Industria

Iacobucci vola sulle ali di Boeing e Airbus

di Lara Dreux

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Le poltrone di business e prima classe più confortevoli in volo? Sono made in Italy. Più precisamente made in Ferentino, provincia di Frosinone. Le crea - assieme al partner Pininfarina - e le produce la società Iacobucci HF Aerospace, che le vende ai maggiori manufacturer di aerei al mondo. Non solo poltrone: nel catalogo prodotti spiccano altri sistemi di bordo, studiati per aumentare il comfort e la qualità dell’esperienza dei passeggeri. Non stupisce quindi vedere la società fra i Campioni dell’export 2022, identificati dal Sole 24 Ore e da Statista.

Iacobucci HF Aerospace figura al secondo posto del ranking, con una quota di export del 99,3% sul fatturato, a quota 11,7 milioni di euro nel 2020. Il successo nel competitivo mercato americano costituisce un vanto per la società. «Siamo fornitori diretti di Boeing da oltre 20 anni e questa referenza ci ha aperto le porte degli altri clienti, inclusi i produttori di jet privati - spiega il presidente Lucio Iacobucci -. Punti di forza sono qualità, design elegante e manifattura italiana».

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La comodità del passeggero è il maggiore obiettivo. E dire che l’avventura imprenditoriale di Iacobucci cominciò da un volo scomodo e da un caffè più simile ad acqua nera che a un espresso. Dopo due anni di studio delle macchine del caffè e delle regolamentazioni aeree, la sua azienda fu la prima, nel 1995, a introdurre l’espresso a bordo, grazie a una commessa di Singapore Airlines.

Grazie a un’altra osservazione da frequent flyer («il cibo servito era sempre congelato e riscaldato, sia in economy sia in prima classe»), Iacobucci avviò un progetto di ricerca e la sua squadra di innovatori creò i forni a induzione sicuri da aereo, che non si limitano a riscaldare il cibo ma lo cuociono, migliorandone la qualità e il sapore. Dalla partnership con Pininfarina sono poi nate le poltrone premiate con gli International yacht and aviation design awards nel 2018.

La pandemia da Covid 19 è stata una sfida difficile per tutto il comparto. Con gli aerei a terra per le restrizioni di viaggio, Airbus e Boeing hanno rallentato la produzione. L’azienda laziale ha ridotto i costi e si è concentrata sulle attività di aftermarket. Ad esempio, è diventata distributrice per Asia e Pacifico delle parti di ricambio per Singapore airlines. «Ma siamo convinti che il mercato aeronautico presto sarà più forte di prima e per questo, con tanti sacrifici, abbiamo continuato a lavorare su nuovi progetti anche per l’Airbus A350», conclude Iacobucci.

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