ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùun deal controverso

Icahn denuncia Occidental per disfare la fusione con Anadarko

di Marco Valsania


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2' di lettura

Carl Icahn ha 83 anni ma non perde la leggendaria combattività. Il raider americano per eccellenza ha perso di mira la Occidental Petroleum per disfare il merger da 57 miliardi di dollari - debito compreso - che il gruppo ha orchestrato con la Anadarko. La quarta fusione di tutti i tempi nel settore petrolifero, che a detta delle aziende generarà crescita grazie al ruolo da protagonista che il nuovo colosso svolgerà in uno dei più promettenti giacimenti di gas e greggio del Paese, il Permian basin nel Texas occidentale e nel New Mexico che è anche tra le patrie delle tecnologie di fracking, di fatturazione idraulica.

Un’operazione che invece agli occhi di Icahn appare «fondamentalmente sbagliata». Irresponsabile e dannosa per gli azionisti, a cominciare da lui stesso e dal suo investimento da 1,6 miliardi in Occidental, pari a una quota del 5 per cento. Prova semmai di incompetenza del management, che avrebbe pagato un prezzo eccessivo e accettato termini troppo onerosi per finanziare la combinazione. Il raider, che tra le sue storiche battaglie conta negli anni Ottanta la scalata ostile alla Twa e negli ultimi anni ha fatto notizia per essere un sostenitore del presidente Donald Trump, per far valere le sue ragioni è ricorso alle vie legali, denunciando Occidental. Ha minacciato di battersi per la convocazione di un’assemblea straordinaria che «potenzialmente elegga nuovi esponenti del board». E ha chiesto di aver accesso e poter ispezionare la documentazione legata all’operazione. Ha parlato di una valutazione della Anadarko «alle stelle» e di finanziamenti ricevuti da Occidental per portare a compimento l'acquisizione dai costi «astronomici». Ha aggiunto che se i prezzi del petrolio scivoleranno attorno a 45 dollari al barile la società sara' costretta a tagliare il suo finora prezioso dividendo.

Per Icahn invece di scommettere su una crescita «a ogni costo» - aggravando il fardello del debito - Occidental avrebbe fatto meglio a mettersi lei in vendita per premiare gli azionisti. L’oparazione è scaturita da una sfida tra Occidental e Chevron per aggiudicarsi la Anadarko, con la prima che seppur più piccola ha messo sul tavolo l’offerta più generosa, forte di un miglior prezzo e di una superiore porzione in contanti. Occidental ha ribadito di aver piena fiducia nel merger e nel suo potenziale di remunerare i soci, aggiungendo che risponderà a Icahn a tempo debito. Ma Icahn ha insistito nelle critiche, prendendosela tra l’altro con un altro ultra-ottuagenario re della finanza americana, Warren Buffett, che è stato grande sostenitore dell’operazione. Icahn ha messo in croce l'accordo raggiunto da Occidental con Buffett, definito «straordinariamente e inutilmente caro».

Il leader della Berkshire Hathaway ha infatti investito dieci miliardi di dollari in Occidental in cambio di azioni privilegiate con un rendimento garantito dell’8%, ben superiore al 5% pagato dai titoli ordinari. I soci dell’azienda potrebbero inoltre vedere le loro quote diluite perche' l'impero di Buffett ha ricevuto un pacchetto di “warrant”, di diritti a comprare fino a 80 milioni di azioni ordinarie. Per finanziare il deal la Occidental, in modo meno controverso, ha inoltre trattato la cessione degli asset africani di Anadarko alla francese Total per 8,8 miliardi di dollari.

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