da parte dei sostenitori di Donald Trump. «Quello che è successo e continua a succedere nella capitale della nazione è una vergogna e una cosa anti americana», ha dichiarato

Gli industriali: rimuovetelo dalla Casa Bianca

Anche il business si è scagliato contro Trump. Condanne dell’assalto a Capitol Hill sono giunte dai Ceo di JP Morgan Jamie Dimon, come di Goldman Sachs, David Solomon. L’associazione Business Rountable ha domandato a Trump di «mettere fine al caos» e a «tentativi illegali di ribaltare legittime elezioni». La National Association of Manufacturers si è spinta oltre: ha invocato l'uso del 25esimo Emendamento della Costituzione per rimuovere subito Trump dalla Casa Bianca «per preservare la democrazia». Ha definito gli eventi una «sedizione» e condannato come «complice» chiunque promuova teorie cospirative sulle elezioni. Ha accusato Trump di aver incitato alla violenza.

Bill Clinton e Barack Obama: manifestanti istigati da Trump

«Un assalto senza precedenti al Congresso, alla Costituzione e al Paese», secondo l’ex presidente statunitense Bill Clinton che ha sottolineato come il «fiammifero» sia stato accesso «da Donald Trump e dai suoi più ardenti sostenitori, inclusi molti in Congresso, per capovolgere il risultato delle elezioni che ha perso». Anche Barack Obama, predecessore di Trump alla Casa Bianca, ha accusato Trump di aver «incitato» la violenza che si è poi consumata il 6 gennaio.

Johnson: Trump ha fomentato i disordini

E dalla Gran Bretagna Boris Johnson “condanna” il comportamento di Trump e lo accusa apertamente di aver fomentato i disordini di ieri. Il primo ministro britannico lo ha affermato durante un briefing a Downing Street sull'emergenza Covid, definendo inoltre “completamente sbagliato” il modo in cui il presidente uscente repubblicano ha ripetutamente “sollevato dubbi” sul risultato delle recenti elezioni.

L’intervento della Merkel all’evento della Csu (Epa)

Merkel: deploro l’atteggiamento di Trump

Le immagini arrivate agli Usa «mi hanno riempito di rabbia e tristezza». Lo ha detto Angela Merkel, intervenendo a una manifestazione politica della Csu, per via virtuale. «Deploro che il presidente Trump non abbia riconosciuto le sconfitta alle elezioni da novembre e che non lo abbia fatto neppure ieri», ha aggiunto. «Dubbi sono stati sollevati sull’esito delle elezioni e si è preparata l’atmosfera per gli eventi della notte scorsa».

Usa: Michel, Congresso è tempio democrazia scene scioccanti

«Il Congresso Usa è un tempio della democrazia. Testimoniare le scene di oggi a Washington Dc è uno shock. Confidiamo negli Stati Uniti affinché assicurino un trasferimento pacifico del potere a Joe Biden». Così il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, su Twitter. L’alto rappresentante per la politica estera della Ue, Josep Borrell, ha elogiato le parole di Biden: «Agli occhi del mondo, la democrazia americana questa sera appare sotto assedio. Questo è un attacco inedito alla democrazia Usa, alle sue istituzioni e allo stato di diritto - ha scritto - Questa non è l'America. I risultati delle elezioni del 3 novembre devono essere pienamente rispettati».

Ursula von der Leyen (Epa)

Von der Leyen, credo nella forza della democrazia Usa

«Credo nella forza delle istituzioni e della democrazia Usa. La transizione pacifica del potere è al centro. Joe Biden ha vinto le elezioni. Sono ansiosa di lavorare con lui come prossimo presidente degli Stati Uniti». Così la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ritwittando la frase di Biden: «L’America è molto meglio di quello che stiamo vedendo oggi».

Senato verso il controllo democratico

Doveva essere la giornata dei democratici. In Georgia, con due poltrone al Senato in palio nel grande stato meridionale e tradizionalmente conservatore, il partito di Biden si è imposto nettamente.

Warnock primo senatore afroamericano in Georgia

Il reverendo Raphael Warnock ha fatto storia battendo la repubblicana uscente Kelly Loeffler e diventando il primo senatore afroamericano mai eletto dallo stato. L’altro dem in lizza, il giornalista investigativo Jon Ossoff, ha già dichiarato vittoria contro il senatore repubblicano David Perdue (50,2% contro 49,8% col 2% dei voti da esaminare), benché i grandi network americani non l’abbiano ancora decretata. Un controllo del Congresso darà importante spinta all’agenda di Biden. Può facilitare l’approvazione dei suoi candidati a ministro e di nomine di magistrati progressisti, che richiedono l’approvazione del Senato. Può dar fiato a piani di rilancio dell’economia, con nuovi stimoli e riforme fiscali più eque, una transizione energetica ispirata al Green New Deal, il rafforzamento dell’assistenza sanitaria in risposta alla pandemia. Incoraggiamento può inoltre ricevere il ritorno del multilateralismo su scala internazionale.

L’«onda blu» spinge i mercati

La prospettiva d’un superamento del terremoto politico è stata salutata anche da Wall Street, dove l’S&P 500 in mattinata del 6 gennaio ha guadagnato oltre l’1% e il Dow Jones fino a quasi il 2 per cento. Biden ha da parte sua guardato avanti e parlato di significativa vittoria in Georgia. «Avremo una leadership democratica alla Camera e al Senato», ha detto. «La Georgia offre un chiaro messaggio: occorre agire per combattere le crisi che affrontiamo», per «voltare pagina». Aggiungendo che intende lavorare in modo bipartisan «per raggiungere grandi obiettivi per il Paese» a partire da nuovi soccorsi agli americani.

L’esplosione della protesta

L'azione si è spostata fuori dal Congresso. Trump ha arringato di persona migliaia di dimostranti nella captale sotto le insegne della Marcia per Trump/Salviamo l'America, ribadendo teorie di complotti ai suoi danni. Le proteste hanno portato a intensificate misure di sicurezza e allo schieramento della Guardia Nazionale per scongiurare disordini, con almeno sei arresti per scontri con la polizia e possesso di armi illegali già martedì. Non sono bastate a prevenire il dramma scattato, allungando inquietanti ombre su una giornata di vittorie del partito democratico e sul Paese.

Per approfondire

Trump e lo sfregio sovranista alla democrazia americana

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