FINANZA PUBBLICA

Tesoro: Italia pronta a nuovo bond in dollari. Quota di BTp in mani estere torna ai livelli di inizio 2018

Il capo della direzione per la gestione del debito pubblico: «La quota in mano investitori esteri al 33%, tornata a livelli 2018» . Allo studio uno strumento complementare al BTp per coinvolgere il retail

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2' di lettura

La «Republic of Italy» è pronta a tornare sul mercato dei global bond in dollari con una o più emissioni nel corso del 2020. Lo ha detto Davide Iacovoni, capo della direzione del Tesoro per la gestione del debito pubblico, in un incontro con la stampa per l’illustrazione delle linee guida di gestione del debito pubblico nel 2020. «C’è l’obiettivo di tornare su questo mercato e ricreare una curva dei rendimenti italiani in dollari» ha detto Iacovoni aggiungendo che «ci sono margini per completare la curva» e che il Tesoro sta «valutando se effettuare una emissione multitranche o una singola emissione» su scadenze già ancora non coperte.

La vita media del debito pubblico
Iacovoni ha spiegato che nel 2019 la vita media del debito pubblico italiano si è attestata a 6,87 anni e che l’obiettivo per il 2020 è di “consolidare” questo valore «con piccoli incrementi». Nell’anno in corso, ha detto Iacovoni, le emissioni lorde italiane si attesteranno intorno ai 400 miliardi di euro «in continuità con il 2019», mentre il funding a medio e lungo termine si dovrebbe aggirare intorno ai 245-250 miliardi di euro, tenendo conto le scadenze per circa 200 miliardi e il fabbisogno di stimato di 40/45 miliardi. I BoT in scadenza sono circa 120 miliardi e, aggiungendo i BoT semestrali emessi nel 2020 e in scadenza nello stesso anno, si dovrebbe arrivare a scadenze BoT intorno ai 140-150 miliardi.

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Cresce quota in mano investitori esteri
Il dirigente del Tesoro ha poi detto che «ci sono stati dati importanti sul rientro degli investitori esteri tanto che oggi abbiamo uno stock di investitori esteri che detengono titoli di Stato italiani più elevato che all’inizio del 2018», quando era iniziata l'ultima fase di allargamento dello spread. Attualmente, ha aggiunto Iacovoni, la quota di titoli di Stato detenuti da investitori esteri è pari al 32-33 per cento.

Quota retail bassa
La quota di titoli di Stato italiani in mano al retail, sempre secondo quanto detto da Iacovoni, è invece su livelli storicamente bassi, al 5,4% secondo l’aggiornamento di fine ottobre. Per coinvolgere il retail e avere una base di investitori diversificata e più stabile rispetto alla volatilità connessa con il possesso di titoli di Stato da parte delle banche, il Tesoro, ha detto Iacovoni, ha allo studio uno «strumento complementare al BTp Italia ma che non lo sostituisca».

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