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Iata: meno utili per le compagnie aeree nel 2019. Ma le preoccupazioni sono sicurezza e ambiente

dal nostro inviato Gianni Dragoni


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(Reuters)

5' di lettura

SEUL - Gli utili netti complessivi previsti per le compagnie aeree mondiali diminuiranno quest’anno a 28 miliardi di dollari, rispetto ai 35,5 miliardi stimati lo scorso dicembre dalla Iata, l'associazione delle compagnie mondiali che ha 291 associati. È un taglio del 21,4% alle stime dei profitti quello annunciato oggi dal direttore generale della Iata, Alexandre de Juniac, all'assemblea annuale a Seul. Tengono banco le preoccupazioni sulla sicurezza, in seguito alla doppia tragedia del Boeing 737 Max 8 con 346 morti che ha portato, a partire dall'11 marzo, alla messa a terra in tutto il mondo dei 360 aerei Max in servizio. In evidenza anche i problemi all'ambiente. La commissaria europea ai Trasporti, Violeta Bulc, ha espresso preoccupazioni per l'inquinamento e i costi ambientali provocati dal trasporto aereo, ha parlato di «un costo di 33 miliardi di euro in 33 aeroporti Ue coperti da uno studio della Ue» che non è sostenibile.

Guerre commerciali e aumento del traffico
Il risultato aggregato previsto dalla Iata per tutte le compagnie mondiali nel 2019 è inferiore anche agli utili del 2018 (-6,7%), riclassificati a 30 miliardi di dollari, rispetto alla precedente stima di 32,3 miliardi. Quest'anno è prevista una crescita del traffico passeggeri del 5% (misurata in passeggeri per km percorsi), rispetto a +7,4% del 2018 e a +8,1% del 2017. Ma c'è un impatto negativo causato dall'aumento dei costi (soprattutto il dollaro e il carburante) e una riduzione del traffico merci causata dalle tensioni nel commercio internazionale per la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina: circa -5,2% rispetto a un anno fa, con la previsione di una crescita zero in tutto il 2019.

Per ogni passeggero un utile di 6,12 dollari
Il d.g. de Juniac ha sottolineato che i profitti previsti quest'anno corrispondono a un utile netto di 6,12 per ogni passeggero (6,85 dollari nel 2018), su un totale di 4,579 miliardi di passeggeri in partenza (+4,6% rispetto al 2018). A partire dal 2010 il bilancio aggregato delle compagnie mondiali è positivo e dal 2015 il ritorno sul capitale investito è superiore al costo del capitale. «L'industria da cinque anni crea valore per chi ha investito. Ma il margine si riduce, quest'anno l'utile netto sarà solo il 3,2% rispetto ai ricavi, è un margine fragile rispetto al 20% o più di cui godono regolarmente Apple e Google», ha osservato de Juniac.

Aumenta il costo del carburante
I ricavi aggregati di tutte le compagnie mondiali sono previsti in crescita da 812 a 865 miliardi di dollari (+6,5%). Il costo del carburante è previsto in aumento da 180 a 206 miliardi (+14,4%), l'incidenza sale al 25% sui ricavi (23,5% l'anno scorso). La stima illustrata dal capo economista della Iata, Brian Pearce, è basata su un prezzo medio del petrolio Brent di 70 dollari al barile (71,6 nel 2018) e del kerosene per aerei di 87,5 dollari per barile (86,1 nel 2018).

Gli utili salgono in NordAmerica, diminuiscono in Europa
I risultati cambiano molto secondo le aree geografiche. Il Nord America continua ad andare molto bene, sono previsti 15 miliardi di dollari di utili netti, rispetto ai 14,5 miliardi del 2018 (+6,9%). Segue l'Europa, in cui però è prevista una contrazione dei profitti dopo le tasse da 9,4 a 8,1 miliardi (-13,8%). In Asia-Pacifico è prevista una riduzione degli utili netti da 7,7 a 6 miliardi (-22%).

In rosso Medio Oriente e Africa
Il Medio Oriente rimane in tensione, è previsto un aumento del 10% delle perdite nette aggregate di tutte le compagnie dell'area a -1,1 miliardi (-1 miliardo nel 2018). In rosso anche l'Africa a -100 milioni, come nel 2018. C'è una ripresa in America-Latina, con 200 milioni di dollari di profitti aggregati dopo la perdita di 500 miliioni nel 2018.

Gli incidenti del Boeing 737 Max
«La sicurezza è sempre la priorità princiale», ha affermato con enfasi de Juniac. «I recenti incidenti del Boeing 737 Max hanno messo la nostra reputazione sotto i riflettori. Due incidenti in rapida successione di un nuovo modello di aereo fanno sorgere domande serie. Gli investigatori individueranno le cause. E un rimedio sarà trovato. Ma le conseguenze di queste tragedie vanno oltre l'aspetto tecnico. La fiducia nel sistema di certificazione è stata danneggiata». Il d.g. della Iata ha fatto notare che non si è creato solo un problema di fiducia nel pubblico, ma anche nei rapporti tra le autorità di regoalzione, perché la Faa americana, che ha la competenza principale sulla sicurezza del Boeing 737 Max perché l'aereo è americano, ha deciso di bloccare i voli solo alcuni giorni dopo che le autorità di quasi tutti gli altri paesi del mondo lo avevano già fermato.

Screzi tra le autorità della sicurezza
«La gente è rimasta confusa, perché le decisioni di mettere a terra questo modello di aereo venivano prese in alcuni mercati - ha sottolineato de Juniac - mentre in altri paesi si faceva “business as usual”. Mettetevi nei panni dei viaggiatori...». Secondo de Juniac «mentre Boeing e Faa sono al centro della scena, è essenziale una stretta collaborazione delle controparti industriali e delle autorià dell'aviazione civile in tutto il mondo. Ogni screzio tra i regolatori non è nell'interesse di nessuno». Nei giorni scorsi de Juniac ha detto di ritenere che il 737 Max resterà a terra almeno altre dieci settimane, quindi fino intorno al 10 agosto.

Per Emirates il Max resterà a terra fino a Natale
Il presidente di Emirates, Tim Clark, ha detto a Seul che il Boeing 737 Max probabilmente non tornerà a volare prima della fine di quest'anno. Boeing sta lavorando insieme alla Faa americana per far approvare le modifiche al software (detto Mcas) che avrebbe causato i due incidenti il più presto possibile. L'obiettivo è ottenere un via libera prima dell'estate. Ma, dopo l'eventuale rilascio della certificazione della Faa, dovranno pronunciarsi anche le altre autorità mondiali perché il jet voli al di fuori degl iStati Uniti. «Ci sarà un po' di ritardo per il lavoro dei regolatori, Canada, Europa, Cina», ha osservato il presidente di Emirates. «Sarei sorpreso se lo vedessi in volo per Natale», ha detto Clark. A suo avviso Boeing «dovrebbe accettare che a meno che non ottenga l'approvazione di tutti i regolatori, indipendentemente da quanto bene pensa di aver risolto i problemi dell'aereo, non potrebbe funzionare». «Si creerà un'opposizione di molta gente se insistono che questo aereo è sicuro per volare», ha aggiunto Clark.

Studio Ue: «Dall'aviazione danni all'ambiente per 33 miliardi»
In primo piano anche i problemi dell'ambiente. I capi delle compagnie aeree e la Iata da anni discutono di riduzione delle emissioni, c'è un programma per il contenimento, si chiama Corsia. Ma la commissaria Ue ai Trasporti, Violeta Bulc, ha dato un duro colpo alle compagnie nell'intervento all'assemblea Iata. «Sappiamo tutti che le emissioni dell'aviazione stanno crescendo rapidamente. Oggi le emissioni di Co2 dal trasporto aereo sono quasi il doppio rispetto a quello che erano negli anni Novanta. Stiamo per pubblicare i risultati di uno studio sulle esternalità negative del trasporto, che ammontano a 1.000 miliardi di euro. È il 7% del Pil! Questi “costi” - ha aggiunto Bulc - includono danno all'ambiente, incidenti e infrastrutture. Lo studio conclude che i costi ambientali, come il cambio del clima, l'inquinamento dell'aria e il rumore, rappresentano quasi il 100% di tutti i costi per l'aviazione. Questi costi - secondo Bulc - ammontano a 33 miliardi di euro per i 33 aeroporti della Ue coperti dallo studio. Il prezzo pagato da quanti viaggiano in aereo copre più o meno i costi delle infrastrutture, ma non i costi ambientali. Non possiamo continuare a generare costi così alti dall'aviazione, o anche da ogni altra modalità di trasporto. Dobbiamo cambiare le cose e farlo rapidamente».

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