Discriminazione di genere

I vantaggi finanziari di nascere maschio iniziano in famiglia

di Elena Beccalli

3' di lettura

Il gender bias riguarda molteplici aspetti della vita economica e sociale. Un’area storicamente rilevante è quella della gestione delle persone nelle organizzazioni, e in particolare i processi di assunzione del personale. In questo ambito la ricerca scientifica ha evidenziato distorsioni di genere per molte occupazioni. Ad esempio, nelle orchestre sinfoniche, la procedura di audizione alla cieca ha favorito l’imparzialità nella selezione e aumentato la proporzione di donne nelle compagini. Numerose analisi suggeriscono altresì che il gender bias influenza la remunerazione (gender pay gap) e i percorsi di carriera (glass ceiling). Sebbene la percentuale di donne in posizioni dirigenziali sia aumentata negli ultimi anni, persiste nel nostro Paese un divario retributivo che si è attestato al 27,3% nel 2018. Da notare, però, che il gender pay gap medio italiano ha mostrato un valore decisamente inferiore rispetto alla media europea, secondo dati Istat 5,5% contro 15,3 per cento.

Anche nella governance societaria, recenti evidenze mostrano forme di discriminazione di genere, sebbene in progressivo miglioramento. Il rapporto annuale sulla presenza delle donne nei consigli di amministrazione delle società dell’indice statunitense Russell 3000 documenta che il 25,6% dei consiglieri di tali società è rappresentato da donne, registrando nel 2021 la crescita annuale più consistente dell’ultimo decennio.

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Nel settore finanziario, dalle società di venture capital ai fondi comuni di investimento, si osservano varie forme di discriminazione legate al genere. Una delle più recenti evidenze sul divario di genere riguarda una delle principali piattaforme cinesi di prestito peer-to-peer: alle prenditrici donne è richiesto un tasso di rendimento più elevato per ottenere una probabilità di finanziamento in linea con quella dei prenditori maschi. Analogamente, in Europa l’accesso al credito bancario appare vedere sfavorite le imprese guidate da donne.

Oltre a influenzare il comportamento in ambito lavorativo, il pregiudizio di genere impatta anche sul comportamento familiare. In particolare, studi di economia comportamentale mostrano che il pregiudizio di genere degli stessi genitori influenza la condizione economica della famiglia. Nelle famiglie svantaggiate, i padri dei figli maschi sostengono di più le loro famiglie rispetto ai padri di figlie femmine. Ancora, i genitori mostrano pregiudizi sistematici nelle scelte di spesa per figli e figlie: le madri favoriscono costantemente le figlie, mentre i padri, che di solito sono i più alti percettori di reddito e i responsabili delle decisioni di investimento delle famiglie, tendono a favorire i figli.

E il genere influenza anche il comportamento delle famiglie in termini di investimenti finanziari. Uno studio recente, cui ho lavorato con Francesca Arnaboldi e Francesca Gioia, esamina le distorsioni negli investimenti delle famiglie guidate dal genere dei neonati. Nello specifico ci si chiede se il genere dei neonati abbia influenzato le modalità di allocazione della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane nel periodo 2006-2016. L’evidenza mostra che quando nasce un figlio, le famiglie riducono la quota di ricchezza detenuta in liquidità. La riallocazione del portafoglio è peraltro legata al genere: quando la neonata è una bambina, la riallocazione favorisce investimenti a più lungo termine, specie verso attività rischiose. Tale effetto di genere del neonato nell’allocazione del portafoglio è guidato dai primogeniti ed emerge soprattutto dopo la crisi del debito sovrano dell’area euro.

Interessante osservare che la nascita di un figlio, indipendentemente dal genere, spinge le famiglie a meglio gestire la propria ricchezza finanziaria, aumentando sia la diversificazione del portafoglio sia il suo rendimento. Mentre però per i figli maschi la riallocazione va verso attività finanziarie più conservative e prudenziali, per le figlie femmine le scelte prediligono attività di natura più rischiosa.

Il tema delle decisioni sull’allocazione della ricchezza della famiglia è particolarmente rilevante poiché le stesse ne influenzano le condizioni economiche. Il fatto che le decisioni siano sistematicamente diverse dopo la nascita di un figlio o di una figlia implica che i bambini di sesso diverso disporranno di risorse diverse per i loro bisogni, dalla cura alla formazione sino ad arrivare alle future scelte professionali. Interventi di policy, in particolare nei sistemi educativi e nei progetti di educazione finanziaria anche rivolti agli adulti, sono pertanto fondamentali per assicurare la capacità delle famiglie di seguire i precetti della teoria finanziaria standard nel momento della nascita di un figlio ed evitare che i pregiudizi vengano ulteriormente accentuati man mano che i figli crescono.

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