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Iata: «Liquidità soltanto per sei mesi»

L’associazione delle compagnie aeree lancia l’allarme sulla sopravvivenza dei vettori dopo una stagione estiva difficile. Chiesto un test rapido per i passeggeri per evitare la quarantena

di Mara Monti

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(Reuters)

L’associazione delle compagnie aeree lancia l’allarme sulla sopravvivenza dei vettori dopo una stagione estiva difficile. Chiesto un test rapido per i passeggeri per evitare la quarantena


3' di lettura

Una stagione estiva da dimenticare e un autunno sempre più incerto. Così si presenta la prospettiva del trasporto aereo colpito dalle nuove restrizioni introdotte dai governi europei per limitare la diffusione del virus. Secondo i dati diffusi da Eurocontrol, l’agenzia europea per il trasporto aereo, i voli sono stati il 55% in meno rispetto al 2019, con un impatto negativo sul fatturato per 420 milioni di euro. Non stanno meglio gli aeroporti che finora hanno perso il 64% dei passeggeri e il 67% del fatturato rispetto allo scorso anno mentre il 35% degli aerei è ancora a terra.

La speranza che con i mesi estivi ci potesse essere una ripresa del settore è svanita nel bel mezzo dell’estate dopo l’introduzione delle nuove restrizioni introdotte dai paesi tradizionalmente meta di vacanze come Croazia, Grecia, Spagna e Malta. Ora si teme per la sopravvivenza delle compagnie più deboli e si punta a un nuovo round di aiuti pubblici. «Il settore sta ancora soffrendo e siamo lontani dalla ripresa, dobbiamo parlare di sopravvivenza: quali e quante compagnie aeree supereranno questa fase?» si chiede Sebastian Mikosz della Iata, l’associazione internazionale delle compagnie aeree durante il convegno online organizzato da Airlines for Europe (A4E). Il quale lancia l’allarme liquidità: in media le compagnie aeree hanno cash disponibile per andare avanti non più di sei mesi e il continuo «stop and go» dei cieli non aiuta.

I governi europei dovrebbero concentrarsi su strategie a sostegno del settore aereo per tutte le compagnie piuttosto che proteggere i vettori nazionali, ha detto il ceo di easyJet Johan Lundgren puntando il dito sull’«enorme confusione» che si è creata in Europa nell’adozione delle misure di restrizione e di quarantena tra i i paesi dell’Unione. «Deve esserci un approccio comune quando si tratta di introdurre misure come i test e la quarantena » ha aggiunto il ceo.

«Il coordinamento delle misure deve essere una priorità politica anche per il Consiglio europeo - ha affermato Benjamin Smith, ceo di Air France-KLM Group e chairman di A4E - .Negli ultimi sei mesi ci sono state misure nazionali non coordinate che hanno avuto un impatto devastante sulla libertà di movimento - un principio fondamentale dell'UE - con significativi effetti a catena per il nostro settore del trasporto aereo e del turismo».

Se restrizioni e quarantena sono considerate misure troppo estreme per il settore del trasporto aereo, resta aperto il problema su come ridare fiducia ai passeggeri: «Abbiamo introdotto protocolli molto rigorosi e finora i risultati sono soddisfacenti», ha detto Patrick Ky, executive director di EASA l’agenzia europea per la sicurezza del volo. Secondo l’Easa, da quanto sono ripresi i voli in Europa, 180 passeggeri su 3 milioni hanno accusato sintomi da Covid e per questo non stati fatti salire a bordo degli aerei; 7 passeggeri su 3 milioni sono stati fatti scendere dai velivoli per lo stesso motivo e circa 300 passeggeri hanno dovuto abbandonare l’aereo perché senza mascherina. Inoltre anche i tassi di infezione tra il personale delle compagnie aeree e aeroportuali sono stati relativamente bassi in linea con i tassi di contagio dei singoli Stati. «Viaggiare in aereo è molto più sicuro che fare shopping - ha aggiunto Ky - quello che preoccupa è l’incertezza sulle restrizioni che possono essere introdotte al rientro».

Per evitare l’impatto negativo di eventuali nuove restrizione, il settore chiede l’introduzione di un test rapido per tutti i passeggeri, il monitoraggio dei contagi a livello europeo e nuove regole per le dichiarazioni sanitarie: «Un programma di test europeo per tutti i passeggeri è necessario se vogliamo avere qualche possibilità di ripristinare la fiducia», ha affermato Thomas Reynaert, amministratore delegato di A4E.

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