industria

I volumi automotive sostengono il business di Skf

di Filomena Greco


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(Afp)

2' di lettura

In lieve crescita il ramo italiano di Skf, la multinazionale svedese specializzata nella produzione di cuscinetti. Il risultato 2016 chiude a 1,037 miliardi, l’1% in più rispetto al 2015, in linea con i risultati dell’intero gruppo. Le performance migliori arrivano dal comparto auto che, insieme all’aerospace, è cresciuto del 3,6% rispetto al 2015, stabile invece il settore Industrial, mentre l’utile operativo è migliorato nell’arco di un anno passando da 72,9 a 83,1 milioni. L’ad Enzo Miglietta ricorda la collaborazione strategica di Skf con il Gruppo Fiat Chrysler sulla piattaforma Giorgio, alla base del rilancio dell’Alfa Romeo.

«Fca ha scelto il cuscinetto mozzo ruota di Skf per la nuova Giulia» ha sottolineato Miglietta ribadendo che la crescita della produzione di auto in Italia ha portato a un aumento dei volumi della componentistica automotive, il business principale del gruppo in Italia, con oltre il 27% dei ricavi.

Nella presentazione dei dati i vertici di Skf hanno ricordato gli importanti investimenti del Gruppo nei poli produttivi di Svezia, Stati Uniti e Germania, accando ad un piano per l’ammodernamento della logistica a partire dai magazzini centrali. Uno di questi si trova ad Airasca, sito che nei prossimi mesi beneficierà di un investimento da 7 milioni a favore dell’automatizzazione.

Per quanto riguarda l’Italia, a novembre scorso è stata inaugurata una nuova ala dello stabilimento di Villar Perosa, in Piemonte, con un investimento che ha rafforzato le lavorazioni concentrate nel comparto delle applicazioni aeronautive. A questo si affiancano gli investimenti - 15 milioni di euro negli ultimi quattro anni - per il miglioramento tecnologico a Pianezza e la linea di risorse riservate all’aumento della capacità produttiva ad Airasca.

L’andamento dell’anno, infine, per l’intero Gruppo, ha registrato un’accelerazione nell’ultimo trimestre con un graduale rafforzamento della domanda, registrato nonostante una diminuzione degli anticipi di acquisto. Ha pesato dunque la domanda reale vendite cresciute di oltre 3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2015. «Questo fa ben sperare - sottolinea Miglietta - nel fatto che si stia entrando in una nuova fase espansiva che potrebbe durare cinque-sei trimestri». Con oltre 3.500 dipendenti in 11 stabilimenti Skf è tra i principali gruppi dell’automotive in Italia.

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