solidarietà

I vertici di Tod’s rinunciano ai compensi, confermata la destinazione di parte degli utili a progetti per il territorio

Pomellato e Dodo in aiuto delle donne in difficoltà tra le mura di casa, Tombolini e Marex si riconvertono per le mascherine, su Vestiaire Collective l’asta benefica

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Pomellato e Dodo in aiuto delle donne in difficoltà tra le mura di casa, Tombolini e Marex si riconvertono per le mascherine, su Vestiaire Collective l’asta benefica


6' di lettura

Ognuno fa la sua parte. E ogni giorno arrivano novità sulle decisioni individuali di manager e su quelle di aziende, gruppi, associazioni. Ieri il Consiglio di amministrazione del gruppo Tod’s, considerando il progressivo peggioramento dello scenario globale dell’epidemia da Covid-19, rispetto al 12 marzo, data dell’ultima seduta consiliare, ha ritenuto opportuno modificare la proposta di distribuzione dei dividendi sugli utili 2019 già deliberata in tale data, proponendo di non distribuire nessun dividendo. Confermata la destinazione dell’1% dell’utile netto consolidato ad iniziative di solidarietà;’ l’utile dell’esercizio 2019 sarà, per il resto, interamente destinato a riserva. Il presidente e il vicepresidente del gruppo Tod’s, Diego e Andrea Della Valle, hanno inoltre comunicato al Consiglio la loro decisione di rinunciare ai compensi che erano stati già deliberati in loro favore per l’esercizio 2020.

Le tante facce dell’emergenza: un aiuto alle donne vittime di abusi
In risposta all’allarmante aumento degli abusi domestici emerso durante l’attuale periodo di quarantena obbligatoria, Pomellato lancia una campagna di sensibilizzazione e una raccolta fondi a sostegno delle donne vittime di violenza domestica in collaborazione con DoDo, l’altro brand del gruppo di gioielli. Gli episodi di violenza domestica, un’autentica “crisi nella crisi”, sono in rapido aumento: il lockdown e le misure di autoisolamento, che ormai interessano quasi la metà della popolazione mondiale, costringono molte vittime a una pericolosa convivenza con i maltrattatori. Secondo una Ong con sede a Jingzhou, nella provincia dell’Hubei, epicentro cinese dell’epidemia di Covid-19, il numero di casi di maltrattamento è raddoppiato nel febbraio 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’Italia, che si classifica al 50esimo posto del Global Gender Gap Index redatto dalle Nazioni Unite, è diventata uno dei Paesi sviluppati in cui la situazione è motivo di grande preoccupazione. Il 19% delle donne italiane denuncia di aver subito episodi di violenza fisica o sessuale da parte del partner almeno una volta nella vita; nel 6% dei casi, i maltrattamenti si sono verificati negli ultimi 12 mesi.

Un impegno che viene da lontano
Da 10 anni Pomellato sostiene CADMI, la Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano, che fa parte della rete di centri antiviolenza D.i.RE. Pomellato ha deciso di lanciare una raccolta fondi destinata a entrambe le realtà, dando il via all’iniziativa con un finanziamento di 100.000€ che consentirà di aiutare prontamente le donne vittime di abusi. Pomellato fa appello agli amanti del brand perché prendano parte all’iniziativa al fine di sostenere le vittime di abusi domestici in questo momento di grave difficoltà. «Pomellato è sempre stato un brand dedicato alle donne. L’aumento degli episodi di violenza domestica e sessuale, conseguenza diretta delle misure di isolamento e delle tensioni che ne derivano, è per noi motivo di grande preoccupazione – commenta Sabina Belli, ceo del Gruppo Pomellato. Pomellato agirà sempre con fermezza a sostegno delle donne, e desidera lanciare un messaggio rivolto a coloro che subiscono violenza: sappiate che non siete da sole.»

La riconversione prosegue
Tombolini, storica firma d’abbigliamento formale, ha deciso di convertire e dedicare una parte della produzione per la realizzazione di mascherine protettive e di camici medici mettendo a disposizione il proprio know-how per far fronte a questa situazione di emergenza. L’azienda utilizza tessuti di cotone antigoccia, lavabili e sterilizzabili con acqua bollente, quindi riutilizzabili al 100%. La produzione sarà totalmente made in Italy e verrà effettuata nello stabilimento di Colmurano in provincia di Macerata, che produce abiti e capospalla di altissima qualità.
L’idea nasce in azienda con la collaborazione di LCA Studio Legale di Milano e la produzione, a regime, prevede 8mila mascherine e 2mila camici al giorno.

Scelta simile per la Marex di Correggio, la maison fondata dallo stilista Angelo Marani e ora guidata dalle figlie Giulia e Martina e dalla loro mamma Anita, che fa parte di quel gruppo di aziende reggiane che aiuterà la Nuova Sapi di Casalgrande a produrre le mascherine chirurgiche, così importanti in questo periodo. L’idea nasce dall’azienda Nuova Sapi, Unindustria Reggio Emilia, Confindustria Emilia-Romagna, Sanità Regionale, Comune di Reggio Emilia e Tecnopolo del Biomedicale di Mirandola, che hanno deciso di fare sistema per produrre 150 mila pezzi al giorno. «Ci sembrava il minimo dare il nostro contributo in questa situazione di emergenza – le parole di Giulia Marani – Grazie anche alle nostre donne, che hanno dato la disponibilità a venire a lavorare invece di stare a casa e ci hanno dato una mano ad allestire la linea, abbiamo convertito la nostra confezione sulla nuova catena per creare appunto mascherine». Marex ha dunque messo a disposizione della collettività competenze e macchinari. Per ora cinque dipendenti lavorano nella mini catena per confezionare due tipi di mascherine. Il tessuto, lavabile, idrorepellente e di ambito medicale, viene fornito già sagomato dalla Nuova Sapi. «Ci arrivano già tagliate e progettate dalla Nuova Sapi, noi le confezioniamo. Per ora riusciamo a farne 1.200- 1.500 al giorno, ma contiamo di aumentare la produzione. Probabilmente, ci sarà bisogno di produrne per tutto il mese di aprile e oltre».

Le celeb mobilitate da Vestiaire Collective
Vestiaire Collective, la piattaforma leader nel reselling del second-hand fashion, lancia un’iniziative per raccoglierà fondi per sostenere diverse charities e istituzioni e la ricerca scientifica per combattere il virus.
La charity sale offrirà alcuni pezzi donati dai profili più influenti nel fashion system e non solo, tra cui Kate Moss, Rachel Weisz, Thandie Newton, Anna Della Russo, Clare Waight Keller, Bella Freud, Caroline Issa, Carine Roitfeld, Robert Pires, Margherita Missoni, Charlotte Tilbury, Olivier Giroud, Pernille Teisbaek , Caro Daur e Gala Gordon. Tutti i proventi della vendita, incluso il 100% della commissione di Vestiaire Collective, saranno devoluti ad una serie di organizzazioni benefiche impegnate nella lotta contro il virus Covid-19, tra cui l’Organizzazione mondiale della sanità, la raccolta fondi della Regione Lombardia, la Fondazione degli ospedali di Parigi e La Paz di Madrid.
La vendita di beneficenza verrà lanciata alle 14.00 di oggi, martedì 31 marzo su vestiairecollective.com .

I frutti dell’impegno di Gucci
Sono intanto arrivate all’Ausl IRCCS di Reggio Emilia 200mila mascherine chirurgiche e arriveranno nei prossimi giorni 70 dispositivi medici per rispondere all’emergenza Covid 19. Le forniture di materiale sono giunte dalla Cina tramite Xiaomi Foundation e Xiaomi Technologies e grazie all’appello personale di Marco Bizzarri, presidente e Cceo di Gucci, che ha coinvolto le due realtà cinesi per sostenere il sistema sanitario reggiano.
Oltre alle mascherine, la donazione prevede apparecchiature per il supporto respiratorio ai pazienti più gravi. In particolare, sono attesi: 20 ventilatori polmonari, 20 pompe per siringa per infusione, 20 ossimetri a impulsi, 10 monitor portatili. L’operazione è stata possibile anche grazie all’applicazione della direttiva dell’Agenzia delle Dogane che sin dall’inizio dell’epidemia offre la possibilità di far entrare nel nostro Paese, gratuitamente e da qualsiasi parte del mondo, le merci donate a sostegno dell’assistenza sanitaria Covid-19.

Genny e il progetto con Federica Pellegrini
Ancora diversa la scelta di Sara Cavazza Facchini, direttore creativo del brand Genny, che insieme alla campionessa di nuoto Federica Pellegrini sostengono la raccolta #aiutiAMOVerona, già avviata da vari esponenti della città con la creazione della campagna digitale #INSIEMEperVERONA. L'obiettivo è raccogliere fondi per sostenere gli ospedali veronesi e tutti gli operatori del settore e della provincia in emergenza Covid-19. «Sento forte il dovere di aiutare Verona, la mia città, per tutto quello che mi ha dato in questi anni e che sta dando ora ai cittadini nel combattere questa lotta contro il coronavirus – spiega Sara Cavazza Facchini – . Un ringraziamento speciale a tutti i medici e infermieri che ogni giorno lavorano incessantemente per affrontare questa emergenza». «Verona è la città che mi ha accolto e che ora è diventata la mia casa, il mio tutto – aggiunge Federica Pellegrini –. Devo a lei tanto e per questo motivo è mia intenzione sostenerla in questo momento difficile dandole almeno in parte, quello che lei ha dato a me in questi anni». Le donazioni dirette della campagna #INSIEMEperVERONA possono essere effettuate attraverso i canali social di Sara @gennyofficial e Federica @kikkafede88 e su quelli delle persone che si uniranno per supportare questa importante iniziativa.


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