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Iata, persi 400 miliardi di dollari di fatturato

Il difficile inverno dei vettori: da Lufthansa test rapidi per evitare la quarantena per la First e Business class. Air France-KLM pronta a ricapitalizzare. Negli Usa si studiano nuovi aiuti statali

di Mara Monti

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Il difficile inverno dei vettori: da Lufthansa test rapidi per evitare la quarantena per la First e Business class. Air France-KLM pronta a ricapitalizzare. Negli Usa si studiano nuovi aiuti statali


4' di lettura

Sarà un inverno lungo e difficile per le compagnie aeree che a fatica provano a resistere alla debacle iniziata con la pandemia. L’estate non è servita a recuperare quanto perso durante il lockdown e ora le nuove restrizioni insieme all’aumento dei contagi in alcuni paesi europei rischiano di rendere lo scenario ancora più difficile. Per correre ai ripari, la Iata l’associazione internazionale delle compagnie aeree, ha chiesto l’introduzione del test rapido anti-Covid-19 per individuare i contagi in tutti gli aeroporti, una misura che i vettori chiedono ai governi di introdurre in sostituzione delle misure restrittive. La soluzione secondo la Iata potrebbe contenere le perdite di fatturato che finora ammontano a 400 miliardi di dollari.

Nonostante la situazione resti drammatica e ancora non si veda il fondo della peggiore crisi del settore negli ultimi cento anni, secondo gli analisti di Morgan Stanley il peggio è alle spalle: in un report dal titolo «Shift from liquidity to recovery», la banca d’affari americana ritiene che l’introduzione dei test in aeroporto migliori il sentiment di mercato nonostante l’alta volatilità dei titoli in Borsa, in attesa del vaccino anti Covid previsto tra ottobre e novembre, sempre secondo MS.

Test rapidi per evitare la quarantena

Qualche compagnia si sta già attrezzando come nel caso di Lufthansa intenzionata ad introdurre un test rapido antigenico a partire da ottobre, sviluppato insieme agli svizzeri della Roche, inizialmente solo per i passeggeri che viaggiano in prima classe e in business da effettuare prima della partenza e con il risultato disponibile entro 15 minuti. La compagnia tedesca pianifica di introdurre il test per le destinazioni a lungo raggio, in particolare verso gli Stati Uniti e verso quei paesi in cui sono state adottate misure restrittive ed evitare in questo modo a chi viaggia il rischio della quarantena.

La compagnia tedesca è tra i vettori europei più colpiti dalla crisi Covid-19 al punto che di fronte a uno scenario così incerto le misure di contenimento dei danni che intende intraprendere saranno ancora più drastiche del previsto: 150 gli aerei lasciati a terra invece dei 100 annunciati in precedenza e il numero dei posti di lavoro tagliati sarà superiore ai 22mila previsti, secondo indiscrezioni di stampa. L'azienda contava di tornare entro la fine dell'anno a un'offerta di voli pari al 50% del traffico pre-crisi, mentre adesso prevede di non andare oltre il 20 e il 30% delle sue capacità rispetto agli anni precedenti. La compagnia tedesca ha ricevuto aiuti di Stato per 9 miliardi di euro approvato la scorsa estate dopo una dura battaglia tra gli azionisti della compagnia.

Air France-KLM pronta a ricapitalizzare il gruppo

Non va meglio il gruppo Air France-Klm tra i beneficiari degli aiuti dei governi francese e olandese per 10 miliardi di euro. Una cifra che sembra non bastare secondo il direttore generale del gruppo Ben Smith che prevede di «resistere per meno di 12 mesi» senza escludere a una «possibile ricapitalizzazione. Se guardiamo alle ultime settimane, è chiaro che la ripresa del traffico sarà più lenta del previsto. Stiamo discutendo con i nostri azionisti su come rafforzare il nostro bilancio. Uno, tre o cinque miliardi di euro? È troppo presto per quantificare l'importo di una possibile ricapitalizzazione», ha detto in una intervista.

Ryanair ridurrà la capacità del 60%

Anche la compagnia low cost Ryanair è stata costretta a ridurre la sua capacità in di un ulteriore 20% e potrebbe dover fare lo stesso per il resto dell'inverno a meno che i governi dell'Unione Europea non alleggeriscano le restrizioni ai viaggi. Il vettore irlandese, il cui chairman Michael O'Leary ha descritto l'inverno 2020 da dimenticare, ha avvertito che volerà circa il 40% della capacità utilizzata lo scorso ottobre, al di sotto del precedente obiettivo del 50 per cento. Tenendo conto della capacità operata lo scorso anno di circa 67 milioni di posti, un taglio del 60% ridurrebbe la sua offerta a circa 27 milioni.

Negli Stati Uniti si punta a un nuovo round di aiuti statali

L’unica speranza per le compagnie aeree è ridare fiducia ai passeggeri e ridurre le restrizioni imposte dopo l’aumento dei contagi perché la voglia di volare non manca. In attesa di una decisione, negli Stati Uniti si tenta la carta del rilancio degli aiuti statali. Le compagnie aeree statunitensi hanno chiesto una estensione di ulteriori sei mesi del piano di aiuti che scade a fine mese proponendo un nuovo pacchetto da 25 miliardi di dollari con cui evitare la valanga di licenziamenti che al tempo delle elezioni presidenziali è la soluzione meno auspicabile per il governo. Il Congresso però ha bocciato questa misura perché a soffrire per le conseguenze della pandemia non c’è soltanto il settore aeronautico, è la motivazione. Intanto, American Airlines ha già annunciato che senza il sostegno pubblico dal primo ottobre fermerà i voli in almeno 15 piccoli aeroporti americani, mentre Delta Air Lines e Southwest Airlines che possono contare su bilanci più solidi rispetto ai concorrenti, hanno già fatto sapere di non avere bisogno degli aiuti statali.

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