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Ibm “regala” 1 milione di immagini per aiutare l’università con il machine learning

di L.Tre.


Intelligenza artificiale e machine learning già protagoniste nella nostra vita quotidiana

2' di lettura

Ibm Research ha deciso di pubblicare un milione di di immagini con annotazioni utili ad aiutare la comunità scientifica a rilevare, riconoscere e analizzare meglio le immagini dei volti. Parliamo di computer vision e quindi di immagini che dati in pasto agli algoritmi di intelligenza artificiale possono aiutare le università a migliorare ricerche e tool nell'ambito del riconoscimento facciale. Il set di dati si chiama Diversity in Faces (DiF) e l'iniziativa, scrivono gli uomini di Big Blue, è quella di promuovere uno studio più corretto ed accurato nell'ambito della tecnologia di riconoscimento facciale.

Usando immagini pubblicamente disponibili del set Creative Commons YFCC-100M, Ibm avrebbe codificato le immagini usando 10 schemi di codifica ben stabiliti e indipendenti,tra cui craniofacciale (ad esempio, lunghezza della testa, lunghezza del naso, altezza della fronte), rapporti facciali (simmetria), visiva attributi (età, genere) e posa e risoluzione, oltre ad altri.
«I volti umani presenti in tutto il mondo sono molto differenti tra loro, si legge nella nota -. Lo studio efficace della diversità di volti per la tecnologia di riconoscimento facciale è quindi molto complesso e deve andare ben oltre gli attributi tipici studiati come età, sesso e colore della pelle. Simmetria facciale, contornatura, distanza tra il naso e la fronte sono tutti attributi aggiuntivi che costituiscono la diversità nei nostri volti».

Per comprendere la ratio di questa notizia occorre prima sapere che l'università sta soffrendo moltissimo il vantaggio delle grandi piattaforme digitali sul fronte dell'Ai. In questo campo, chi ha più dati a più possibilità di allenare e rendere migliori gli algoritmi di machine learning. Detto altrimenti, Google, Ibm, Amazon, Microsoft hanno un vantaggio “nativo” rispetto anche alla più importnate università degli Stati Uniti. Anzi, se restringiamo il campo alla computer vision, in questo momento chi ha un vantaggio rispetto a tutto il resto del mondo è proprio la Cina. L'ambizione di Pechino di diventare il leader nell'Ia entro il 2030 era già nota nel secondo piano di sviluppo emanato dal

Consiglio di Stato. . Come ha scoperto la Bbc, in Cina esiste una rete di 176 milioni di telecamere di sorveglianza che controllano 1,3 miliardi di persone. Questa rete diventerà sei volte più grande nell'arco di due anni.
Tutti questi occhi sembrano dotati di intelligenza artificiale e nello specifico di tecnologie per il riconoscimento del volto stanno dando un vantaggio strategico di non poco conto al Continente cinese. La mossa di Ibm è interessante e aperta perché lavora insieme alle università. Ma in termini geopolitici ha il sapore della resa.

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