Banking

IBanFirst, sbarca in Italia la fintech dei pagamenti crossborder per Pmi

Un servizio automatico e trasparente per assistere la transazione e la copertura dei rischi, con anche l’opzione del tracciamento in tempo reale

di Pierangelo Soldavini

2' di lettura

Pierre-Antoine Dusoulier è francese e vive a Parigi, ma per la società che ha fondato ha scelto come sede Bruxelles perché iBanFirst è nata fin da subito con un orizzonte europeo, con l’ambizione di diventare leader continentale nei pagamenti internazionali. La sua piattaforma tecnologica permette infatti di affiancare le Pmi per la gestione di incassi e pagamenti crossborder, proponendosi come alternativa alla tradizionale offerta bancaria.

Con alle spalle una carriera tutta nel mercato Forex, prima sui mercati tradizionali e delle valute dei mercati emergenti, poi nell’ambito degli investimenti retail sui cambi, Dusoulier si è accorto che in tutti i principali mercati europei non esisteva un supporto tecnologico e innovativo per le aziende.

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«I pagamenti avvengono a costi ridotti e gli spread sono tendenzialmente bassi, quindi il trading è molto conveniente, ma se si mettono insieme le cose il servizio diventa costoso», nota il founder di iBanFirst, in Italia per seguire il debutto dell’ufficio milanese, partito operativamente a inizio marzo.

Il Ceo e founder di iBanFirst Pierre-Antoine Dusoulier

Ma non è solo questione di costi: l’obiettivo della fintech è fornire un servizio automatico, semplice e trasparente che supporti il business nella transazione internazionale e nella copertura dei rischi connessi. La piattaforma abilita quindi transazioni multivaluta permettendo alle aziende di fare e ricevere pagamenti in oltre trenta valute, con la possibilità anche di copertura di valute specifiche.

«Le banche si concentrano sulle aziende più grandi – sottolinea Dusoulier -. Noi forniamo alle piccole soluzioni tecnologiche per supportare la tesoreria aziendale nelle propria attività per garantire evoluzione del pagamento, in trasparenza e consapevolezza dei costi, con gli strumenti adeguati per affrontare la volatilità: non offriamo prodotti speculativi, ma focalizzati solo su pagamenti».

Uno di questi è Payment Tracker, il servizio di monitoraggio in tempo reale tramite Swift Gpi della transazione che spesso richiede diversi passaggi, anche sei o sette, di banche intermediarie, garantendo quindi le controparti sull’effettivo stato del pagamento.

Operando con una licenza da istituto di pagamento, iBanFirst conta attualmente 280 dipendenti e serve oltre 4mila clienti in tutta Europa, con un transato che arriva a 2 miliardi di euro al mese, su cui viene applicata una commissione proporzionale al valore della transazione. Il cliente ha a disposizione un conto presso la fintech da cui far partire o ricevere i pagamenti, ma può anche aprire conti in altri Paesi, sempre con proprio Iban.

A oggi il mercato principale è la Francia, ma ha avviato una campagna di espansione partita dalla Germania, che ha interessato l'Europa orientale e che ora coinvolge l'Italia.

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