Anteprime

I vini toscani brindano (dal vivo) ai buoni dati di inizio 2021

In media la ripresa dei primi 4 mesi è stata del 10%, si vuol ripartire dal traguardo storico del miliardo di export del 2019. Ma c’è anche chi soffre ancora, come la Vernaccia

di Silvia Pieraccini

Un momento delle anteprime dei vini toscani

2' di lettura

La Toscana del vino riparte sui mercati con più consapevolezza delle proprie forze, quelle che nel 2019 le hanno fatto raggiungere, per la prima volta, il traguardo di un miliardo di euro di esportazioni (1.004 milioni).

«Abbiamo gli strumenti per resistere anche a una pandemia», è il messaggio che i consorzi dei vini più blasonati, dal Brunello al Nobile, dal Chianti Classico alla Vernaccia, dal Morellino al Chianti fino a quelli “minori” come Carmignano, Orcia, Candia, hanno voluto diffondere durante le tradizionali “Anteprime” dei nuovi vini in commercio, che si sono tenute dal 14 al 21 maggio a Firenze, Montalcino, Montepulciano e San Gimignano, nonostante le restrizioni Covid.

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Da kermesse aperte al trade e (spesso) al pubblico, le Anteprime si sono trasformate in degustazioni per giornalisti (previo tampone Covid) e appuntamenti per illustrare strategie e obiettivi, organizzate dai consorzi di tutela e dalla Regione Toscana. È stato il primo tentativo tornare a incontrarsi, seppur con mascherine e distanziamento, e per brindare all'andamento di mercato e al recupero dei livelli pre-Covid.

Nei primi quattro mesi del 2021, infatti, il trend delle vendite dei vini toscani è tornato positivo, segnando +10% secondo le stime di Avito (l'associazione che riunisce i 22 consorzi toscani di tutela vini Dop e Igp) e invertendo la (contenuta) flessione del 2020 registrata in quantità e in valore (-5,5% le bottiglie e -3,2% l'export secondo dati Istat, sceso a 972 milioni). Una flessione che è stata a macchia di leopardo per aziende e territori: ha colpito chi vendeva nei canali horeca (hotel, ristoranti e catering), messi in ginocchio dalle chiusure Covid, ma ha risparmiato chi è forte nella grande distribuzione, nell'ecommerce e in Paesi meno toccati dal virus, e chi ha prezzi più accessibili.

Basta guardare i dati dei consorzi: la denominazione Chianti nel 2020 ha segnato +1,2% di bottiglie vendute, il Chianti Classico -8%, il Brunello +12%. La ripresa sembra innescata soprattutto nei territori di produzione storica. Durante le Anteprime i consorzi maggiori hanno fatto a gara a diffondere dati positivi, rilevati dalle fascette rilasciate nei primi quattro mesi del 2021: +11% per il vino Chianti (e +9% sullo stesso periodo del 2019); +31% per il Chianti Classico (e +7% sul primo quadrimestre 2019); +38% per il Brunello di Montalcino, spinto dallo sbarco sul mercato della riserva 2015 e dell'annata 2016 di ottima qualità; +45% per il Nobile di Montepulciano, che però l'anno scorso ha avuto una forte flessione.

Ma l'euforia non è generalizzata: da San Gimignano, territorio della Vernaccia, si segnala una situazione di forte sofferenza per il mondo vitivinicolo ereditata dal 2020 e aggravata dalla gelata avvenuta all'inizio di aprile, e si chiedono misure di sostegno nazionali e regionali.

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