L’AZIENDA MARCHIGIANA DI VERNICI A BASE D’ACQUA

Ica investe 3,5 milioni di euro sul nuovo laboratorio hi-tech

Performance Lab è in grado di eseguire 5mila prove su oltre 3mila campioni

di Michele Romano


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Nella ricerca Ica investe annualmente non meno di 4,4 milioni di euro

3' di lettura

Si chiamerà Performance Lab l’ultimo investimento in casa Ica, azienda marchigiana leader mondiale nella produzione e nell’innovazione per le vernici a base d’acqua per legno e vetro: un investimento da 3,5 milioni, per un laboratorio di prove chimico-fisiche di ultima generazione, unico nel suo genere in Italia e in grado di ricevere oltre 3.000 campioni all’anno di materiali verniciati ed eseguire 5.000 prove su oltre 200 test a beneficio dell’innovazione di prodotto ad uso interno e per le aziende dell’arredo di interni, infissi, pavimentazioni e vetro.

Usare la tecnologia per migliorare le prestazioni dei prodotti è un pallino fisso di Sandro Paniccia, ceo dell’azienda fondata negli anni Settanta dal padre Claudio: «Sostenibilità e innovazione sono nel nostro dna – spiega -, tanto che abbiamo iniziato a produrre le prime vernici ad acqua e a basso impatto ambientale già nel 1983». Il primo laboratorio di prove chimico-fisiche è arrivato nel 2002 e quattro anni fa, all’interno del centro R&S di Civitanova Marche, è stata realizzata una nuova formulazione di vernici bio, utilizzando materie prime provenienti da materiali di scarto organici rinnovabili non competitivi con l’alimentazione umana e con fasi di produzione a basso impatto ambientale: «Niente petrolio, taglio emissioni di anidride carbonica, attenzione alla salute delle persone, con la garanzia di un prodotto di altissima qualità – sottolinea il ceo -. Verniciando un armadio in legno con i nostri prodotti, è possibile risparmiare anidride carbonica per l’equivalente di 340 km percorsi da un’auto, come la distanza tra Roma e Reggio Emilia».

Solo nell’area R&S, dove vengono investiti annualmente non meno di 4,4 milioni, lavorano 74 tra chimici e biologi, il cui lavoro si intreccia con solide collaborazioni con il mondo accademico e i centri tecnologici. «Stiamo lavorando con Camerino e il Cosmob al progetto Bio-Paint – annuncia Paniccia -, finalizzato ad adottare, nel comparto dell’arredamento, processi di recupero e riciclo delle vernici e dei relativi barattoli».

Quartier generale, laboratorio e polo produttivo (dotato di diversi impianti robotizzati, ndr.) a Civitanova Marche, dove lavorano complessivamente in 310, un secondo stabilimento a Romano D’Ezzelino (Vicenza) per 40 addetti, Ica ha anche una solida presenza in Polonia (a Piotrków Trybunalski) e India (a Mumbai), dove l’ambizione è quella di «diventare il primo player locale» per le vernici per legno e distribuire prodotti anche nelle altre nazioni circostanti, come Sri Lanka, Bangladesh, Bhutan e Nepal. Per questa attività, è stata siglata una joint venture con la Pidilite, società indiana quotata in borsa e impegnata in diversi settori, in particolare quello delle colle e dei sigillanti. Ogni anno vengono prodotti complessivamente oltre 28 milioni di chili di vernice destinati a più di 15 mila clienti in 80 paesi al mondo.

Accelerare sull’estero è il focus dei prossimi anni: nel 2019, la quota export ha toccato il 57% del fatturato complessivo (122,8 milioni) spinta dal lavoro delle sei company estere, all’interno di un processo di internazionalizzazione iniziato nel 2009 in Spagna, proseguito in Germania e Cina, con Polonia e India che possono essere considerati mercati acquisiti. L’ultima, inaugurata lo scorso anno, è in Canada: «Abbiamo importanti obiettivi di crescita in Nord America», osserva il ceo e da West Lorne, in Ontario si stanno creando le basi «per costituire una nuova società anche negli Stati Uniti, un’altra sfida stimolante».

Il futuro passa anche attraverso la continuità aziendale. È già al lavoro la terza generazione dei Paniccia: i figli Andrea, Claudio e Lorenzo hanno dato il via alla Ica Academy, ente di formazione interno e accreditato presso la Regione Marche, che ha già realizzato due International Career Master, «consentendo l’ingresso in azienda di diversi giovani talentuosi» e, solo nel 2019, 10 mila ore di formazione con 40 corsi erogati a 170 aziende clienti e 13 seminari riconosciuti dagli ordini di architetti e ingegneri con il rilascio di crediti formativi.

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