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Ibm, delude il bilancio sotto la pressione della debolezza in Europa

Il colosso informatico statunitense, impegnato nella difficile transizione alle attività nel cloud dai servizi tecnologici tradizionali, ha risentito di una performance particolarmente deludente in Germania e Gran Bretagna nel terzo trimestre dell'anno

di Marco Valsania


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2' di lettura

New York - Ibm soffre le pene dell'Europa. Il colosso informatico statunitense, impegnato nella difficile transizione alle attività nel cloud dai servizi tecnologici tradizionali, ha risentito di una performance particolarmente deludente in Germania e Gran Bretagna nel terzo trimestre dell'anno.
Big Blue, come da sempre è noto lo storico marchio americano, ha riportato sia profitti che fatturato in calo. Gli utili sono caduti a 1,67 miliardi di dollari da 2,69 miliardi, anche se sono riusciti ugualmente a battere le attese. Il fatturato è invece sceso del 3,9% a 18,03 miliardi facendo peggio dei 18,22 miliardi anticipati dagli analisti. Ed è stato quest'ultimo sintomo di debolezza nelle entrate, il quinto declino consecutivo per Ibm, che ha preoccupato di più gli investitori: il titolo ha bruciato il 5% nel dopo-mercato, erodendo il guadagno del 25% messo a segno da inizio anno.

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Nello sforzo di rilanciare il gruppo adattandolo alle nuove rivoluzioni tech, l'amministratore delegato Ginni Rometty, al comando da sette anni, ha completato la più grande acquisizione mai effettuata dall'azienda, la conquista da 34 miliardi di Red Hat, produttore di software open source Linux, annunciata nel 2018. E ha accentuato la svolta verso il cloud. La scommessa è di far sempre più leva su prodotti in abbonamento, rafforzati proprio dall'arrivo di Red Hat che per la prima volta e stato inserito nei conti trimestrali.
I risultati di questi segmenti d'avanguardia appaiono in crescita. I servizi cloud hanno riportato una crescita dell'11% a circa 5 miliardi. E la divisione che raggruppa sia cloud che software cognitivo, e comprende Red Hat che ha contribuito 371 milioni di dollari di revenue, ha totalizzato un aumento del 6,4% a 5,28 miliardi.

Ma simili schiarite non sono ancora bastate a cancellare la fragilità mostrata da quella che resta la più grande divisione del gruppo, quella di servizi tecnologici globali - Global Technology Services - che ha visto le entrate ridotte del 5,6% a 6,70 miliardi. È una divisione che ha quali clienti i colossali centri dati globali e ha risentito anzitutto di flessioni nei volumi di business in Europa, tra Berlino e Londra, stando a quanto rivelato dal direttore finanziario James Kavanaugh. Ibm prevede tuttavia che il business si normalizzi nel quarto trimestre dell'anno.

La Global Business Services, specializzata in servizi di consulenza, è intanto cresciuta di un deludente 1% a 4,1 miliardi.

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